L'arte di Francesca Torchia all'Expo-Ex fino al 6 novembre

28/10/2016 - L'arte di Francesca Torchia emoziona lo spettatore sollecitando un rapporto vitale e dialettico fra l'opera, la sua storia e l'osservatore stesso. Non meraviglia quindi l'impatto emotivo di Immagina perché promuove la percezione sinestetica e il confronto continuo con il corpo.

L'opera infatti stimola una relazione con essa, occorre comprendere le proporzioni per percepire la piccola distorsione della sedia e ricostruire quel corpo solo accennato dalle gambe in terracotta e proiettato successivamente fuori mentre guarda da una finestra o mentre osserva un quadro.

La sedia di Immagina ha una stona, è stata recuperata dalla cantina di casa così come la poltrona di Paolo, successivamente rivestita dì piombo, ha ancora impressa la seduta del padre dell'artista a cui è dedicata. Le sculture di teste Chissisia suggeriscono la faticosa acquisizione di esperienza individuale e al tempo stesso la sua instabilità e transitorietà come l'argilla cruda di cui sono fatte In questi lavori è evidente il processo di plasmare le forme e quindi la passione della scultrice per la pratica artistica e il processo di trasformazione della materia e dei corpi da lei modellati.

In questo senso le sue sculture rappresentano il vissuto e ne sono al contempo spettatori, i muri stessi smettono di essere semplici pareti inerti e diventano testi-moni con protesi sensibili, hanno occhi, orecchi e parti anatomiche. Il senso di insieme di Muro come opera d'arte si definisce come tempio della memoria all'interno del quale si cercano tracce di una storia in continua trasformazione e ancora da scoprire con lo spirito curioso di chi sa confrontarsi con la realtà che lo circonda godendo delle sue evocazioni e delle emozioni suscitate.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2016 alle 08:03 sul giornale del 29 ottobre 2016 - 757 letture

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