Ostra Vetere: Montenovo Nostro sulle fusioni, "I fatti sono contrastanti"

montenovo nostro 16/12/2016 - Abbiamo più volte preso posizione contro ogni progetto di fusione per incorporazione o di fusione obbligatoria dei piccoli Comuni sotto 5.000 abitanti come il nostro, che ridurrebbe Montenovo a misera frazione altrui dopo quasi un millennio di gloriosa storia paesana di autogoverno locale, in attuazione dei nostri tre capisaldi ideali che sono Libertà, Autonomia e Giustizia.

Abbiamo per questo parteggiato per il NO contro il referendum sulla fusione di Morro d’Alba in Senigallia. Quel referendum si è tenuto la domenica 23 ottobre e il risultato clamoroso ci ha dato ragione: il NO ha stravinto a Morro d’Alba con il 70,33% dei voti e a Senigallia ben il 60,53% dei senigalliesi ha votato contro la fusione. Risultati netti e senza tentennamenti. E’ stata una bocciatura solenne dei due sindaci PD che avevano provocato quel referendum: Cinti sindaco di Morro d’Alba e Mangialardi sindaco di Senigallia. Entrambi sconfessati sonoramente dai loro stessi cittadini, che hanno detto NO. Ma il NO dei cittadini non è un NO solo al progetto di fusione, è un NO anche ai due sindaci che non hanno più il sostegno dei loro elettori. Per questo avevamo chiesto che entrambi i sindaci rimettessero il loro mandato, poiché non possono più gestire i rispettivi Comuni che volevano “deformare”, seppure la materia non è di nostra competenza territoriale. Ben diversa la situazione del sindaco PD di Senigallia Mangialardi, perché svolge anche il ruolo di Presidente dell’ANCI Marche, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per la nostra regione, una associazione che riunisce nelle Marche quasi 250 Comuni, in prevalenza piccoli come il nostro.

E ci siamo quindi domandati come possa rimanere Mangialardi alla guida dell’ANCI Marche che dovrebbe difendere tutti i Comuni marchigiani e particolarmente la maggioranza dei piccoli Comuni, mentre si fa paladino di una iniziativa politica del PD che mira a far scomparire proprio la maggioranza dei piccoli Comuni anzichè difenderli. Per questo abbiamo scritto al nostro (“nostro” si fa ovviamente tanto per dire) sindaco di Ostra Vetere chiedendogli due cose: 1) che l’amministrazione comunale di Ostra Vetere formalmente inviti il predetto presidente Mangialardi a rimettere tale sua funzione per aver perduto la qualità di imparziale garante di tutti gli associati, e 2) nel caso in cui il suddetto rifiuti di accogliere tale invito, il Comune di Ostra Vetere disdica l’adesione all’ANCI per formalizzare l’adesione alternativa all’ANPCI Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, che si propone la intransigente difesa dell’autonomia per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, come il nostro. Contestualmente avevamo sconsigliato l’amministrazione comunale dall’assecondare o, peggio ancora, promuovere analoghi attentati all’integrità del nostro Comune, autonomo e libero da intollerabili ingerenze forestiere ormai da quasi un millennio. Quella lettera è tornata protocollata Mercoledì 02 Novembre 2016, come abbiamo subito riferito con il nostro comunicato intitolato “Ostra Vetere: E’ tornata protocollata la nostra lettera contro la fusione dei Comuni”, dopo di che ci siamo posti in fiduciosa attesa della risposta. Settimana dopo settimana abbiamo pazientemente aspettato che il sindaco decidesse di leggerla, prenderne atto e risponderci, e finalmente lo ha fatto, dopo lunga quarantena, con la lettera di Lunedì 12 dicembre 2016 protocollo n. 8992 che riproduciamo a lato e che dice: “In riscontro alla Sua nota pervenuta al prot. 7948 del 2.11.2016, avente ad oggetto: contro la fusione del Comuni, comunico che l'argomento fusione non è mai stato trattato da questa amministrazione e al momento non se ne vede la necessità.

Ci stiamo muovendo nell'ambito della gestione associata dei servizi e delle funzioni al fine di poter ottenere miglioramenti organizzativi e possibili economie senza dover rinunciare all'autonomia e identità territoriale. Non condivido la richiesta volta ad invitare il Sindaco di Senigallia a rimettere la funzione di presidente dell' Anci Marche né intendo disdire l'adesione all'ANCI. Distinti saluti, IL SINDACO Luca Memè”. La lettera si commenta da sola, ma non rinunciamo a rilevare che si distingue di due parti diverse. Nella prima dice cose che apprezziamo, rallegrandoci dell’assicurazione che il sindaco non intende “rinunciare all'autonomia e identità territoriale”. Se fosse così, potremmo stare tranquilli. Ma sarà così davvero? Già un’altra volta aveva scritto altra cosa che abbiamo apprezzato (quella contenuta nel programma elettorale del 22 maggio 2013 nel quale la maggioranza garantiva di voler “rendere il conto” delle proprie scelte amministrative), ma abbiamo visto come è andata a finire, tanto da indurci ad emettere il comunicato di Mercoledì 28 Settembre 2016 intitolato “Ostra Vetere: I buoni spropositi”. Se non mantiene la parola data la prima volta (una parola “ufficiale”), come possiamo credere alla nuova (solo “ufficiosa”)?

Possiamo fidarci che la manterrà, senza piegarsi al volere del partito PD che lo sostiene? E infatti la seconda parte della lettera alimenta questo dubbio, poichè dice: “Non condivido la richiesta volta ad invitare il Sindaco di Senigallia a rimettere la funzione di presidente dell' Anci Marche né intendo disdire l'adesione all'ANCI”. Ma come, sindaco. Vorresti difendere l’autonomia del nostro Comune, ma non ti comporti di conseguenza? Come fai a stare insieme a un presidente dell’ANCI che dice e fa il contrario di quello che tu scrivi? E come fai a non prendere le distanze da una associazione di Comuni che, anziché difenderli tutti, condanna i Comuni più piccoli a scomparire? Così pensi di difendere l’autonomia e l’identità territoriale? Andando a braccetto con i nemici di quella stessa autonomia e identità territoriale? Incomprensibile. Gli scriveremo ancora, affinchè chiarisca meglio, ma è chiaro che le due





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2016 alle 20:41 sul giornale del 17 dicembre 2016 - 3136 letture

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