La Bucari sulla richiesta di materiale in classe: "Scuola e famiglia siano sempre collaborativi, mai antagonisti"

simonetta bucari 23/09/2016 - L'assessore all'istruzione Simonetta Bucari replica allo sfogo del genitore che ha lamentato le richieste, da parte degli istituti scolastici, di fornire materiale didattico e non solo come pennarelli, carta igienica, fazzoletti, colla, ecc...

"La scuola è una risorsa fondamentale ed indispensabile per la società in quanto luogo di crescita civile e culturale. Per una piena valorizzazione della persona occorre un'alleanza educativa tra docenti, alunni, genitori ed Istituzioni locali, per acquisire non solo contenuti e competenze, ma anche valori tesi a sviluppare la responsabilità personale, la collaborazione, l’educazione e la formazione dei cittadini dell’oggi e del domani.

Una azione coordinata tra famiglia e scuola, nell'ottica della condivisione di principi e obiettivi, è l’unica strada percorribile per favorire il dialogo e il confronto e affrontare e superare insieme eventuali difficoltà che inevitabilmente la realtà di ogni giorno comporta. Occorre che Scuola, Famiglia ed Ente Locale, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, siano sempre collaborativi, mai antagonisti e costruiscano così un'importante alleanza formativa.

Occorre anche che ogni soggetto faccia la sua parte nel rispetto delle norme vigenti. Il Comune fornisce alle scuole materiali di pulizia e di igiene per gli studenti e lo fa con una ripartizione proporzionale di fondi tra i 4 Istituti Comprensivi. Il Comune promuove e sostiene economicamente i percorsi educativi e formativi inclusi nel POFT, ( progetto lettura, progetto teatro, progetto cinema, progetto fotografia, progetto archeologia, educazione ambientale, educazione alla cittadinanza, educazione stradale,) percorsi offerti a tutti i nostri studenti con l’obiettivo di arricchire ed integrare i curricola scolastici, fornendo maggiori opportunità culturali.

I Consigli di Istituto delle singole scuole, secondo la legge 296 del 2006, possono deliberare autonomamente contributi scolastici volontari e detraibili. Contributi rendicontabili in modo accurato e trasparente, utilizzabili spesso per il reperimento di materiale di consumo, fotocopie, manutenzione o acquisto di sussidi tecnologici o di piccole attrezzature per laboratori o…, elementi tutti non indispensabili al servizio scolastico, ma di ausilio alla didattica.

Così come non indispensabili sono i fazzolettini o lo scottex spesso richiesti dagli insegnanti, che sono andati man mano sostituendo il fazzoletto di stoffa, nella tasca del grembiule che le nostre mamme mettevano o l’asciugamano di stoffa posto un tempo nello zainetto… Sono scelte dettate dai costumi che cambiano, ma certo non obbligatorie, di sicuro non può il Comune fornire fazzoletti da naso per tutta la popolazione scolastica, così come asciugamani per tutti i bambini.

È vero la scuola ha reso nel tempo sempre più essenziale la sua spesa, pertanto la collaborazione con le famiglie è oggi assai preziosa e sempre più spesso docenti, alunni, genitori, nonni si trovano insieme a cooperare per la manutenzione dell’orto scolastico, per la tinteggiatura delle aule, per l’organizzazione di feste di beneficenza, per l’acquisizione di materiale didattico,… Sono contributi volontari e liberi, che testimoniano le buone pratiche sinergiche tra scuola, famiglie e territorio che rendono le nostre scuole sempre più comunità dove si apprende il concreto prendersi cura di sé, degli altri e dell’ambiente in cui viviamo. Confidiamo quindi che l’alleanza Scuola, Famiglia, Istituzioni e Territorio possa consolidarsi sempre più confermando l’eccellenza delle nostre scuole".


da Simonetta Bucari
assessore alla pubblica istruzione




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-09-2016 alle 09:38 sul giornale del 24 settembre 2016 - 2097 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, Simonetta Bucari

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Certo è sconcertante quanto voi politici non riuscite a capire quando stare zitti e quando parlare.

Un genitore denuncia lo sconcertante caso dei bambini piccoli che si devono portare la carta igienica da casa e voialtri fate un pippone sulla collaborazione?

Gli assessori sono parte della giunta, che detengono il potere esecutivo, ovvero di amministrare.

Ora, con tutta la fantasia possibile, cosa cavolo state amministrando, in ambito scolastico? I nome da cambiare sulle targhe?

Ogni tanto non replicare, da palazzo mangialardi, potrebbe essere saggio.

Il problema non è che le famiglie contribuiscano alla scuola, è il modo pidocchioso e faticoso che viene loro richiesto.
Quanto costa un anno scolastico di un bambino? Dovrebbe aggirarsi nell'ordine di qualche migliaio di Euro. E allora perché fare i pidocchiosi e chiedere di comprare 5 Euro di carta igienica per i bagni?

Intendiamoci, non ci sarebbe niente di male se alle famiglie venisse chiesto un contributo monetario. Se andiamo dal medico ci viene richiesto un ticket (di "compartecipazione alla spesa sanitaria") e potrebbe esserci un ticket anche per la scuola, non ci sarebbe niente di male.

Ma dovrebbe essere un ticket serio, possibilmente misurato sulla base dell'ISEE della famiglia, non questa elemosina che dà alle famiglie l'idea di una scuola che viene lasciata all'abbandono.
Provi quindi a pensare l'assessore se, andando a lavorare in comune, si dovesse portare la carta igienica, che cosa penserebbe del suo ente?

angelo pagliarani

24 settembre, 08:32
la scuola ha bisogno di più attenzioni dalle istituzioni; i cittadini già pagano abbastanza tasse e non trovo giusto dover contribuire anche facendo portare la carta igienica, il sapone, la carta per fotocopie, ecc.!

luigi alberto weiss

24 settembre, 08:59
Ma quante parole vuote per coprire un dato di fatto: la scuola PUBBLICA ha sempre meno soldi e risorse per funzionare come richiesto in una nazione CIVILE, dove l'istruzione e la formazione sono tenute in considerazione come si deve. Una mostra di meno e qualche pennarello di più, grazie.,

garbini m.luisa S.610

24 settembre, 17:38
Commento sconsigliato, leggilo comunque