Omicidio stradale: un convegno nazionale alla Rotonda con il prof. Giorgetti

05/10/2016 - “La guida in stato di ebrezza alcolica ed in stato di intossicazione da droghe dopo l’approvazione della legge sull’omicidio e lesioni personali stradali”.

E' il delicato tema che verrà affrontato in un convegno nazionale organizzato e presieduto dal Prof. Raffaele Giorgetti Ordinario di Medicina Legale Università Politecnica delle Marche a Senigallia alla Rotonda a Mare giovedì 6 ottobre dalle ore 14 e che vedrà la partecipazione di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, e professionisti della Salute provenienti da tutta Italia.
A distanza di qualche giorno dall’uscita dei primi dati ufficiali sulla sinistrosità stradale e di sei mesi dall’introduzione della legge 41/2016 che ha immesso nel nostro ordinamento il reato di Omicidio Stradale (art. 589-bis c.p.) e quello di Lesioni Personali Stradali (art. 590-bis c.p.) risulta essere di fondamentale importanza una prima urgente riflessione giuridica e medico legale di bilancio in quanto i dati dei primi sei mesi di applicazione della Legge non sono per nulla confortanti. Oltretutto la norma è entrata in vigore nel momento in cui non sono ancora risolte alcune rilevanti questioni relative alle modalità di accertamento degli stati di intossicazione da sostanze psicoattive e delle garanzie personali e collettive da soddisfare.

“Oggi la situazione è tale per cui chi viene sottoposto ad accertamenti tossicologico-forensi per guida in stato di ebbrezza o di intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope, - ha dichiarato il Prof Raffaele Giorgetti - ha molta più probabilità di essere indagato con procedure e tecniche inadeguate come analisi sull’urina anziché sul sangue, impiego di tecniche analitiche di screening destinate ad esclusive finalità cliniche, piuttosto che corrette e conseguentemente rischia concretamente una misura giudiziaria ingiusta. Misura che con la nuova Legge può arrivare sino a 18 anni di detenzione. Episodi con ipotesi di omicidio stradale si sono verificati anche sul nostro territorio, si attendono proprio in questi giorni i risultati dei test tossicologici e dell’alcoltest sull’automobilista venezuelano di 22 anni denunciato per omicidio stradale che domenica 4 settembre ha investito e ucciso Graziana Spadini a Marzocca. In questo caso i risultati saranno svolti con metodologia affidabile e sicura in quanto affidati all’Istituto di Medicina Legale di Ancona che procederà con tecniche analitiche di conferma di secondo livello.”

Criticità operative e applicative della nuova Legge emergono in diverse fasi che vanno dal momento del controllo in strada, all’accertamento presso Strutture Sanitarie, relativamente alla coattività del prelievo e alle procedure analitiche dei campioni biologici. L’auspicabile introduzione di linee guida e di precise indicazioni operative, la necessità di eseguire analisi tossicologiche presso laboratori accreditati e il ruolo dell’interpretazione del dato analitico, sono ormai questioni dal carattere non più marginale o occasionale. In questo scenario risulta di grande rilevanza l’evento formativo e di confronto fra tecnici e professionisti che si terrà a Senigallia , le cui finalità sono di divulgazione della buona prassi nel modus operandi, intesa nel rispetto dei criteri scientifici e tossicologico forensi, ad ogni livello di conoscenza che riguardi la guida sotto l’influenza (di alcol, droghe e farmaci) al fine di tutelare congiuntamente i diritti soggettivi e la garanzia collettiva degli utenti della strada. Una cosa emerge nettamente dall’approfondimento tecnico della materia: ai fini della prevenzione dei sinistri stradali e dei decessi da essi causati molto meglio sarebbe stato incentivare, ampliare, estendere i controlli su strada così come avviene nei più avanzati paesi europei.

Da non dimenticare che dopo 15 anni di progressivo calo del numero dei deceduti, per la PRIMA VOLTA nel 2015 l’Italia ha registrato un’inversione di tendenza, un incremento che deve preoccuparci e deve sollecitare l’adozione di misure legislative e soprattutto tecnico-organizzative ed applicative meno di impatto mass-mediatico ma più efficaci. L’Italia deve guardare ed avere progetti ambiziosi come quelli di paesi, come la Svezia che ha “solo” 270 deceduti l’anno e si pone progetti ambiziosi del 0 deceduti entro pochi anni. La mortalità nel 2015 è stata, invece, ancora al di sopra della media UE.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2016 alle 14:32 sul giornale del 06 ottobre 2016 - 919 letture

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