Ostra Vetere: Bello sulla condanna all'appuntato, "Oltre al danno la beffa"

Massimo Bello 09/11/2016 - Una storia incredibile, ma vera. Non è un film, ma la cruda realtà. Un giovane appuntato dei Carabinieri fa il suo dovere e per questo viene condannato - in primo grado - ad un anno di reclusione con il rischio di dover pagare alla famiglia del 'ladro fuggitivo' (dopo il furto) la somma di 2.500.000 milioni euro, qualora la richiesta di risarcimento dovesse essere accolta.

Oltre il danno, anche la beffa. I suoi avvocati pronti a ricorrere in appello, ma il danno è stato comunque perpetrato e la pena inflitta, la 'macchina' e l'ingranaggio di una sentenza - che rimarrà comunque agli atti - sono stati oramai avviati. Qualcuno potrebbe affermare che l'appuntato abbia avuto un 'processo giusto', ma di certo non ha avuto ‘giustizia'. Secondo l'opinione pubblica il Carabiniere è un eroe; invece, secondo il Giudice, l'appuntato dell'Arma si è spinto oltre la soglia, sbagliando. Quindi, in nome del Popolo italiano, il Popolo scagiona il giovane Carabiniere; sempre in nome del Popolo italiano, il Giudice lo condanna. Ed è questo il problema principale di tutta questa vicenda amara, inaccettabile ed incredibile. Non desidero entrare nell'alveo del nostro ordinamento penale, dicendo che alcune norme 'troppo garantiste' nei confronti di chi delinque vadano modificate e rafforzate, invece, quelle a tutela dell'incolumità pubblica.

Dico solo che quella sentenza, di cui necessita sicuramente prendere visione delle motivazione che l'hanno costituita, è una sentenza, che non dà affatto giustizia, ma indigna il Popolo italiano, in nome e per conto quella sentenza viene emessa. Quella sentenza fa capire - e lo fa capire al mondo intero attraverso anche i canali dei social network - che in Italia 'fare il proprio dovere' potrebbe essere pericoloso. Quella sentenza fa capire che chi viola palesemente la legge e l'ordine pubblico non paga; paga invece chi 'serve e protegge' la nostra comunità dai reati contro la persona ed il patrimonio. Questo è il messaggio che arriva al cospetto di chi abbia intenzione a delinquere in Italia. Un Paese, che non sappia proteggere la propria comunità; un Paese che 'mortifica' i propri agenti e militari, che operano tutti i giorni sulle nostre strade e sul nostro territorio con tutte le mille difficoltà che conosciamo, facendoli sentire spesso inutili; un Paese che non abbia il coraggio di difendere i propri eroi in divisa; un Paese che si nasconda dietro leggi inaccettabili senza far nulla per modificarle; un Paese, l'Italia, da tutti considerato la culla del diritto e della civiltà giuridica, che spesso non riesca - con equità e buon senso - ad applicare ed interpretare la sua legge; un Paese, che disprezzi i suoi figli e si pieghi alla volontà di quell'immaginario collettivo che versa lacrime e pietismo di fronte a chi ha scelto di delinquere e viene nel nostro Paese a delinquere perché qui sia facile farlo visto che lo Stato aiuta, perdona e garantisce di tutto e di più senza tener in considerazione i propri figli.

Un Paese che fa tutto questo, e tanto altro ancora, come fa ad essere rispettato dai suoi stessi stessi cittadini e dal Popolo? Come fanno le Istituzioni del nostro Paese a pretendere rispetto, se proprio quelle Istituzioni fanno di tutto per perdere quel poco di credibilità che rimane loro? Le Forze dell'Ordine sono un baluardo importante - se non l'ultimo - in cui la gran parte dei cittadini del nostro Paese si ritrova ed in cui crede, soprattutto in un periodo delicato e prepotente come questo, e - nonostante ciò - c'è chi sta riuscendo a 'frantumare' ed indebolire anche questo 'faro' e punto di riferimento. Sapete cosa accade a chi delinque negli altri Stati dell'UE (Austria, in Germania, in Romania, in Spagna, In Gran Bretagna, in Portogallo, in Bulgaria, in Olanda, in Belgio, et cetera)? Provate a verificare e ad informarvi! La sentenza di ieri - al di là del codice penale e di quello di procedura penale - contiene il 'senso di distacco' dalla realtà che il Popolo italiano vive tutti i giorni sulla propria pelle. In nome del Popolo italiano, il Popolo si aspettava ben altro che la condanna del Carabiniere ad un anno di detenzione. Il Popolo si aspettava che la legge - emanata sempre in rappresentanza di quella sovranità che gli appartiene - premiasse 'il dovere' di chi diligentemente ha fatto il suo lavoro e non il contrario. Ecco perché il Popolo è indignato, arrabbiato, amareggiato, deluso.


da Massimo Bello
ex sindaco di Ostra Vetere




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2016 alle 09:37 sul giornale del 10 novembre 2016 - 1268 letture

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Non solo, il popolo teme che prima o poi quando si chiameranno i carabinieri questi eviteranno di intervenire.
D'altronde chi glie lo fa fare di rischiare la pelle per 4 soldi con il rischio poi di finire loro in galera?