Mangialardi sul referendum: "Governare oggi è come se a Senigallia avessimo due Consigli Comunali"

22/11/2016 - Lenedì sera il sindaco Maurizio Mangialardi e l'assessore alla cultura Simonetta Bucari hanno incontrato gli abitanti della Cesanella presso il Bocciodromo per un incontro pubblico sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre.

"Oggi ogni legge deve essere approvata sia dalla Camera che dal Senato. E se una delle due camere la modifica - spiega Mangialardi - è necessario che venga di nuovo approvata dall'altra camera. È come se a Senigallia io avessi due Consigli Comunali. Per questo è importante superare il bicameralismo paritario".

Il Sindaco ha sottolineato come se vincesse il no non cambierebbe nulla. "Semplicemente avremmo perso un'occasione per migliorare qualcosa. Forse era possibile fare una riforma migliore, ma nella scheda possiamo votare solo SI o NO, non c'è una terza casella. E anche se ci fosse il pot-pourri del no ha idee troppo diverse per mettersi d'accordo su una riforma diversa".

Il sindaco conclude con un appello: "Votate come volete, ma se votate no, poi non lamentatevi più perché la politica costa troppo, perchè è inconcludente e perché non si riesce a cambiare".

Ecco il video della serata.





Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2016 alle 11:14 sul giornale del 23 novembre 2016 - 2718 letture

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Sindaco, il fatto stesso che la Senatrice Amati, del Pd da sempre, vota NO, non le fa pensare nulla?

Il sindaco, come al solito, dimostra d'essere ignorante.

1. Nei comuni la giunta esprime sia il potere esecutivo e il limitato potere legislativo, dato che più che ordinanze e regolamenti non può fare. Le leggi italiane rimangono comunque in vigore.

2. La democrazia si basa sulla separazione dei poteri:

Esecutivo, legislativo, giudiziario e, in anni più recenti, informativo.

Quello che vorrebbe il renzino mangialardi, dunque, è che il governo, che peraltro può essere capeggiato da uno messo li da un partito, ad esempio un sindaco, faccia quello che gli pare.

Se il sindaco passasse più tempo sui libri che dal parrucchiere saprebbe che in tutte le maggiori democrazie del mondo vi è più di una camera.

Già adesso le leggi fanno schifo, malgrado il doppio passaggio, immaginiamoci cosa succederebbe se il governo, in fretta e furia, si mettesse a legiferare in velocità-

Un esempo?

Il decreto "sblocca italia", con cui il piagnone renzi ha deliberato, attraverso il decreto legge, una legge ordinaria e hanno messo delle "zone di concessione ai fini esploratici per estrazione di idrocarburi".

I 200 chilometri quadrati della bassa val cesano sono stato inseriti, come ha detto il ministro per lo sviluppo economico, per "svista", malgrado il doppio passaggio.

Le sviste che verrebbero fuori con la singola camera sarebbero da ridere.

Ah, un ultima cosa, caro sindaco,
come mai i sindaci vengon eletti, tutti, mentre la riforma non prevede il cambiamento dell'art. 92, quindi i partiti potranno continuare a nominare chi pare a loro a capo del governo?

Si attende una risposta che non sia il classico slogan renzino per idioti.

Ah, se la politica costa troppo non si capisce perchè i deputati sono rimasti 630 o perchè non si sono abbassati lo stipandio.

Parlate di riduzione dei costi ma non c'è un parlamentare del PD che abbia rinunciato allo stipendio, Renzi gira con l'aereo di stato e elicottero di lusso pagato dagli italiani.§

Voi del Pd mangiate tutto quello che potete poi parlate di costi elevati della politica?

Si chiama ipocrisia.

Sull'inconcludenza:

Il partito democratico, malgrado il 25 per cento dei voti alle ultime elezioni, ha votato tutte le leggi che ha voluto, in due anni e mezzo.

Dire che il parlamento è inconcludente, dunque, è la classica bugia dei renzini.

Francamente i renzini iniziano a stufare, con ste sparate "o con noi o contro di noi".

Stia sereno, mangialardi, sono certo che a fine secondo mandato un posto da deputato, di fianco a renzi, non glielo toglie nessuno.

D'altronde in tutti gli ANCI renzi ha piazzato i suoi, quindi.....

luigi alberto weiss

22 novembre, 17:19
Gentile Mangialardi, da fine costituzionalista quale lei si mostra, spiega al popolo chi corregge una legge se la Camera dei deputati commette un errore, anche solo un'omissione (veda ad esempio i recentissimi provvedimenti per le aree terremotate delle Marche)? E, visto che ci siamo, perchè i cittadini non debbono più votare i senatori?

Commento modificato il 23 novembre 2016

Io sono ancora indeciso.
Il perché è presto detto: a fronte di alcune cose che cambierei volentieri, ne trovo mischiate assieme anche altre che lascerei o che il loro cambiamento come proposto non mi convince.
Uno dei leit motiv è anche questo, si vuole il cambiamento ma quando c'è l'occasione poi non si cambia: certo, c'è modo e modo per cambiare le cose, e decisamente fare tutto in un unica scheda referendaria non è stata per nulla (a mio modo di vedere) una bella idea.

Fatte queste considerazioni, ribadisco la necessità da parte di tutti di rispettare ogni posizione personale fatta in base a valutazioni altrettanto personali.
Per questo rispetto la posizione espressa anche dal Sindaco.
Rispetto molto molto meno la contestazione che arriva talvolta fino al livello degli insulti personali, come sto vedendo pure troppo in giro (nella rete internet): speravo che certe cose migliorassero con l'età delle persone, mi sto amaramente sorprendendo del contrario.

luigi alberto weiss

23 novembre, 08:22
Gentile Sole, cambiare per cambiare è estremamente pericoloso quando si tratta di istituzioni. Le faccio notare che la Costituzione prevede i meccanismi di revisione costituzionale che, ad esempio, potevano essere usati per sopprimere il Cnel, oggi specchietto delle allodole per propagandare i "risparmi". Leggendo la riforma però si comprende che la finalità ultima è tutt'altra: l'accentramento di poteri su Roma (intesa come governo), alla faccia della valorizzazione delle autonomie locali (anche questo presente nella Costituzione).

Condivido le prime righe di quanto scrivi, Luigi.
Infatti per questo mi sto prendendo il mio bel tempo per informarmi.
Ma non sono d'accordo, permettimi, sull'ultima parte.




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