Ostra Vetere: Montenovo, 'Addirittura perseguiti i tutori dell’ordine pubblico che hanno fatto il loro dovere'

caserma dei carabinieri di ostra vetere 01/10/2016 - Apprendiamo con desolato stupore dalla stampa la notizia che la Procura di Ancona ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione per l’appuntato dei carabinieri che la sera della domenica 1 febbraio 2015 sparò contro l’auto in fuga di tre ladri che tentavano di travolgere due altri carabinieri in contrada Lanternone di Ostra Vetere.

La tragica vicenda aveva visto ferire uno dei ladri dal rimbalzo del proiettile sull’asfalto, che era poi penetrato nella parte sinistra del lunotto posteriore. I complici, anziché soccorrerlo, si erano immediatamente dati alla fuga, abbandonando il ferito poco lontano, che dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale morì.

Ieri la vicenda era arrivata sul tavolo del giudice per l’udienza preliminare di Ancona, che il 7 novembre prossimo emetterà la sentenza. Per il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, però, vi sarebbe stato un eccesso colposo nell’uso dell’arma da parte del carabiniere, nei confronti del quale l’accusa ha ipotizzato l’omicidio colposo, in quanto non avrebbe dovuto sparare in direzione dell’auto che tentava di eludere il controllo dei carabinieri. Tutti sanno infatti ormai che, secondo la sinistra ideologia dominante, i delinquenti devono essere lasciati assolutamente liberi di fare i loro comodi in questo nostro povero Stato ridotto allo sfascio totale.

Siamo noi che dobbiamo subire e tacere, senza nemmeno combattere. L’auto, un suv Mercedes bianco risultato rubato a Loro Piceno, era stata segnalata dopo le 18 in fuga da Pian Volpello di Castelleone di Suasa con a bordo gli autori di un furto in un’abitazione della zona, liberi di  delinquere gironzolando indisturbati a cavallo di tre province. I carabinieri l’avevano però intercettata sulla provinciale. Il mezzo non si era fermato e ne era scaturito un inseguimento terminato in via Canonici, in Contrada Lanternone a Ostra Vetere, dove si era fermata a fari spenti. Ipotizzando che l’auto fosse stata abbandonata dai malviventi, un appuntato e il maresciallo erano scesi a controllarla. Invece il suv, con i banditi a bordo, era ripartito di scatto tentando di investirli. L’appuntato rimasto nella vettura di servizio aveva aperto il fuoco quattro volte.

Un altro colpo lo aveva esploso l’altro appuntato per fermare l’auto ed evitare che gli altri militari venissero travolti. Due proiettili colpirono una gomma e il parafango, un altro, di rimbalzo, colpì alla testa il 24enne, trovato poi ferito nell’auto, abbandonata precipitosamente poco distante dagli altri due malviventi. I genitori e tre fratelli della vittima si sono costituiti parte civile e chiedono addirittura un risarcimento di due milioni e mezzo di euro, cinque miliardi di vecchie lire.

Di fronte a queste notizie non possiamo che esprimere desolato stupore per la incredibile piega che sta prendendo la vicenda. Rinnoviamo comunque tutta la nostra fiducia, vicinanza e sostegno ai carabinieri coinvolti, cui va comunque il nostro plauso per il prezioso servizio sempre egregiamente espletato a tutela della sicurezza della popolazione, riservandoci di intraprendere tutte le più opportune iniziative pubbliche, nutrendo nel frattempo la speranza che il giudice non accolga le richieste del pubblico ministero e assolva il carabiniere coraggioso e coscienzioso. Non possono essere infatti i banditi e delinquenti, né i loro familiari, legittimati a perseverare nei delitti lucrandovi sopra, mentre vengono addirittura perseguiti i tutori dell’ordine pubblico che hanno fatto il loro dovere.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2016 alle 16:02 sul giornale del 03 ottobre 2016 - 4965 letture

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