Le ragioni del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, incontro all' Auditorium San Rocco

13/10/2016 - Venerdì 14 ottobre 2016 alle ore 21,00 all'Auditorium San Rocco di Senigallia si parlerà delle ragioni del Sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

All'incontro saranno presenti il segretario del P.D. Avv. Elisabetta Allegrezza, l'On. Emanuele Lodolini della direzione nazionale del P.D. e l'Avv. Simone Calzolaio ricercatore di diritto costituzionale dell'Università di Macerata. Dopo anni e anni di sforzi vani, il Parlamento è riuscito a varare con una larga maggioranza, una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune fra le maggiori emergenze istituzionali del nostro Paese: superamento del bicameralismo paritario, abolizione del CNEL, riduzione del numero dei parlamentari ed una più chiara ridefinizione delle competenze tra Stato e Regioni.

Con questa riforma, che riflette la complessità dei processi decisionali nella società contemporanea, molto diversa da quella appena uscita dalla guerra e dalla dittatura, l'Italia cesserà di essere l'unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione. Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace.

La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di comuni e regioni. Con l'incontro di venerdì 14 ottobre all'Auditorium San Rocco, entreremo dunque nel merito di una riforma in grado di cambiare l'Italia e renderla più moderna ed efficiente. Negli ultimi trenta anni sono falliti tutti i tentativi di aggiornare la Costituzione: questa è la volta buona.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-10-2016 alle 10:52 sul giornale del 14 ottobre 2016 - 1468 letture

In questo articolo si parla di politica, pd Senigallia

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Peccato che si ometta di menzionare che la "larga maggioranza" che ha approvato la riforma è frutto di una legge elettorale, nota come "porcellum", dichiarata incostituzionale.

luigi alberto weiss

14 ottobre, 09:59
Tra le tante "bufale", i relatori sapranno spiegare il ruolo del Cnel e le ragioni concrete per la sua abolizione, che poteva avvenire con una legge costituzionale apposita, senza infilarla come specchietto per le allodole in questo provvedimento^
E poi sapranno giustificare lo scippo della sovranità popolare per l'elezione del "nuovo" Senato?

Pablo Utente Vip

14 ottobre, 11:39
"Terra terra": le ragioni del sì spiegate a chi, per partito preso, dovrà votare sì. Un confronto per illustrare le ragioni del sì e quelle del no (avviene questa sera a Forlì, per esempio, con Guzzetta e Tarchi, entrambi costituzionalisti) lo avrei trovato un tantinello più utile, ma già... prima di spersonalizzarlo, quello, il referendum lo aveva personalizzato e le occasioni per farsi la pipì addosso sono sempre belle.

Mai letto un insieme di corbellerie come queste qui sopra.

Allora,
due renzini doc (mai sentito una parola contro il boss della banda) e un "ricercatore di diritto costituzionale" (che non ho capito cosa sia, forse perchè, da scienziato, le ricerche penso si facciano in campi dove c'è qualcosa da ricercare) che si schierano per il si.

Vediamo.

Lodolini è uno dei 170 che ha fatto fuori letta e ha messo renzi (non eletto) a capo del governo, uno di quelli che "enricostaisereno" era una presa in giro.

Vediamo le questioni tecniche:

1. "rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace"

Le cose che interessano i politici sono già più rapide.

Lodolini sa perfettamente, dato che in due anni e mezzo renzi ha usato 40 volte i decreti legge, che la rapidità non ha nulla a che vedere con l'efficienza.

Un esempio?

Presto detto:

Il decreto "sblocca italia", che in realtà non aveva nessun carattere di urgenza, quindi hanno abusato del decreto, violentando il parlamento, aveva previsto una zona di 200 chilometri quadrati nella bassa val cesano, in concessione per la trivellazione.

Una svista? Questo è quello che ha detto il ministro allo sviluppo economico.

Lodolini dov'era?

Seconda questione:

Se quelli del pd fanno i decreti legge in questo modo, superficiale e rozzo, come faranno le leggi se ogni decreto legge diventerà automaticamente legge?

2. Il bicameralismo perfetto impediva che dei politicanti di second'ordine, che non hanno mai amministrato nulla che una città, possano legiferare facendo danni.

Il senato compensava i danni della camera dei deputati e viceversa.

3. Riduzione dei costi:

Ma dove?

Il senato non viene abolito, viene abolita la sua funzione legislativa, i senatori sono sempre li.

Peraltro nella riforma costituzionale c'è scritto che loro stabiliscono i loro stipendi, e perchè mai dovrebbero ridurseli, per carità cristiana?

4. Art.92 della costituzione. Non verrà modificato.

Quindi potremmo trovarci di fronte ad uno scenario di questo tipo:

Un partito si allea con un altro per prendere più deputati. Dopo le elezioni il partito numero due si sfila, i deputati rimangono e dopo qualche mese scelgono un nuovo premier.

Magari un sindaco di una città.

Quindi ci troveremmo di fronte a questo scenario:

1. Un partito frega i cittadini alleandosi, ai fini elettorali, con un altro (già successo nel 2013 tra PD e SEL, con il porcellum, l'italicum non abolisce tale fregatura);

2. Il partito due si sfila, non essendoci obbligo (già successo nel 2013 tra PD e SEL, dato che la boldrini è presidente della camera, che toccava a M5S);

3. Il partito uno, che magari aveva il 25 per cento dei voti, ha il 42 per cento dei parlamentari (già successo, punti 1 e 2) e fa fuori un premier con un altro;

4. Il premier fa quello che gli pare (riforma costituzionale).


p.s.:
Il premier ha anche facoltà, secondo la riforma, di dichiarare guerra.

Quindi uno eletto da esattamente 0 cittadini potrebbe dichiarare guerra.

Nemmeno il presidente degli stati uniti ha il potere di dichiarare guerra, che passa attraverso la camera del congresso e il senato.

Chi voterà questa riforma si renda conto di questo, malgrado lodolini, l'allegrezza e il ricercatore.

E che dio abbia pietà dell'italia, se passerà.

ARTICOLO 1 DELLA COSTITUZIONE: L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione