Sen. Amati 'No alla proposta di legge regionale che reintroduce la possibilità di tenere i cani a catena'

silvana amati 02/10/2016 - Di seguito la lettera inviata dalla sen. Amati lo scorso 28 settembre a Francesco Comi, Fabrizio Volpini e Gianluca Busilacchi e, per conoscenza, al Presidente Ceriscioli e all'Assessore Sciapichetti.

Vi scrivo come Responsabile Pd per la tutela e la Salute degli animali, Senatrice eletta nelle Marche e cittadina residente a Senigallia, raccogliendo la segnalazione di numerosi cittadini e associazioni animaliste della nostra Regione, per esprimere preoccupazione in merito alla notizia della proposta di legge regionale n. 65, Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 “Norme in materia di Animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.

Nella proposta, si prevede di reintrodurre la possibilità di tenere i cani a catena, si riduce da 90 a 60 giorni il tempo minimo prima della separazione dei cuccioli dalle madri e si aumenta il tempo massimo per la detenzione di questi animali in gabbia. Come ci confermano ogni anno i dati del Rapporto Eurispes, in tema di diritti degli animali è ormai finalmente avvenuta una profonda trasformazione culturale, a livello nazionale ed europeo, che si riflette nel riconoscimento degli animali come esseri senzienti all'articolo 13 del Trattato di Lisbona.

Una sensibilità diffusa e trasversale su temi che non possono più essere considerati come appartenenti a particolari ambienti, al mondo animalista o ambientalista, ma questioni etiche che riguardano tutti, veri e propri indicatori del livello di evoluzione sociale che abbiamo raggiunto. Disponiamo di normative e regolamenti avanzati per la tutela della salute e del benessere degli animali, sia a livello nazionale, che a livello regionale e comunale.

In particolare, ad esempio, per quanto riguarda l’uso della catena, il legislatore regionale ne ha introdotto il divieto con la legge regionale 20 aprile 2015, n. 18, considerando la detenzione dei cani a catena un’ingiustificata forma di maltrattamento. Non solo gabbie e catene non rispettano in alcun modo le necessità etologiche di questi animali sociali, che temono la solitudine, che hanno bisogno di contatto e di esplorare con l’olfatto lo spazio in cui vivono, ma possono anche portare a gravi conseguenze sulla psicologia dell’animale, che può deprimersi, ammalarsi o perfino arrivare a reagire in modo aggressivo.

Per quanto riguarda la motivazione avanzata nella relazione da chi ha proposto questa involuzione normativa, sottolineo che questi strumenti non possono in alcun modo essere considerati misure per la prevenzione del randagismo, come non può esserlo alcuna misura che comporti maltrattamenti e sofferenze per gli animali. Ricordo, inoltre, che le leggi attualmente in vigore non possono essere interpretate in modo da svuotarle di significato, contravvenendo allo spirito e alla lettera delle norme, in ragione di una loro presunta ambiguità.

Sappiamo bene, invece, che sono strumenti come l’anagrafe canina, la chippatura, le sterilizzazioni convenzionate per i cani randagi o vaganti, le misure da promuovere per prevenire e contrastare il fenomeno del randagismo, ancora drammaticamente persistente, dopo 25 anni dall’entrata in vigore della legge 281/1991. Se, da un lato, questa legge è considerata estremamente evoluta, dall’altro continua ad essere attuata in maniera carente e disomogenea a livello locale.

Affrontare adeguatamente questo fenomeno, che implica gravi sofferenze per gli animali, porterebbe anche a una significativa riduzione della spesa pubblica e delle spese per gli enti locali, nel medio e lungo periodo. La proposta di legge regionale n. 65 costituisce una revisione in senso regressivo dell’attuale normativa regionale e si pone in netto contrasto con l’importante iniziativa recentemente avviata dal governo regionale, per tramite dell’Assessore Sciapichetti, che ha virtuosamente coinvolto le associazioni animaliste in un tavolo di confronto per promuovere l’effettività delle norme a tutela del benessere animale e per migliorarne il contenuto e l’implementazione, contando sul fondamentale contributo di chi da anni opera nel settore.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2016 alle 16:42 sul giornale del 03 ottobre 2016 - 540 letture

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