I sostenitori del NO nel PD: una vittoria indiscutibile, una vittoria della democrazia

referendum 06/12/2016 - La vittoria del NO nel Referendum Costituzionale di domenica scorsa ha consentito di archiviare una riforma della Costituzione sbagliata e pericolosa. Abbiamo creduto in quest’esito e come noi ci ha creduto una larga maggioranza degli elettori.

La Costituzione va difesa ed applicata. Le Istituzioni Democratiche vanno rafforzate e non indebolite.

In questi anni la nostra Costituzione ha garantito la stabilità del Paese, preservandolo da derive populiste e riuscendo ad assicurare la partecipazione democratica di tutto il popolo italiano alla scelte politiche.

È stata una vittoria indiscutibile, una vittoria della democrazia. Mai nelle ultime tornate un referendum aveva visto una così alta partecipazione. In quel 70% di italiani che domenica si sono recati a votare, c'è una grande parte di quell'elettorato di sinistra che si era allontanata dalle urne e dalla vita partecipativa. Ed abbiamo scelto anche noi di esserci, a fianco dell'ANPI e della CGIL, a fianco dei movimenti pacifisti e dei padri Costituenti, insieme a quel popolo della sinistra che si è risvegliato dal torpore in cui era caduto, rimanendo alla finestra ad osservare, deluso dalla politica e da chi la rappresentava. Abbiamo avuto il grande merito di far rinascere quella voglia di partecipazione che a sinistra è rimasta latente e ma non è mai venuta meno. Hanno ripreso vigore il senso di appartenenza e la militanza. Non abbiamo consentito che questa potesse essere solo la vittoria di Grillo o di Salvini, questa vittoria è prima di tutto della sinistra.

In questi giorni più volte abbiamo spiegato i motivi della nostra scelta.

Siamo entrati fin nelle pieghe della Carta e nel merito della riforma, abbiamo scelto di confrontarci con la gente, senza usare slogan e paradossi, portando le nostre motivazioni e un esame attento del testo e la nostra azione è stata premiata con un risultato al di là di ogni aspettativa.

Pensiamo che sia stato un errore tentare una modifica della Carta Costituzionale a colpi di maggioranza e di imporre un significato politico al referendum: ciò ha causato una profonda lacerazione interna al Partito Democratico che è tutt'oggi il più grande Partito di questo Paese ed è l'unico Partito che può e deve garantire la governabilità. Ciò ci impone, a referendum passato, di lavorare per ricostruire il Partito, con l’obiettivo di rafforzare un’area di centro sinistra riformista, in modo che essa sia chiaramente riconoscibile nei principi della uguaglianza e della solidarietà sociale. Un’area di centro sinistra capace di indirizzare uno sviluppo equilibrato e sostenibile, con la coscienza che la globalizzazione non può essere governata col liberismo ma con politiche adeguate e incisive da parte dei governi ad evitare che strati sempre più vasti di popolazione si trovino via via più emarginati ed impoveriti, processo questo che genera sempre più qualunquismo e populismo. Occorre perciò avviare un dibattito, aperto, senza rese dei conti, ma franco e capace di riannodare i fili di una unità essenziale per mantenere ed accrescere il ruolo di governo nel Paese e per inaugurare una nuova stagione nel processo di costruzione di una vera Unione Europea. Ringraziamo quanti con il loro impegno e sostegno hanno consentito questo risultato.

Gli iscritti e le iscritte al PD di Senigallia che hanno sostenuto il NO al Referendum di Domenica 4 Dicembre 2016





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2016 alle 18:33 sul giornale del 07 dicembre 2016 - 674 letture

In questo articolo si parla di referendum, politica, senigallia, riforma costituzionale, io voto no

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Chi ha perso è chiaro: Matteo Renzi.
Ma questa corsa a chiamare come propria la vittoria... mi fa sorridere. A me pare che l'unico vero vincitore sia Grillo.

luigi alberto weiss

07 dicembre, 08:51
Il comitato di cui appare il simbolo in questo comunicato era composto ANCHE da iscritti del PD, perchè era una libera iniziativa di cittadini di varia provenienza culturale, sociale e politica. Questo andava precisato per scongiurare le strumentalizzazioni che in queste ore si stanno moltiplicando a proposito della paternità dei risultati. Da una parte e dall'altra.




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