Luciano Chiappa presenta il suo libro sabato 15 alla Biblioteca Antonelliana

12/10/2016 - È indetto per il 15 ottobre, alle ore 10.30, presso la sala della Biblioteca Antonelliana a Senigallia, un incontro stampa rivolto non solamente ai giornalisti ma a chiunque intenda partecipare. Scopo dell'incontro è la presentazione di un libro anticipazione, che è espressione preliminare di un processo sociale, economico, giuridico, politico, filosofico, di lungo periodo, verso l'emersione, lo sviluppo e la progressiva affermazione di un paradigma inedito dei rapporti sociali umani.

Parte iniziale ed integrante del processo sociale sarà la sua stessa esplicazione pubblica; la quale occuperà lo spazio di quasi due anni, da ottobre 2016 a maggio 2018, articolandosi attraverso sei cicli di conferenze più un ciclo dedicato, per un totale di venticinque conferenze. La giornata inaugurale di presentazione dell'insieme del preliminare d'avvio del processo sociale è fissata per domenica 23 ottobre, dalle 16.30, presso l'Auditorium S. Rocco. Pertanto nell'incontro stampa del 15 ottobre sarà reso noto per sommi capi anche il programma dell'evento del 23 ottobre.

Al termine dei cicli di conferenze, cioè a maggio del 2018, avremo fatto un buon tratto di strada; ma, solo allora, non saremo che all'inizio di un processo sociale costituente il cui sviluppo,, proprio per la sua natura e per l'ampiezza e la profondità richiesta dei suoi fondamenti filosofici, economici, giuridici e politici,, occuperà la prospettiva del medio e lungo termine; costituendo uno dei principali motivi di conquista democratica e di confronto politico culturale dei prossimi decenni.

La possibilità che possa affermarsi un paradigma sociale inaudito, e un conseguente suo primo modello paradigmatico inedito, nasce dal fatto stesso che siamo di fronte alla consunzione storica epocale non solo di questo o quel partito; non solo di questa o quella cultura politica; non solo di questo o quel sistema politico; non solo di questo o quell'ordinamento giuridico; non solo di questo o quel sistema economico; non solo di questa o quella filosofia; ma, totalmente, dell'intera storia del paradigma sociale dominante ovvero del paradigma Capitalitario (da non confondersi mai col modello capitalistico liberale che altro non è che l'ultimo e più sofisticato dei "suoi prodotti"), unitamente a quella del paradigma ad esso soccombente e perciò residuale cioè il paradigma Comunitario (da non confondersi mai con il comunismo novecentesco il quale, uno tra i diversi modelli di matrice comunitaria, in realtà altro non è stato che l'implosione di un'ibridazione).

Le dinamiche dei modelli paradigmatici che si sono affermati quale sviluppo interno rispettivamente ai paradigmi dominante e soccombente hanno condotto tutti noi in un vicolo cieco. Ovunque noi volgiamo il nostro sguardo non riusciamo ad intravedere le condizioni di un’effettiva nostra possibile emancipazione verso forme di rapporti sociali e di ricambio organico con la natura realmente ed umanamente sostenibili.

Se noi guardiamo all'enormità dei problemi che ci affliggono in quanto esseri umani, e che affliggono l'intero ecosistema, e, per converso, alla contraddittoria pochezza degli strumenti economici, giuridici e politici che (non) sono a nostra disposizione ovvero che (non) ci siamo dati; nonché, all'aggressiva pervasività con la quale questi stessi strumenti si stanno rivoltando contro la nostra propria natura umana minacciando come non mai l'intero pianeta, la nostra integrità psicofisica, i nostri fondamentali ed inalienabili diritti ed impedendo una reale ed onnilaterale emancipazione in particolare di quelle classi sociali che, certo non per loro volontà, sono rese subalterne e obbligate in una perdurante condizione di sfruttamento e oppressione e perciò d'intollerabile diseguaglianza sociale; noi comprendiamo già solo per questo che siamo chiamati a pensare e fare ciò che non è mai stato pensato e fatto sino ad ora.

Tutto sembra propendere verso la "banalizzazione" secondo cui gli umani sono inesorabilmente condannati allo stato di bisogno, guerra, sfruttamento e oppressione permanenti. Dalle nostre stesse università e accademie, ridotto ad uno l'oggetto dell'insegnamento, sembra emergere sempre più che approdo ultimo della civiltà umana altro non sia che "l'abbandonarsi allo spirito del tempo". Eppure è proprio in questa apparente aporia, in questa apparente irrisolvibile equazione, che si vanno formando in sé tutti gli elementi necessari perché l'equazione possa essere risolta ovvero perché "la chiamata" possa essere affrontata e sviluppata con successo al servizio dei bisogni umani.

Per la sua natura essa non sarà e non potrà configurarsi come "chiamata ad un terzo paradigma" della "serie già sperimentata". Qui non si tratta di chiamata verso una "terza forza". Qui si tratta della forza prima della società che muove verso il generante reale del primo paradigma di una "serie mai sperimentata". Di guisa che reclamerà per sé i suoi propri concetti, i suoi propri contenuti, i suoi propri metodi, i suoi propri nomi, i suoi propri simboli; i quali, perciò stesso, saranno concetti, contenuti, metodi, nomi e simboli che la politica non ha voluto fino ad ora conoscere e che segneranno la storia a venire come una storia mai conosciuta prima.

A ben vedere, con l'inizio del XXI secolo non si è "chiuso in ritardo un secolo breve"; è giunta ad esaurimento un'intera epoca storica. Posto che quello che abbiamo davanti possa essere considerato un sistema, in realtà, non c'è da proporre alcuna rivoluzione contro il sistema, alcuna riforma del sistema, alcuna reazione nel sistema. Non c'è da convincere alcuno di alcunché; non c'è da proporre un tentativo di partito o di movimento; alcun vangelo c'è d'annunciare al mondo. Quello di cui, a mio parere, c'è necessità e possibilità è un cambio epocale di paradigma dei rapporti sociali umani; il cui presupposto è l'affermazione della sostanza prima della democrazia la quale risiede, sopra ogni altra cosa, prima ancora che nella regola, nell'esercizio di un diritto d'opzione fondamentale tra differenti prospettive ovvero nei processi dell'autodeterminazione generante: non posso e non voglio pretendere che il tuo edificio sia abbattuto, non puoi pretendere e non puoi volere che il mio non sia edificato.

Pertanto, in totale alterità oggettiva, lontani da qualsivoglia teatrino tra quelli in scena perpetua nel circo mediatico mainstream, si tratta di prefigurare uno spazio aperto di lotta politica democratica per mezzo del quale,, e grazie non a chissà quale decreto fantastico ma all'opera materiale, intellettuale e spirituale della forza prima della società e di ciascuno che lo vorrà,, l'essere in potenza di un differente modello di società può tradursi in atto generativo d'onnilaterale emancipazione sociale.
Oggi più che mai gli umani individui sono chiamati a realizzare sé stessi, la propria natura umana, il proprio essere sociale, ri-partendo dalle fondamenta: dalla matrice naturale della riproduzione; dai modi del ricambio organico con la natura; dai modi dell'alimentazione; dai modi dell'abitazione; dai modi della sanità; dai modi dell'istruzione e del sapere; dai modi del lavoro; dai modi dei rapporti economici; dai modi dei rapporti civili; dai modi dei rapporti giuridici; dai modi dei rapporti politico istituzionali; in uno, ri-partendo dai modi angolari dei rapporti sociali umani.

Con tutto ciò, nel rifuggire dall'essere società che si fa parte, nel ricercare di essere parte che si fa società, nel porsi come uscita dall'utopia in quanto processo topico generante, siamo di fronte ad un'impresa umana e politica affascinante che già in sé può riempire degnamente, di significato e di senso, una parte rilevante della vita di una persona. E personalmente, per quella che è stata la mia esperienza, sento che può così inverarsi, trovando adeguata e attuale forma politica, l'eterno e autentico messaggio della libera individualità e dell'uguale socialità contenuto nelle lotte del movimento democratico internazionale, nell'indelebile solco storico tracciato da quanti in ogni periodo storico si sono battuti, spesso a prezzo della vita, contro qualsiasi forma di sfruttamento, oppressione e discriminazione per la realizzazione piena della persona umana.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2016 alle 23:59 sul giornale del 14 ottobre 2016 - 797 letture

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Che fatica arrivare fino in fondo a questo comunicato. Dopo tanti paroloni, viene la curiosità di capire se si tratta di svolte veramente epocali o se la cosa si sgonfierà alla prova dei fatti.

luigi alberto weiss

13 ottobre, 08:38
Praticamente questo articolo, dal linguaggio incomprensibile, pubblicato da VS è il libro?