Accorpamento delle classi all’Istituto Tecnico Corinaldesi, sabato sit-in di protesta

Istituto Tecnico Corinaldesi 28/10/2016 - I rappresentati di classe della 1 B CAT intendono rendere pubblica la loro netta contrarietà al ventilato, ma ormai probabile, accorpamento delle prime classi all’Istituto Tecnico “Enzo Ferruccio Corinaldesi”.

Se tale ipotesi andasse in porto comporterebbe la costituzione di classi da 29/30 alunni, numero che, da quanto appreso nel corso delle riunioni, non potrebbe essere ospitato dalle aule ad oggi presenti nell’istituto (stante come è attualmente organizzato) infrangendo il rispetto dei parametri di igiene e sicurezza definiti dalle vigenti normative.

Per tale ragione il 12 ottobre, gli stessi rappresentanti, con l’assenso dei genitori della classe 1 B, a mezzo raccomandata, hanno diffidato tutti i responsabili, “ognuno per la propria competenza e responsabilità, a porre in essere determinazioni volte all’ottenimento del rispetto dei precetti previsti dalle citate normative”.

La diffida è stata inviata al Dirigente scolastico Dott. Sordoni Daniele, al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Dott. Ugo Filisetti e al Direttore Provinciale Dott.sa Anna Maria Nardiello quali responsabili delle decisioni in merito all’organizzazione scolastica, a tutti i soggetti interni preposti alla vigilanza e tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgvo 81/08), al Responsabile dell’Ufficio Prevenzioni incendi dei VVFF, al Presidente della Provincia di Ancona Dott.sa Liana Serrani quale proprietario della struttura scolastica ed al Sindaco di Senigallia Dott. Mangialardi Maurizio quale Autorità sanitaria locale.

I genitori intendono ribadire la loro preoccupazione e forte contrarietà per quanto sta avvenendo, annunciando che metteranno in campo tutte le azioni legittimamente in loro potere affinché siano rispettate:
1- le norme vigenti in materia igienico ambientale (parametri superficie/alunno previsti del D.M. 18/12/1975) che prevedono superfici di mq.1,96 per alunno di spazi destinati ad attività didattiche normali” (aula): nel caso di una classe di 30 alunni le lezioni dovrebbero essere fatte in un’aula di superficie minima di mq.58.80 e dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe che l’istituto Corinaldesi, come già detto prima, per come è attualmente organizzato non abbia aule di adeguata superficie;
2- le norme vigenti in materia di sicurezza secondo quanto indicato dal D.Lgs. 81/08 affinchè siano adottate, da parte dei preposti alla sicurezza, tutte le misure idonee in caso di pregiudizio per l'incolumità dell'utenza (nel nostro caso degli alunni);
3- le norme richiamate nel D.P.R 20/03 2009 n 81 art 5 c. 2. (Classi con alunni in situazione di disabilità)
e affinchè sia garantito l’adeguato livello didattico ai ragazzi, manifestando la loro perplessità in merito al fatto che, una classe così numerosa possa incidere sulla qualità della didattica.
Ad oggi, purtroppo, non abbiamo avuto né riscontri né provvedimenti in tal senso e nemmeno ricevuto risposta scritta alle nostre richieste da parte dei responsabili.

Per questa ragione ci vediamo costretti ad organizzare un sit-in per sabato 29.10 dalle ore 7.55 alle ore 9.55 nel piazzale dell’Istituto Tecnico al fine di ribadire, insieme ai nostri figli, l’assoluta contrarietà a quanto sta avvenendo.

Se tale iniziativa non avesse il riscontro che ci attendiamo, e dovesse perdurare una situazione di accertata irregolarità, siamo pronti a segnalare la situazione alla Procura della Repubblica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2016 alle 23:32 sul giornale del 29 ottobre 2016 - 1004 letture

In questo articolo si parla di attualità, I rappresentanti di classe, itcg corinaldesi e piace a Daniele_Sole

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Vorrei davvero capire i motivi che hanno comportato la scelta di mettere tanti alunni in questi spazi, andando in deroga a leggi e regolamenti.
Non credo che esista un qualsiasi Dirigente scolastico che accetti di prendere certe decisioni in barba alla didattica, che come qui scritto al punto 3) potrebbe venire danneggiata, ma soprattutto dei problemi di sicurezza: con che stato d'animo andrebbe avanti una persona al pensiero di quello che potrebbe accadere ai bambini sotto la sua custodia in caso di un qualsiasi incidente o calamità che renda necessaria l'evacuazione in emergenza?
(e in questi giorni la parola "emergenza" è spesa bene, chiedere ad Amatrice e Visso)
Giusta la protesta, ma è altrettando giusto sapere perché sono state prese decisioni così gravi.

PS: mi scuso se questo mio commento dal tono neutro e pacato sembrerà per questo troppo filo-amministrazione.