Serra de' Conti: Serra democratica, "Cosa fare del Monastero? Il Comune ancora non lo sa"

monastero serra de' conti 10/01/2017 - Più volte nei comunicati emessi abbiamo sostenuto ed evidenziato che il proposito di acquisto di una parte del Monastero di S. Maria Maddalena da parte del Comune di Serra de’ Conti non era suffragato da un progetto serio riguardo al suo possibile utilizzo e alla sua destinazione d’uso.

Non solo questo era carente di questi importanti elementi, ma anche dei costi da sostenere derivanti da un business –plan (rapporto costi/benefici). In seguito a ciò l’Amministrazione Comunale ha pubblicato sul proprio sito Internet il progetto denominato “Prospettive per il Monastero di S. Maria Maddalena – Un progetto di sviluppo per la comunità e il territorio”, in cui figura una analisi estremamente superficiale, scollegata con la realtà sociale ed economica del contesto territoriale in cui viviamo, limitandosi a citare eventuali soggetti interessati ad utilizzare qualche locale del complesso Monastico, la cui partecipazione finanziaria, diciamo noi, non potrebbe che essere di pochi spiccioli rispetto agli investimenti da effettuare (acquisto, ristrutturazione, ecc.).

Fra gli elementi che caratterizzavano questo progetto figurava la creazione di un “Laboratorio delle idee” e un “Incubatore diffuso”, iniziative alquanto fumose che non permettono di stimare quali e quante entrate potrebbero garantire. Questo progetto è stato sostenuto e sbandierato dall’Amministrazione in cui crede fermamente al punto tale che con una delibera di Giunta Municipale (la n. 100 del 28 ottobre scorso) è stato approvato un atto di indirizzo per affidare a soggetti esterni uno studio di fattibilità per il Monastero di S. Maria Maddalena, per una spesa prevista di 10 mila €uro.

In particolare il Comune ha deciso, “prima di definire le modalità di acquisto di parte del Monastero, di effettuare uno studio di fattibilità per una specifica destinazione degli aspetti tecnici, economici e finanziari riferiti ai possibili utilizzi dell’immobile da acquistare”.

Secondo le intenzioni del Comune lo studio di fattibilità di cui sopra dovrebbe contenere :
1. Descrizione, tempi e stima dei lavori da realizzare per l’adeguamento dell’immobile ;
2. Ruolo dei soggetti pubblici e privati coinvolti, tipologia di intervento e strumentazione tecnico giuridica da impiegare ;
3. Sostenibilità economica e finanziaria dell’intera operazione riferita a uno o due modelli o scenari gestionali possibili.

Ci eravamo quindi sbagliati? Ma lo studio non doveva essere fatto prima che il Consiglio Comunale approvasse nel dicembre 2015 il protocollo d’intesa per l’acquisto e della sottoscrizione dello stesso protocollo con la proprietà nel maggio 2016? Quanto fatto dimostra che il Comune procede senza una logica e una programmazione. Nel caso specifico pensiamo che lo studio doveva essere fatto a monte sfruttando la professionalità dei Tecnici Comunali. Inoltre non sappiamo quanto sia corretto utilizzare risorse pubbliche (10 mila €uro) per valutare cosa fare di un immobile privato che si intende acquistare. E se questo poi non avvenisse?


da Lista Civica Serra Democratica Indipendente



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2017 alle 10:13 sul giornale del 11 gennaio 2017 - 625 letture

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