Sartini: "No alla fusione con Morro. Ma il Comune come ha scelto i propri esperti?"

giorgio sartini 29/09/2016 - Il prossimo 23 ottobre 2016 a Senigallia ed a Morro d’Alba si voterà SI’ o NO per la fusione per incorporazione tra i due Comuni.

Di tutta questa operazione, su cui come lista civica abbiamo già espresso delle perplessità vista la sentenza della Corte Costituzionale n. 50/2015, le cose che più mi hanno colpito son due: la prima è stata la fretta, la troppa fretta riservata ad un argomento di così grande importanza, la seconda è stata l’assenza di trasparenza. Sulla rapidità, abbiamo già parlato e qui intendo ribadire la “perla amministrativa” frutto dell’accordo maggioranza/Paradisi-Rebecchini a cui ho assistito in Consiglio il 02/09: votare sì alla proposta, e quindi far proprio lo studio di fattibilità, e poi indire serrate commissioni di approfondimento - svoltesi il 12-15-19/09 - sugli aspetti non affrontati dallo “Studio di fattibilità”.

Come dire, prima votiamo e poi approfondiamo. Illogico. Sull’assenza di trasparenza. Incuriosito da quanto scritto nella delibera n. 218 della Giunta di Senigallia del 02/08 (allegato 1) con cui è stato costituito il gruppo per la redazione dello studio di fattibilità, “Preso atto della disponibilità manifestata dai seguenti esperti a far parte, a titolo gratuito, del suddetto gruppo di lavoro: - Marcello Mariani - Giuliano De Minicis;”, il 20 c.m. ho depositato un’istanza accesso atti (allegato 2) chiedendo “il rilascio di copia dei documenti/atti avente data certa con cui i signori Mariani e De Minicis hanno manifestato la propria disponibilità a far parte del gruppo di lavoro di cui alla deliberazione n. 218/2016”. Il 27/09 il Sindaco mi risponde (allegato 3) scrivendo che “l’accettazione da parte dei due esperti indicati nella deliberazione non è avvenuta attraverso uno specifico atto di assenso ma attraverso comportamenti concludenti, vale a dire attraverso la partecipazione diretta, senza oneri a carico dell’Ente, ai due incontri convocati dal Comune per discutere della proposta di piano di fattibilità della fusione”.

Gli esperti sono stati nominati tali solo grazie alla partecipazione a due incontri convocati dal Comune. Mi piacerebbe sapere come ciò sia stato possibile: per caso qualcuno che partecipava alle riunioni si è affacciato alla finestra e ha visto passare i due nominati? Sulla base di quali criteri sono stati nominati esperti? Il solo fatto che abbiano prestato attività a favore del Comune, a proposito sarebbe interessante sapere che tipo di apporto han dato allo studio, a titolo gratuito non giustifica che la loro nomina sia avvenuta “per fatti concludenti”; è per avere chiarezza che ho depositato una seconda istanza (allegato 4), confidando in risposte degne di questo nome.


da Giorgio Sartini
consigliere comunale Senigallia Bene Comune

 


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2016 alle 15:18 sul giornale del 30 settembre 2016 - 1716 letture

In questo articolo si parla di politica, giorgio sartini, Senigallia Bene Comune

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Oltre alla palese approssimazione, superficialità e dilettantismo istituzionale con cui è stata condotta la questione, come messo in evidenza da Giorgio Sartini, mi chiedo: se un cittadino volesse produrre uno studio di fattibilità per - che so - stabilire se annettere alla sua abitazione il garage del vicino, senza acquisirne la proprietà, è conveniente oppure se le maggiori tasse che pagherà e spese di manutenzione che sosterrà saranno superiori al vantaggio che ne potrà trarre, chiamerebbe a far da supporto alla sua decisione un impiegato generico (Marcello Mariani) e un designer-art director (Giuliano De Minicis), oppure chiamerebbe un geometra?

Ci sono in circolazione nelle Marche ottimi economisti del territorio, sindaco Mangialardi, che di certo un aiutino qualificato per stabilire costi e benefici dell'operazione avrebbero potuto darvelo. Anche aggratis, ovviamente. E tu chiami i primi due che passano di là? Mi dici che c'azzeccano con l'analisi costi-benefici?

Ma si possono far le cose in maniera così scorretta su questioni così tanto importanti? Sono basita! Se il bilancio del comune di Senigallia è così tanto fallimentare, grazie alle vostre gestioni allegre, non potete inventarvene una all'anno (e ciò spiegherebbe la fretta) per tamponare apparentemente i buchi: prima la vendita dell'asilo delle Mimose, poi la vendita del museo Giacomelli. ora la fusione per quattro soldi incerti, anziché portare i libri in tribunale e andarvene finalmente a casa...




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