Marcantoni sul referendum: "Non sprechiamo questa occasione di cambiare, ne va di mezzo il futuro del nostro paese"

01/12/2016 - Il 4 dicembre voterò SI perché è una riforma che tutti quanti attendevamo da tantissimi anni. Mi sono sempre battutto perché le riforme potessero andare in porto.

Voterò si pensando al futuro di questo paese che non puà essere fatto di staticità, blocchi, veti, governi che durano al massimo un anno ed impossibilità di mettere in piedi progetti strategici perché non c'è stabilità.
Gli investimenti vanno verso paesi stabili, non possiamo perderli come abbiamo fatto fino ad oggi.

Non è un voto pro o contro questo governo, per quello ci saranno le elezioni politiche. Non è giusto usare un referendum per dichiarare la propria avversione per un politico, ne va di mezzo il futuro del nostro paese.

Infine, se penso che in caso di vittoria del no torneranno alla ribalta D'Alema, Cirino Pomicino, De Mita... meglio dare una scossa a questo paese!

 


da Fabrizio Marcantoni
ex Sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2016 alle 11:59 sul giornale del 02 dicembre 2016 - 1345 letture

In questo articolo si parla di referendum, politica, fabrizio marcantoni e piace a dragodargento

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Se Renai avesse voluto democrazia e stabilità, avrebbe cambiato l'art. 92, in modo che il presidente del consiglio venisse eletto dai cittadini.

Invece il prescons continuerà ad essere eletto dai partiti che faranno i loro giochetti facendo cadere i governi.

A rigor di logica.

Sempre che uno abbia un minimo di intelligenza.

luigi alberto weiss

02 dicembre, 08:44
Gentile Marcantoni, ho l'impressione che tra i tanti suoi libri non abbia avuto modo di mettere mano sul testo di diesgno dio legge che vuole riformare la Costituzione. Se l'avesse letta (ma fa ancora in tempo) avrebbe trovato decine di motivi per convincersi che è necessario votare NO. A iniziare dalla riduzione della sovranità popolare (articolo 1 della Costituzione), con l'impossibilità per i cittadini di scegliere i senatori, che invece verrebbero "selezionati" dalla casta regionale e che insieme ai deputati di maggioranza finiranno per comporre quel "parco buoi" di antica memoria, sempre pronto ad ubbidire al comando del capo. A meno che lei non preferisca passare dalla democrazia alla oligarchia.




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