Il presidente della sezione arbitri Piccioni ricorda Luciano Messersì: "Grazie per averci capito e voluto bene"

28/12/2016 - Arrivo alle Saline, parcheggio, prendo il borsone, e appena oltrepassato il cancello un odore di sigaro mi avvertiva puntualmente che Luciano era pronto ad accoglierti e farti strada, fino a consegnare il "Signor Arbitro" nel suo spogliatoio.

Chi non è un arbitro, difficilmente può rendersi conto di quanto importante e rassicurante fosse avere accanto - prima, durante, dopo una partita - il faccione di Luciano, con la sua stazza che poteva sembrarti una corazza che, in caso di bisogno, eri sicuro ti avrebbe difeso. L'alone di fumo del suo immancabile sigaro avrebbe creato una cortina fumogena fra te e gli eventuali contestatori e ricordo bene che, in alcune occasioni, Luciano, come tutti i buoni, quando scattava era capace di arrabbiarsi sul serio di fronte a maleducazione, arroganza e volgarità. Per lui il calcio era davvero una cosa seria!

Come la passione per il suo Toro, una passione che ci univa e che contribuì a trasformare negli anni un rapporto di conoscenza... in amicizia. Calmo, lento nei movimenti, tono di voce basso, di primo acchito il suo volto poteva sembrare addirittura inespressivo. Ma dietro quella corazza, che forse gli piaceva anche un po' mettersi addosso, non era poi così difficile scorgere l'animo di un bambino, perché in fondo Luciano del bimbo aveva mantenuto quelle qualità che ne facevano un essere sensibile quanti altri mai. Aveva, in realtà, uno sguardo indagatore: dietro le lenti dei suoi occhiali, nascondeva due occhi vispi che, senza che te ne accorgessi, scrutavano e soppesavano ogni cosa di chi aveva di fronte.

Lì, nel suo fortilizio delle Saline, si sentiva investito di un ruolo importante e guai a violare certe norme, scritte o meno che fossero, perché il suo rimprovero, sempre bonario, poteva colpirti in ogni momento. Per noi arbitri, per me, Luciano ha accompagnato in tante occasioni le nostre avventure sui campi di calcio, con interesse e rispetto verso il nostro compito, perché la sua sensibilità umana gli permetteva di capire meglio di tanti altri tutte le difficoltà con le quali i giovani arbitri, ogni volta, erano chiamati a confrontarsi. Ti ringrazio, Luciano, per averci capito e voluto davvero bene. Ma sappi che te ne abbiamo voluto tanto anche noi!


da Riccardo Piccioni
Presidente sezione arbitri di Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-12-2016 alle 10:05 sul giornale del 29 dicembre 2016 - 1502 letture

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