Al telefono in bicicletta: 112 euro di multa per Francesco Zoppini

06/10/2016 - Multato perché usa il cellulare mentre va in bicicletta. Protagonista dell'episodio Francesco Zoppini del Caffè Centrale che si è sfogato con un post su Facebook.

Intorno alle 9 del mattino stava transitando in bicicletta in centro città, lungo i portici Ercolani, quando ha tolto una mano dal manubrio per leggere un messaggio sul cellulare. L'infrazione non è passata inosservata ad un carabiniere che gli ha fatto la multa.

112 euro per l'uso di apparecchi telefonici durante la guida. Ma nonostante il disappunto per una multa considerata quantomeno eccessiva Zoppini ha affermato di aver sbagliato e che dunque pagherà quanto dovuto.


di Sara Santini
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Questo è un articolo pubblicato il 06-10-2016 alle 09:58 sul giornale del 07 ottobre 2016 - 9396 letture

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luigi alberto weiss

06 ottobre, 10:36
Il signore ha sbagliato e deve pagare la multa perchè il pericolo dei ciclisti al telefonino è più che reale. Poteva però risparmiarsi certe considerazioni su ciò che debbono fare le forze dell'ordine: il codice della strada non è un accessorio legislativo.

Al di là dell'apprezzamento per il gelato di Francesco anche noi ciclisti dobbiamo rispettare il codice della strada.
Rimane però il fatto che andare in bici è sempre un comportamento virtuoso rispetto che andare in auto.
Mi piacerebbe vedere altrettanta (giusta) severità nei confronti delle auto che ogni giorno vedo parcheggiate sulla ciclabile.

Cose che capitano.

Sarebbe simpatico se tale zelo fosse dedicato anche ai veicoli a motore, forse un po' più pericolosi delle biclette, almeno nei confronti degli altri utenti della strada.

Altrettanta severità ci vorrebbe con tutti quegli scooter che passano, anche ad alta velocità, sulla pista ciclabile che costeggia la scuola Puccini. Situazione pericolosa più volte segnalata a polizia, carabinieri e vigili urbani. Non ho mai visto nessuno fermarsi un po' e controllare.

Commento modificato il 06 ottobre 2016

Capita anche a me di vedere i messaggi: di solito rallento e vedo al volo se non costituisco pericolo e se vedo che NON è così allora mi fermo.
Evidentemente lo sbaglio di Zoppini è stato di averlo fatto con persone vicine che potevano essere colpite o andando troppo forte: altrimenti fosse stato da solo andando a velocità moderata, quindi non costituendo oggettivamente un rischio per se e per altri, l'avrei considerato un eccesso di zelo dovuto ad una eccessiva mole di divieti.
Rimpiango i minori divieti esistenti fino a pochi anni fa, quando poi si decise di "fare cassa" con le multe e con la scusa di aumentare la sicurezza per colpa dell'atteggiamento autolesionista di pochi: anche se non c'erano i telefonini comunque capitava di distrarsi, magari apprezzando qualcosa, eppure non c'era tutto questo accanimento come ora e andava tutto avanti per bene lo stesso.

Nello Brunetti

06 ottobre, 16:51
L'uso del cellulare è vietato in macchina come in bici punto e basta,inutile cercare scuse.Se si rispettano le regole...va tutto bene.

valter morganti

07 ottobre, 08:28
Ammetto che capita anche me di rispondere al cellulare in bicicletta, seppur giusta la multa è l'importo sbagliato.
Cesare Beccaria nel suo libro "Dei delitti e delle pene" diceva che una sanzione troppo alta era come una non sanzione, meglio un importo più basso ma la multa la si fa a tutti i trasgressori. Gli importi cosi alti limitano anche i controllori nel fare il loro dovere .
Per il resto penso proprio che il carabiniere abbia valutato e visto anche qualcosa altro.... se ho letto bene transitava in bicicletta sotto i portici e forse c'era anche gente, questo non va bene.
Probabilmente la scusa del cellulare è diventato un modo per sanzionare un comportamento, simile a quello dei ciclisti che passano sul marciaPIEDI del lungomare e hanno pure il coraggio di suonare con insistenza e maleducazione.




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