Paradisi sul "caso Predieri": "Non accetto intimidazioni da nessuno"

roberto paradisi 07/12/2016 - Non mi faccio intimorire dalla difesa di Alessandro Predieri che, in modo poco elegante, ventila azioni legali nei miei confronti. Ribadisco peraltro quanto scritto senza remora o timore alcuno.

Evidentemente è necessario (dopo aver ricordato ad un operatore del diritto) che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento nonché la libertà di espressione, ricordare che una cosa sono le “prove” ed altra cosa sono gli “elementi di prova”.

Concetti chiari a tutti che vengono insegnati agli studenti dell’università (proprio come i principi costituzionali sopra richiamati). Le prime (le prove) si formano certamente in dibattimento nel pieno contraddittorio e di fronte ad un giudice terzo. I secondi (“elementi di prova”) sono invece notoriamente quelli raccolti dal pubblico ministero durante le indagini preliminari. E’ curioso doverlo sottolineare. Quando ho scritto  “…la pubblica accusa, sulla base di solidi elementi di prova (che, in dibattimento, sono già stati in parte confermati) ha mosso precisi e puntuali contestazioni all’imputato…”, non ho fatto altro che scrivere esattamente la verità distinguendo, in modo oltremodo corretto, le “prove” dagli “elementi di prova”. Che, a mio avviso, anche per il certosino e professionale lavoro fatto dal pubblico ministero, sono più che solidi.

Ovvio che spetta alla fase dibattimentale accertare se quegli elementi di prova  possano o meno diventare effettive “prove”. Ho aggiunto, e ribadisco, che fino ad ora molti elementi, ad avviso di questo difensore, hanno trovato conferma (leggasi, primo tra tutti, l’incidente probatorio). Aggiungo che, come sanno gli studenti di legge (ma come insegnava Platone, prima ancora degli studiosi anglosassoni della cross-examination), che le prove dei fatti emergono dal confronto-scontro dialettico davanti al Giudice, confronto-scontro garantito dall’esame incrociato che, per i testi già sentiti, è stato regolarmente celebrato.

Le mie convinzioni non sono le medesime dei legali di Alessandro Predieri? Me ne farò una ragione. Certamente non rinuncerò al mio diritto di libera espressione. Se qualcuno pensa di poter intimidire il sottoscritto, posso assicurarlo senza remora alcuna, ha sbagliato completamente indirizzo.

Avv. Roberto Paradisi
Difensore famiglia Bertolini





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2016 alle 18:29 sul giornale del 09 dicembre 2016 - 2522 letture

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