Italia Nostra: Porta Lambertina e Porta Mazzini, due monumenti di grande valore

porta mazzini 10/11/2016 - Porta Lambertina, detta anche Porta Fano, e Porta Mazzini, detta anche Porta Maddalena (già Porta Colonna), sono le uniche sopravvissute delle sette porte che permettevano l’accesso alla città dopo l’ampliazione settecentesca.

 Sono sopravvissute per la loro monumentalità, perché legate ai due progetti di ampliazione, per i quali non si è badato a spese da parte dello Stato papale. La prima ricorda papa Lambertini (Benedetto XIV) sotto il cui pontificato è stato realizzata la prima “Ampliazione” con l’edificazione dei portici, il prolungamento del Corso e la costruzione del ponte. Grazie all’armoniosa architettura di stile classico esaltata dalla purezza della pietra d’Istria è sicuramente uno dei più bei monumenti di Senigallia e insieme alla Rocca e ai portici può ben rappresentare la sua identità storica. Elevata maestosamente sulle due quinte di case che bordeggiano la breve strada fino al ponte, valorizza tutto lo spazio urbano circostante e gli attribuisce un’elevata qualità scenografica. E tuttavia, come altri monumenti non è valorizzata come dovrebbe, perché nascosta dalle file di alberi (potati orribilmente) che bordeggiano la strada e la coprono parzialmente, privandola di quell’effetto di fondale scenografico che potrebbe e dovrebbe avere la sua visuale da oltre il ponte.

La difficile convivenza fra alberature e monumenti è un problema che si pone quasi ovunque e in genere penalizza la visuale delle mura urbiche, che costituiscono nelle Marche l’elemento identitario per eccellenza dei centri storici. L’aspetto più paradossale della questione è che gli alberi scarseggiano dove sono necessari (vie residenziali e parcheggi) e abbondano dove sono inutili e ingombranti. Porta Mazzini è di minor pregio architettonico, ma altrettanto monumentale, e anche qui, nonostante le raccomandazioni e le prescrizioni del Piano delle Mura, pochi anni fa sono stati impiantati esemplari di alberi di alto fusto che ne coprono e ne copriranno ancora di più la visuale. Inoltre il selciato originario sottostante l’arco, ricoperto da un manto di asfalto nel 1993 in occasione del Giro d’Italia, non è stato mai ripristinato, nonostante le sollecitazioni, anzi recentemente si è pensato bene di stendere un ulteriore strato, seppellendo definitivamente le pietre secolari. Come se non bastasse, invece di pensare a come valorizzare questi monumenti, qualche bell’ingegno ha avuto la geniale idea di colorare di tanto in tanto di notte la Porta Lambertina, opacizzando la luminosità naturale della pietra d’Istria e appiattendo i rilievi architettonici del monumento con il risultato imbruttire un grande monumento: il cattivo gusto purtroppo, laddove non ci sono idee, non ha mai il senso del limite.

Una adeguata valorizzazione di questi due monumenti richiede innanzitutto il coraggio di eliminare gli alberi che li nascondono, cominciando da quelli più vicini, e adottando per il resto una potatura più consona al contesto; in secondo luogo di renderli più visibili attraverso una illuminazione adeguata e non “fai da te”. Per quanto riguarda Porta Mazzini è necessario il ripristino del selciato, sia sotto l’arco, che negli spazi antistanti sui due lati. Più in generale chiediamo di porre fine all’improvvisazione e alla superficialità che ha portato finora a tante scelte discutibili in materia di arredo urbano: la bellezza della città non può essere ostaggio del primo che si sveglia al mattina con qualche “idea brillante”. Ma soprattutto torniamo a richiedere un maggiore confronto e una maggiore condivisione sulle scelte che riguardano l’arredo e il verde della città.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2016 alle 18:14 sul giornale del 11 novembre 2016 - 693 letture

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