Gsa: "E' sparito l'inquinamento da polveri sottili?"

Polveri sottili 18/11/2016 - Negli ultimi tempi, a Senigallia, come in altre città vicine, non si parla più di inquinamento dell’aria, di polveri sottili, le famigerate PM10 e le PM2,5 ovvero quelle composte dal particolato fine, ancor più dannose delle precedenti.

Che il problema sia risolto e la qualità dell’aria che respiriamo nettamente migliorata, quasi miracolosamente diventata pulita? Nient’affatto, il problema viene semplicemente ignorato non effettuando, in pratica, più le misurazioni. L’unica centralina presente nella nostra città, persa tra il verde del Parco della Pace, è fuori uso da qualche anno e non fornisce più dati. Purtroppo i problemi non si sono mai risolti ignorandoli, anche se in apparenza può sembrare il metodo più semplice e, soprattutto, non crea problemi a chi amministra la cosa pubblica.

Se tenere lontano dalla agenda politica un fenomeno scomodo può sembrare la soluzione più facile nel breve periodo, con il tempo rischia di diventare un atteggiamento irresponsabile. Perché la gravità dell’inquinamento da polveri sottili è oramai più che accertata a livello medico-scientifico ed è in continua crescita. Il particolato ha effetti diversi sulla salute umana ed animale a seconda dell’origine (naturale, antropica ecc.) e delle dimensioni delle polveri.

Documentandosi non è difficile scoprire che tra i disturbi attribuiti al particolato fine e ultrafine (PM 10 e soprattutto PM 2,5) vi siano patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, enfisema, allergia, tumori) e cardio-circolatorio (aggravamento dei sintomi cardiaci nei soggetti predisposti. Le cosiddette nanopolveri poi arriverebbero addirittura a penetrare nelle cellule, rilasciando direttamente le sostanze trasportate, con evidente maggior pericolo. In particolare è in continuo aumento il numero dei decessi prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita causati dall’inquinamento ambientale, dato che vede purtroppo l’Italia in testa alle classifiche europee.

Le cifre in proposito sono impressionanti, anche se non sempre concordanti; e per rendersene conto basta consultare, ad esempio, i siti delle più importanti agenzie internazionali del settore come l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) o l’AEA (Agenzia Europea per l’Ambiente). Se i danni causati dall’inquinamento dell’aria e la pericolosità per la nostra salute sono ben noti, allora perché sottovalutare, se non addirittura ignorare, il problema?

Tra i primi propositi di una città che si vuole accogliente ed attrattiva non vi può che esserci la salute di chi vi abita o di chi la visita. Per questo chiediamo la ripresa delle misurazioni, in primo luogo con la riattivazione della centralina esistente e il posizionamento di almeno un’altra. Perché siamo convinti che ignorare la portata di un problema, che comunque esiste, non sia il modo migliore per risolverlo. Eppure la dolorosa vicenda dell’amianto che tanto ci ha toccato, la cui micidiale pericolosità è stata per tanti, troppi, anni ignorata avrebbe dovuto insegnarci qualche cosa.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2016 alle 11:40 sul giornale del 19 novembre 2016 - 647 letture

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