Referendum. Lodolini: "La riforma del Titolo V è fondamentale per garantire un diritto alla salute uguale per tutti"

13/10/2016 - Tra gli aspetti più rilevanti della riforma costituzionale vi è senza dubbio la revisione del titolo V della Costituzione e, più precisamente, dell'articolo 117, che attiene alla divisione delle competenze legislative tra Stato e Regioni su determinate materie.

Dopo l'entrata in vigore della legge del 2001, la Corte costituzionale è stata investita da una mole di ricorsi da parte delle Regioni contro leggi statali e viceversa, in relazione alla divisione delle competenze legislative. Proprio per superare questa impasse, la riforma costituzionale modifica l'articolo 117 ridefinendo la potestà legislativa esercitata da Regioni e Stato ed eliminando le materie concorrenti. Un aspetto fondamentale anche per quanto riguarda il nostro sistema sanitario.

Ad oggi la Costituzione riserva allo Stato la competenza legislativa in materia di "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale" (art. 117, comma 2, lett. m), e invece attribuisce alla competenza concorrente la materia "tutela della salute” e “ricerca scientifica" (art. 117, comma 3).

Con la riforma costituzionale si ampliano le competenze statali prevedendo l'esclusività della potestà legislativa non solo nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (i c.d. Lea) ma anche nelle "disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali". Se escludiamo l'organizzazione dei servizi sociali e sanitari lungo il territorio regionale e la programmazione delle attività ordinarie, con la nuova legge di revisione costituzionale, ogni altro aspetto riguardante il nostro sistema sanitario sarà gestito dallo Stato.

La centralizzazione di talune competenze appare come una mossa non solo necessaria ma anche utile per la salute e le tasche dei cittadini. Tasche svuotate in 15 anni di più di cento miliardi di euro, come ricordato recentemente dal Ministro Lorenzin. L'obbiettivo, perciò, è quello di mettere fine alla difformità dell'offerta sanitaria persistente ad oggi sul territorio nazionale che ha comportato la frammentazione dei servizi e un eccesso ormai insopportabile di burocrazia. Una situazione contorta che ha creato, de facto, 21 sistemi sanitari differenti: uno per regione. Un aspetto che, nel corso degli anni, ha provocato la crescita del divario tra regioni e reso evidente la disuguaglianza tra i cittadini italiani nell'accesso alle cure sanitarie. Differenze che quotidianamente incidono sui costi dei ticket, sui tempi di accesso alle terapie o sulle tempistiche di acquisizione dei farmaci da parte delle regioni.

Ma non solo, come ha ricordato Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, il cambiamento che deriverà dalla riforma costituzionale sarà fondamentale anche per la ricerca "perché questo campo è fatto di investimenti. Che vengono soprattutto dall’estero e, in questo settore, gli investitori si aspettano e chiedono un’Italia stabile, competitiva, che, oltre ad avere persone capaci, sappia anche utilizzarle al meglio. Quindi il cambiamento costituzionale è importante anche in questo settore".

La proposta di riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum non sfocia in un centralismo rischioso per il paese ma lascia alle regioni la possibilità di interagire in maniera costruttiva con le direttive nazionali. Aspetto per nulla scontato che equilibra intelligentemente il rapporto di forza tra Stato e regioni. Queste ultime avranno in mano la flessibilità per adattare, in relazione alle richieste del proprio territorio, i percorsi socio-sanitari necessari, mentre tutto avverrà sotto il coordinamento dello Stato.


da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd




Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 13-10-2016 alle 23:59 sul giornale del 15 ottobre 2016 - 638 letture

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Inoltre se vince il SI saranno abrogati i tickets sanitari, una donna per gli sf....i ed un uomo per le z....e, comunque un partner, sarà garantito nei LEA per tutti ed a carico integrale dello Stato . Infine sempre fra tutti coloro che dimostreranno di aver votati bene e quindi per FONZIE'S saranno estratti dei bellissimi set di pentole con piatti e bicchieri.

Cito: "la Corte costituzionale è stata investita da una mole di ricorsi da parte delle Regioni contro leggi statali e viceversa"

Tenuto conto che l'attuale articolo 70 della nostra Costituzione Italiana recita:
"La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.".
E' un articolo semplice e chiaro di appena 9 parole. ...
diventera' due di pagine (allegato in calce, leggetelo tutto, parola per parola e dite se ci capite qualcosa...)
Domanda: se vince il si di quanti ricorsi sara' investita la Corte costituzionale?


Art. 10. (Procedimento legislativo) 1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

Nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016,voterò no,poichè l'inutile Senato doveva essere abolito e non riformato.Io,nel 2001,votai contro l'errata riforma costituzionale che,purtroppo,introdusse un negativo,parziale,federalismo.Io sono per l'abolizione delle province,delle leggi regionali e dei consigli regionali,mantenendo,con soli poteri amministrativi,i Presidenti di Regione.Una volta respinta la sbagliata riforma costituzionale,si devono tenere le elezioni anticipate e il nuovo Parlamento dovrà abolire il Senato,le province,le leggi regionali,i consigli regionali,il Consiglio nazionale dell'economia e lavoro ed il Consiglio superiore della magistratura.Giovanni Bello.Filosofo.Cerreto d'Esi,in provincia di Ancona.

Allora cosa farete se vince il SI, annullerete tutte le delibere scellerate di Ceriscioli, figlie della vecchia Costituzione? Abbiate il coraggio di rispondere, anche se la risposta ce la possiamo immaginare tutti.
At salut.




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