Vaccini: ecco la proposta di legge PD per renderli obbligatori per l'accesso a nidi e centri per l'infanzia

25/11/2016 - La somministrazione di vaccini diminuisce. Il rischio di diffusione di malattie infettive aumenta. Per contrastare questo trend, che nella regione Marche segna un preoccupante primato, arriva una contromisura normativa: è la proposta di legge del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale che vincola l'accesso ai nidi e ai centri per l'infanzia pubblici e privati accreditati alla somministrazione dei vaccini obbligatori (Difterite, Tetano, Poliomielite, Epatite B).

“È convinzione di tutto il Gruppo PD – ha spiegato il Presidente del Gruppo PD e primo firmatario della pdl, Gianluca Busilacchi – che serve un segnale forte per l'emergenza del calo vaccini. Già lo scorso anno avevamo presentato una mozione per intervenire contro la riduzione della copertura vaccinale. Anche per il 2015 i vaccini per Morbillo, Parotite e Rosolia, ad esempio, si sono confermati sotto l'80%, ben lontano dall'obiettivo di copertura nazionale del 95%. E scendere sotto tale soglia, come ha richiamato anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è pericoloso per l'intera comunità. Noi – ha evidenziato Busilacchi – possiamo intervenire laddove possiamo legiferare. Per quanto riguarda le vaccinazioni cosiddette 'obbligatorie', per il mancato rispetto delle quali di fatto non sono previste misure sanzionatorie, vogliamo introdurre un forte disincentivo a chi va contro la legge nazionale: il bambino non vaccinato non potrà accedere all'asilo nido, evitando così di mettere in pericolo la salute degli altri. Dobbiamo ricordare che le libertà individuali possono essere esercitate fino a quando non limitano la libertà degli altri. Se troppe persone scelgono di non vaccinarsi mettono a rischio la salute della collettività. Per questo la nostra pdl prevede anche delle sanzioni”.

“Questa tematica è tornata prepotentemente alla ribalta perché c'è stata una sostanziale flessione delle vaccinazioni – ha detto il Presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini, protagonista di questo impegno legislativo –. Malattie che erano state debellate sono tornate alle nostre latitudini. È di questi giorni la notizia che in Italia c'è stato un caso autoctono di difterite. Preoccupa anche la campagna di controinformazione portata avanti incessantemente da parte di gruppi 'anti-vax', che associano i vaccini ad altre malattie, tra cui quelle dello spettro autistico, ma senza alcun fondamento scientifico. Il valore della vaccinazione a cui si riferisce questa pdl non è solo un atto di protezione individuale, ma un atto di responsabilità verso la comunità, per il cosiddetto 'effetto gregge', per cui maggiore è il numero delle persone che si vaccinano, minore è il rischio di diffusione di malattie infettive. Ed è così che si possono proteggere anche coloro che per motivi di salute non possono sottoporsi a vaccinazione. Il nostro è un atto di responsabilità istituzionale rispetto ad un problema di sanità pubblica. Credo che la nostra Regione abbia le carte in regola per invertire la tendenza”.

Francesco Micucci, consigliere regionale PD e firmatario della pdl ha auspicato che “su questo tema non ci sia speculazione politica. È un provvedimento spinto, duro, ma è un segnale che non può venir meno, perché la tendenza è allarmante. Il segnale che deve passare è che c'è una Regione unita per affrontare una questione importante, perché la salute è un valore al di sopra di tutto”. “Per noi l'ideale sarebbe che fossero i genitori a scegliere liberamente di vaccinare i loro figli – ha detto il consigliere PD e sottoscrittore della proposta normativa, Enzo Giancarli –. Invece i dati ci costringono ad intervenire. E questa battaglia per le vaccinazioni la facciamo sia come Gruppo consiliare che come Partito Democratico, rispondendo anche all'appello lanciato dai Giovani Democratici per una campagna di vaccinazione nelle Marche”. Presente alla conferenza anche Giuliano Tagliavento, dirigente del servizio Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro dell'ARS (Agenzia Regionale Sanitaria).

“Come tecnico – ha detto – ringrazio la parte politica che si sta facendo carico di un problema che stiamo seguendo da tempo e che oggi richiede contromisure forti. La cosa che preoccupa, oltre al dato di copertura vaccinale – che nelle Marche per i quattro vaccini obbligatori è del 92%, sotto l'obiettivo di copertura –, è la disomogeneità dei territori. Nella provincia di Pesaro-Urbino, ad esempio, siamo abbondantemente sotto il 95% ed oggettivamente il rischio che possa venir meno l'immunità di gregge è reale. Servono misure chiare. Questa legge va in tale direzione”. I dati delle somministrazioni vaccinali nelle Marche parlano di una flessione netta. Nel 2015, le vaccinazioni per Morbillo/Parotite/Rosolia, ad esempio, hanno fatto registrare uno scostamento del 15,1%, per quanto riguarda la prima dose di somministrazione (13-15 mesi d'età), attestandosi al79,9%; la seconda dose (5-6 anni) degli stessi ha avuto una copertura dell'87,9%, scostandosi del 7,1%. Peraltro, dati in flessione anche rispetto agli anni precedenti: -7,9% rispetto al 2013 e -4,1% rispetto al 2014, per la prima dose; -4% in riferimento al 2013 e -1,3% sul 2014, per la seconda dose. Un trend decrescente valido per la quasi totalità delle vaccinazioni (come Difterite/Tetano/Pertosse, Poliomielite, Epatite B, Emofilo B, Pneumococco...). Tutte comunque si discostano dall'obiettivo di copertura del 95%. La proposta di legge, depositata nei giorni scorsi negli uffici dell'Assemblea legislativa delle Marche, è stata sottoscritta da tutti i consiglieri regionali del Gruppo PD.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2016 alle 05:33 sul giornale del 26 novembre 2016 - 1308 letture

In questo articolo si parla di politica, marche, vaccini, Assemblea legislativa delle Marche

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daniele rango

25 novembre, 07:40
Mi piace commentare con questo pensiero che condivido..
“La scienza medica è un'impresa industriale gestita e controllata da produttori (medici, ospedali, laboratori farmaceutici) che incoraggiano la diffusione di procedimenti d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il malato e i suoi familiari allo stato di docili clienti” - Ivan Illich

Daniele, chi cita Lev Tolstoy come hai fatto tu merita tutto il mio rispetto.
Da due secoli le cose sono cambiate. E se è vero che le industrie farmaceutiche pensano più a fare utili che alla salute della gente non è vero che l'OMS e le istituzioni seguono la stessa logica.
I vaccini salvano la vita. Punto.

PS: Ti ricordo che Ivan Illich alla fine muore per la sua malattia.
PPS: A tutti leggete Morte di Ivan Illich di Tolsty, è uno dei capolavori della letteratura modiale ed è decisamente corto rispetto agli standard del maestro russo. :-)

D'ora in poi potremmo chiamarla clientela coattiva. Fantastico questo stato, che lucra su veleni legalizzati ben più mortali e dannosi, come tabacco e alcool, per poi voler imporre le vaccinazioni con la scusa della salute pubblica.

Le vaccinazioni servono, e c'è poco da discuterne.
Mi fido della stragrande maggioranza di medici e scienziati, e dagli evidenti rischi che la mancata vaccinazione sta comportando.
Per la salute pubblica, come scrive Enea prima di me, c'è soprattutto da considerare l'inquinamento aereo e gli allevamenti intensivi (tra rischi diretti ed indiretti).




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