NeTaTwOrK. Progettisti di Reti (d’impresa) cercansi

22/09/2016 - Sembrerebbe un annuncio di ricerca di una particolare figura professionale, in realtà Marta Barchiesi, artigiana ostrense, creatrice di articoli di bigiotteria, nell’intervista rimarca la mancanza di soggetti competenti (studi professionali, associazioni di categoria, enti vari) che aiutino le imprese a fare networking. E’ molto difficile, infatti, che piccole attività scoprano da sole le giuste aggregazioni per proporsi su mercati più ampi.

Marta, nel corso degli ultimi anni hai avuto modo di partecipare ad alcune iniziative di rete. Che cosa non ha funzionato?

Nel 2012 e 2014 ho partecipato ad alcuni corsi sul miglioramento della qualità della vendita che erano centrati sulla creazione di una rete di aziende, commerciali ed artigianali, al fine di favorire e promuovere la collaborazione: le attività presenti erano eterogenee ma la voglia di agire come rete c’era. Probabilmente il progetto improntato non è proseguito a causa della mancanza di un supporto pratico ed esperto che ci guidasse verso una solida rete di attività. Inoltre alcune di esse, nel frattempo, hanno cessato di esistere, per cui anche la loro iniziale partecipazione si è rivelata inutile.

Vedi possibile che nella tuo settore possano nascere iniziative di aggregazione e/o integrazione nel Wedding, della Moda e similari?

Credo che ci vorrebbe una migliore interazione tra le attività, capire i punti di forza di ognuna ed utilizzarli anche per migliorare le altre, sulla base di un progetto comune, studiato nei minimi dettagli e supportato da specialisti competenti. L’aggregazione è possibile solo se le attività sono affini ma diverse: purtroppo a volte la competizione settoriale è uno dei disagi che non permette queste collaborazioni.

Se dovessi progettare una rete d’imprese come ti muoveresti?

Se fossi un progettista di rete, dovrei prima trovare le aziende da mettere in rete, quelle che necessitano di maggiore supporto per un miglioramento concreto: una volta stabilito chi aderisce alla rete, si passa alla formulazione di un progetto da proporre, con costi e benefici pianificati. Il progettista deve avere ben chiaro il lavoro che svolgono le aziende, i loro punti di forza e debolezza: il progetto finale deve essere chiaro e strutturato, avere degli obiettivi precisi e tempistiche in cui valutare i risultati. Se bisogna valorizzare le aziende, ci vuole concretezza e serietà, oltre che specializzazione e poca approssimazione.

Come gli Enti potrebbero (Comuni, Regione, Gal) favorire questo processo?

L’aiuto dei comuni di appartenenza, per esempio, è fondamentale per completare la sinergia lavorativa poiché, utilizzando le loro competenze specifiche, si possono realizzare progetti utili non sono alle aziende ma anche e soprattutto alla comunità: lavorare insieme permette di ampliare la propria visione e di studiare strategie mirate per valorizzare il territorio.

Ritieni che un servizio di rete, come supporto agli operatori del territorio per la partecipazione ai bandi pubblici che concedono contributi alle attività, finanziamenti agevolati, realizzazione di attività di promozione e attività di formazione, possa essere utile?

Sarebbe un servizio sicuramente innovativo per il nostro territorio e quindi bisognerebbe sperimentarlo, soprattutto per le nuove imprese o quelle in fase di rinnovamento: purtroppo la comunicazione tra enti e aziende è debole e spesso non è mirata alle reali necessità di ciascuna attività, quindi un supporto di questo tipo consentirebbe di non disperdere le già poche risorse disponibili ma sconosciute a molti imprenditori, spesso non legati ad associazioni di categoria in grado di indirizzarli verso queste opportunità.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2016 alle 10:07 sul giornale del 23 settembre 2016 - 1563 letture

In questo articolo si parla di lavoro, alberto di capua, marta barchiesi e piace a alk

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aBsU

Leggi gli altri articoli della rubrica NeT aT wOrK