Patrimonio ecclesiastico colpito dal sisma: Mangialardi (Anci) in Regione per fare il punto

19/12/2016 - Lunedì mattina, a Palazzo Raffaello, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha incontrato il Cardinale Menichelli, accompagnato dal Vescovo di Fabriano Monsignor Russo, presente il Presidente di ANCI Marche Mangialardi.

Il cardinale ha illustrato la situazione del patrimonio ecclesiastico colpito dai recenti eventi del sisma. È stata l'occasione per fare il punto sulle diverse questioni esistenti, peraltro già ampiamente conosciute dal Presidente Ceriscioli, anche alla luce della normativa emanata in materia dal Governo e dalle ordinanze del Commissario straordinario Errani.

Il Presidente Ceriscioli ha proposto alla Conferenza episcopale marchigiana il seguente calendario di impegni: 1) condividere, con il Commissario straordinario delegato ai Beni culturali, Muratori e con la Soprintendenza regionale, il programma prioritario di piccoli interventi per la messa in sicurezza e la riapertura di alcune chiese nelle singole Diocesi al fine di mantenere lo spirito di comunità; 2) sollecitare l’avvio di un programma organico di azioni per interventi di importo inferiore ai 40 mila euro, capace di rimettere in funzione e di riadeguare numerose strutture ecclesiastiche; 3) definizione di criteri e modalità di intervento finalizzati all’approvazione di un piano condiviso di ricostruzione del patrimonio architettonico e artistico delle Diocesi marchigiane.

In conclusione dell’incontro il Presidente della Regione Marche Ceriscioli ha proposto riunioni periodiche per verificare lo stato di attuazione dei provvedimenti concertati.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2016 alle 19:00 sul giornale del 20 dicembre 2016 - 1011 letture

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Finalmente si "fa squadra".
La bellezza universalmente riconosciuta del nostro Paese dipende anche dal tessuto culturale/religioso che hanno anche i più piccoli paesini, con segni di devozione e amore che hanno centinaia di anni e che corrono un grave rischio di non sopravvivere se non si pongono immediatamente in essere opere di consolidamento.
Ma per farlo occorre tagliare drasticamente la burocrazia, aumentando viceversa i controlli fatti "cum grano salis": cioè non applicando in questi la falce fienaia, ma nemmeno il bilancino da farmacisti.