Nuova variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico: incrocio della Penna, area Ferri ed ex Mulino Tarsi

21/01/2017 - Nuova variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico. La 2° variante, approvata dalla Giunta comunale, mira a regolamentare gli aspetti progettuali ed economico-finanziari di alcuni interventi ritenuti di interesse strategico per lo sviluppo di Senigallia.

Il Piano Particolareggiato del Centro Storico ha rappresentato, fin dalla sua prima approvazione e poi con la prima variante, uno strumento di grande visione strategica per la riqualificazione e la riscoperta della città monumentale- afferma il sindaco Maurizio Mangialardi- con esso, infatti, si è favorita la realizzazione di interventi pubblici e privati che hanno permesso a Senigallia di crescere e diventare un vero punto di riferimento su scala regionale”.

Oggi,- prosegue il primo cittadino con l’appoggio dell’assessore alla Pianificazione urbanistica Maurizio Memè- di fronte ai mutamenti socio-economici, il Piano aveva bisogno di essere rivisitato per continuare a dare le stesse risposte”.

Ed è proprio in questo contesto che s’inserisce la nuova variante. “Un’ulteriore grande opportunità per la città- conferma il sindaco- sia per quanto riguarda la riqualificazione architettonica di aree come la ex Mulino Tarsi e la Ferri sia per la realizzazione di un’infrastruttura imprescindibile come la rotatoria all’incrocio della Penna”.

Quest’ultima,- fa eco l’assessore- oltre a consentire il decongestionamento dei flussi di traffico e a rendere più sicura la circolazione, permetterà un considerevole abbattimento dei livelli di Pm 10 e dunque un significativo miglioramento della qualità dell’aria nella zona circostante”.

La realizzazione della rotatoria all’incrocio della Penna, snodo fondamentale per rendere più fluido l’attraversamento nord-sud della città e l’ingresso verso il lungomare, tra gli interventi più attesi, sarà finanziato con gli oneri di urbanizzazione derivanti dalla ricostruzione del fabbricato insistente sull’attuale incrocio, per il quale ci sarà l’obbligo di uniformarsi allo stile architettonico degli edifici presenti nelle vie adiacenti.

Per quanto riguarda la riqualificazione dell’ex parcheggio dell’area Ferri, zona attualmente degradata, dove è prevista la realizzazione di un edificio residenziale, la nuova variante prescrive la ridefinizione dei parametri architettonici al fine di migliorarne l’integrazione con l’adiacente riqualificazione “ex Mulino Tarsi”, che interesserà via Baroccio, il parcheggio della ex Pesa (che rimarrà zona di sosta) e la Porta Maddalena.

Il tutto entro il 2022. Il termine ultimo di attuazione degli interventi, fissato dalla precedente variante al 3 novembre 2019, a causa della crisi economico-finanziaria che ha investito pesantemente il settore edile, comportando uno stallo nell’attuazione degli interventi di riqualificazione del centro storico, è stato infatti fatto slittare di 3 anni, portando quindi alla data del 3 novembre 2022.

Discorso diverso, e a sé, per quanto riguarda l’intervento di riqualificazione dell’ex Politeama Rossini. Sulla struttura, come noto, permane il vincolo di tutela della Soprintendenza per i beni architettonici. Per tale ragione, la variante approvata dalla Giunta non dà indicazioni attuative ma, considerata la sua collocazione in prossimità di siti culturalmente rilevanti come la Rocca Roveresca, il Palazzetto Baviera e piazza del Duca, fornisce un esplicito invito a modificare le attuali previsioni del Piano prevedendo per l’intera area la destinazione a verde pubblico con l’eventuale realizzazione di un parcheggio.

Infine, la nuova variante, che prevede inoltre che le opere di urbanizzazione afferenti i progetti di riqualificazione non ancora convenzionati dovranno essere iniziate entro sei mesi dal ritiro del permesso di costruire e concluse prima della richiesta e dell’attestazione di agibilità, anche parziale, degli interventi edilizi stessi, presenta altre novità importanti: la dimensione minima degli alloggi e la monetizzazione dei locali integrativi alla residenza.

Nel primo caso, le operazioni di recupero del patrimonio edilizio individuate all’interno del Piano, che contemplano il frazionamento delle unità immobiliari, vedono passare la superficie utile abitabile dal limite minimo di 52 a 40 metri/quadrati nel caso di ristrutturazioni, ed a 45 metri/quadrati nel caso di riqualificazioni.

Con la revisione delle dimensione minime degli alloggi, diamo importanti risposte abitative a nuove situazioni familiari – osserva l’assessore Memè – lo scopo di questa decisione è rimuovere un ostacolo al pieno recupero e alla fruizione residenziale del patrimonio edilizio esistente dato dalle particolari condizioni degli immobili del centro antico”.

Nel secondo caso, invece, l’obiettivo è adottare un’alternativa alla dotazione dei locali integrativi alla residenza previsti dal Regolamento Edilizio Comunale per qualificare spazi pubblici aperti o chiusi già esistenti e migliorarne la funzionalità e la fruibilità rendendoli disponibili anche per necessità condominiali con modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento. I costruttori potranno scegliere di monetizzare la mancata realizzazione dei locali integrativi versando al Comune una cifra pari a 1500 euro al metro quadrato: gli introiti derivati saranno vincolati alla realizzazione o alla riqualificazione di giardini, piazze, biblioteca, sale riunioni e sale espositive collocate all’interno del Piano.







Questo è un articolo pubblicato il 21-01-2017 alle 14:52 sul giornale del 23 gennaio 2017 - 3401 letture

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prima fate fare abitazioni topaia ma mica dite dove va a parcheggiare la gente.
Ci state voi dentro case da 40 m2!!!!!!