Sisma Marche, Brignone: il Governo aiuti i Sindaci e non impedisca ai cittadini di dotarsi di soluzioni abitative temporanee

beatrice brignone 19/12/2016 - Presentata una interrogazione al Governo concernente le procedure per l’installazione di moduli abitativi temporanei nei luoghi colpiti dal sisma lo scorso 24 agosto e 30 ottobre nella regione Marche.

In particolare nel documento presentato, si chiede di apportare le opportune modifiche al decreto Terremoto recentemente approvato alla Camera, in considerazione del fatto che dalla Regione Marche è stata inviata una comunicazione ai Sindaci interessati dal sisma, con la quale si chiede di rispettare le regole e richiama ad attenersi a quanto prescritto nel decreto Terremoto. Il servizio Urbanistica e paesaggio della Regione Marche comunicava ai Sindaci: “…le iniziative di localizzazione temporanea di container o casette in aree di proprietà privata, anche se a carattere transitorio, non sono conformi alle disposizioni del decreto legge 205/2016 e alle ordinanze del capo del Dipartimento della Protezione civile che disciplinano gli interventi post sisma.

Tali provvedimenti qualora fossero presi dai Comuni sono illegittimi”. Le popolazioni colpite dal sisma vivono per lo più in zone montane e con temperature molto rigide, tuttavia a oggi sono ancora in attesa dei moduli abitativi da parte della Protezione Civile. Alcuni cittadini - in attesa della messa in atto delle disposizioni del decreto, riguardanti la casa- - si è organizzata in modo autonomo nel trovare soluzioni abitative temporanee. Stante la già precaria condizione in cui vivono le popolazioni colpite dal terremoto, è davvero insostenibile che i Sindaci debbano trovarsi nella condizione di dover comunicare ai propri cittadini che qualsiasi esecuzione di opera edilizia se pur temporanea, in assenza del titolo abilitativo previsto per legge, si configura in reato di costruzione abusiva. Il Governo intervenga immediatamente nel modificare il recente decreto prorogando i termini di novanta giorni - affinché le popolazioni possano insediare casette temporanee senza incorrere nel reato di abusivismo edilizio".

Lo dichiara in una nota la deputata marchigiana di Possibile, Beatrice Brignone.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2016 alle 17:02 sul giornale del 20 dicembre 2016 - 4708 letture

In questo articolo si parla di politica, beatrice brignone, possibile, Comitato Possibile Massimo Max Fanelli

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Capisco il dovere di vigilare che chi si monta una casetta di legno in proprio (perché magari stanco di aspettare) poi alla fine dell'emergenza non si trovi ad avere magari la casetta di legno e la sua casa risistemata, avendone quindi due e "legali".
Ma queste cose si correggono con la giusta vigilanza e non con i blocchi, come in questo caso.
Errani era stato ben chiaro a puntare immediatamente il dito sul fatto che la realizzazione di casette in legno (in proprio o fornite dalla Prot.Civ.) non autorizzava a futuri "abusi edilizi camuffati", quindi aveva bene in testa la questione.
Ma bastava appunto aumentare il livello dei controlli, e non partire da una immediata sfiducia nella furbizia della "gente che ci prova sempre" e bloccare tutto con la burocrazia.

Bene secondo me stavano facendo i Sindaci dei Comuni coinvolti, che interpretavano i bisogni dei loro cittadini: perché intanto alcune persone che non vogliono/possono andare negli alberghi ancora non hanno casa, e siamo a Natale.




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