Serie A. Un campionato di Giovani Speranze

28/11/2016 - È notizia recente il ritiro dal calcio di Luca Antonini, ex terzino di Milan e Genoa e ora in forza al Prato. La carriera del milanese è stata caratterizzata da una definizione che lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno, quella della “giovane promessa”.

Definizione errata se si pensa che Antonini è classe 1982 e che giovane lo è stato al massimo fino al 2002. Questo dà lo spunto per porre dei paletti su chi, nel calcio, può essere considerato una promessa o un giocatore bello che fatto, visto l’inflazione del termine stesso. Qual è il limite? Con la trasformazione del calcio, molto più atletico, veloce e potente, sei giovane sei hai 22 anni, dopo di che la inizia la maturità.

L’Italia calcistica, attualmente, possiede un numero sostanzioso di belle speranze in tutti i reparti, a partire dal ruolo di portiere. I primi due nomi che vengono in mente sono senza dubbio Perin e Donnarumma, col primo che ha 24 anni e il secondo appena 17. Il futuro della porta della nazionale è dunque loro, ma soprattutto di questo ragazzone di quasi 2 metri, nato a Castellammare di Stabia ma cresciuto nelle giovanili del Milan fino a diventarne titolare a soli 16 anni, quando Mihajlovic, ex tecnico dei rossoneri, decide di affidarsi a lui nella scorsa stagione.

Di Donnarumma ciò che colpisce è la maturità di azione, di riflessi pronti, di sicurezza data ai suoi compagni di difesa, tra cui spicca un altro giovane su cui puntare, Alessio Romagnoli, classe 1995. Nato ad Anzio e cresciuto nelle giovanili della Roma, Romagnoli è il futuro centrale difensivo su cui l’Italia deve puntare. Elegante, pulito, con la dote dell’impostazione dell’azione, Romagnoli è, insieme a Rugani – al momento non del tutto esploso sotto il punto di vista tattico e tecnico – già un pilastro a soli 21 anni. Ed è anche grazie a questi due campioncini se il Milan si è arrampicato fino al secondo posto in classifica, una posizione che sembrava un miraggio ad inizio stagione. Arrivati invece a un terzo di campionato, il Diavolo sta diventando sempre più protagonista delle quote sul calcio e sulla Serie A, avanzando nelle preferenze dei bookmakers dei siti di scommesse.

Spostandoci a centrocampo, spicca il nome di un altro milanista che sta vivendo un momento d’oro. Parliamo di Manuel Locatelli, classe 1998, ottimi piedi, facilità nell’uno contro uno, buona visione di gioco. Il capitano dell’Uder-19 è riuscito a caricarsi un intero reparto sulle spalle a soli 18 anni, dopo che Montolivo ha abbandonato temporaneamente i campi per un grave infortunio al ginocchio. La sua forte personalità lo ha fatto divenire beniamino dei tifosi rossoneri nel giro di 10 gare, in cui il suo contributo è stato a volte fondamentale, come il gol del pareggio contro il Sassuolo, che ha aperto la strada alla vittoria finale, e quello importantissimo contro la Juventus in un San Siro esploso di fronte a una bordata che non ha dato scampo a Buffon.

Cambiando reparto, in attacco il primo nome che spicca è senza dubbio quello di Andrea Belotti. Nato in provincia di Bergamo nel 1993, ha mosso i primi passi nell’Albinoleffe dopo che un provino nelle giovanili dell’Atalanta non era andato a buon fine. Nato in mediana, è stato prima adattato sulla fascia visto la sua potenza nella corsa per poi passare definitivamente a prima punta, dove ha trovato il suo habitat naturale. Al momento se lo gode il Torino: con la maglia granata in una stagione e mezzo ha segnato 22 reti. Su di lui gli occhi di Milan e Juventus.





Questo è un articolo pubblicato il 28-11-2016 alle 17:00 sul giornale del 28 novembre 2016 - 327 letture

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