Modello Sassuolo: gli italiani al centro del progetto

29/09/2016 - Il calcio italiano da anni soffre una situazione di stallo e questo è facilmente deducibile dai risultati della nostra nazionale. Gli europei appena trascorsi sono stati molto indicativi in tal senso: il nostro modo di lavorare nel calcio è ancora notevolmente indietro rispetto ai restanti paesi europei.

Ma quello che tutti si chiedono: i nostri vivai non sfornano più talenti? Non ci sono più calciatori italiani come un tempo? Gli stranieri sono meglio di noi? Domande lecite, ma che devono essere affrontate con estrema chiarezza.


Ormai è consuetudine guardare il campionato italiano e vedere rose e formazioni composte da più stranieri e pochi italiani. Basti pensare a squadre come l'Inter, vincitrice della Champions League nel 2010 senza avere un solo italiano nell'undici titolare. Squadre blasonate come la Juventus e il Milan che hanno come top player giocatori d'oltreoceano. Gli italiani bravi ci sono, quello che manca è la voglia e l'attesa di valorizzarli, come avviene nei campionati esteri. Le squadre più quotate in spagna, Barcellona e Real Madrid, hanno un organico composto da moltissimi nazionali, i quali hanno vinto tantissimi con la nazionale spagnola. Esempio analogo con le squadre inglesi che ogni anno sfornano campioni dalle proprie cantiere e che diventano punti fermi di quelle squadre per diversi anni. 


Ad oggi, in Italia, l'unica squadra a valorizzare i nostri talenti è il Sassuolo. I neroverdi guidati da Eusebio Di Francesco hanno incantato mezza penisola, prima con una meritatissima salvezza e poi con una qualificazione europea storica. Oggi, ad essere incantati non siamo solo noi italiani, perché il "modesto" Sassuolo, quello composto quasi completamente da italiani, incanta l'Europa a suon di gol, vittorie e calcio. Il modello Sassuolo, e tutto il lavoro svolto in questi anni, rappresenta un modello di valorizzazione calcistica che in Italia manca da anni. Non parliamo di un modello stile blaugrana, non si prendono ragazzini dodicenni e si insegna loro il tiki-taka, ma di un progetto al cui centro ci sono talenti made in Italy, dove gli italiani non sono un’eccezione, ma sono la regola. Parliamo di calciatori magari non conosciutissimi, ma che hanno esperienza. Altri meno esperti ma messi in condizione di fare bene, di essere valorizzati e di incantare a suon di gol, vittorie e calcio. Un modello che alla lunga porterà a togliersi parecchie soddisfazioni in Emilia. Ora che il Sassuolo è diventata una realtà consolidata, potete consultare la classifica della Serie A sul sito www.casinoescommesse.it per rendervene conto, non può che migliorare di anno in anno e magari, chissà, riuscire anche a giungere in Champions League. Per non parlare poi di un sogno stile Leicester, di difficile realizzazione, non c’è dubbio, ma non impossibile.





Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2016 alle 18:01 sul giornale del 29 settembre 2016 - 180 letture

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