Corinaldo: ristrutturazione de Il Giglio. Partiti i lavori cofinanziati dalla Regione

14/11/2016 - Sono partiti da alcuni giorni i lavori di riqualificazione e ristrutturazione del ex convento dei Padri Agostiniani, meglio conosciuto come Il Giglio. L'intervento prevede numerose migliorie all'intero stabile e il parziale cambio di destinazione d'uso.

Nello specifico la modifica di destinazione è riferita in particolare al secondo piano dell'edificio che da sala ristorazione verrà adibito per accogliere il "Parco Culturale - Ecclesiale Santa Maria Goretti". Un progetto che prevede la creazione di una sala congressi, con annesse sala lettura e sala riunioni; una zona ufficio; un info - point ed un internet - point.

Oltre alla creazione di alcune stanze adibite all'ospitalità dei congresisti. I lavori prevedono inoltre la sostituzione dei tutti gli infissi, il rifacimento degli impianti di climatizzazione e l'intero impianto elettrico ed antincendio. L'importo totale dell'intervento è di 975.000 euro, finanziati attraverso il contributo della Regione Marche per 700.000 euro e 275.000 cofinanziati dal Comune di Corinaldo. Un progetto che unisce il recupero architettonico di un edificio storico situato nel cuore di Corinaldo quale l'ex convento degli Agostiniani ad una politica di accoglienza turistica e di valorizzazione della figura di Santa Maria Goretti. Parte del finanziamento dell'intero progetto, circa 300.000 euro saranno infatti destinati alla creazione di attività ed itinerari legati alla santa corinaldese.

A gestire la nuova struttura, che manterrà sempre la sua funzione ricettiva ma con un ritorno alla sua destinazione iniziale, un'ospitalità anche a basso costo, sarà la cooperativa Undicesimaora. I lavori, assegnati tramite un'apposita gara d'appalto alla ditta EdilGenga, avranno una durata indicativa di circa 10 mesi fra la fase esecutiva, il collaudo e la messa in funzione.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2016 alle 14:57 sul giornale del 15 novembre 2016 - 18947 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di corinaldo, corinaldo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aDqP


roberto bucci

20 novembre, 18:30
Per trasformare la vecchia scuola elementare in "residenza a basso costo" (previsti circa 90 posti letto) per il Giubileo del 2000, si spese la non indifferente cifra di circa 3.600.000.000 di vecchie lire.
C'era l'amministrazione Antonietti.
Nel '99 chiesi agli amministratori che fine avrebbe fatto la struttura dopo il Giubileo. Avevo il sospetto che, con tutto il rispetto per il clero, fosse andata per sempre in mano loro.
Allo stesso tempo organizzammo, con la Pro Loco, l'accoglienza alla delegazione cubana che era venuta in Regione a ratificare il gemellaggio tra la nostra regione e la provincia cubana di Sancti Spiritus.
Dissi al sindaco Antonietti che, tolta la giusta causa per l’anno giubilare, avrei avuto un probabile interessato a partecipare al bando di gestione futura: l’ambasciatore cubano a Roma.
Antonietti mi mandò a parlarne con il vice sindaco Gregorini.
Gregorini mi mandò a parlarne con l’assessore Baldarelli.
Parlai per la prima volta in vita mia con Baldarelli e gli spiegai che l’ambasciatore cubano avrebbe avuto piacere nel fare un colloquio con gli amministratori corinaldesi per proporsi nella gestione dell’ostello con un progetto unico nel suo genere: aprire l’unico centro culturale cubano su territorio italiano.
Illustrai brevemente, accompagnando il progetto con un plico cartaceo.
La volontà era di portare medici cubani con l’intento di relazionarsi con l’università di medicina di Ancona.
Il ristorante avrebbe proposto cucina ufficiale cubana con i cuochi che avrebbero voluto relazionarsi con l’istituto alberghiero di Senigallia.
Sarebbero venuti musicisti con l’intento di relazionarsi con il Conservatorio di Pesaro (l’Italia ha relazioni dimenticate con Cuba: uno dei migliori amici di Verdi, il musicista padre della patria, era un musicista cubano e alcuni garibaldini, dopo l’unità d’Italia, andarono a combattere per l’indipendenza cubana).
Il CTS di Ancona si sarebbe adoperato per promuovere l’ostello soprattutto nell’ambito del turismo che passa per il porto dorico.
L’amministrazione, forse giustamente, rifiutò il colloquio per una più rassicurante gestione in loco. Dopo poco più di quindici anni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, si spendono ancora un milione di euro (quasi), chissà cosa ne penserebbero i garibaldini?




logoEV