Perini, Progetto In Comune: i vantaggi della fusione Senigallia/Morro d'Alba

Maurizio Perini 16/09/2016 - Partiamo dal dato normativo: Ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge 8 giugno 1990, n. 142, al Comune di Senigallia in seguito alla fusione spetterebbe, per un periodo di 10 anni, un contributo straordinario pari al 20% dei trasferimenti erariali complessivamente attribuiti ai Comuni preesistenti, nel nostro caso una somma che si aggira fino ad un massimo di 2 mln di euro , ovvero fino a 20 mln di euro per quel lasso di tempo.

I benefici sono evidenti poiché oltre alle forti sovvenzioni economiche dallo Stato e dalla Regione, in questo caso è prevista la deroga al patto di stabilità, con la possibilità quindi di assumere nuove figure che migliorino l’operatività dell’Amministrazione. Va infatti ricordato che oggi per ogni 4 dipendenti comunali che vengono pensionati, soltanto uno può essere assunto. E’ evidente che questo danneggia comuni piccoli come Morro, ma ancora di più quelli medio grandi come Senigallia che fa numeri da grande città e per questo necessità di risorse umane adeguate.

I costi complessivi vengono ridotti grazie alle economie di scala realizzate sulle utenze, sui lavori, sui servizi per il cittadino; questo il motivo per cui lo Stato Centrale premia queste pratiche di fusione. Per non parlare del risparmio in termini di costi della politica; un solo Sindaco, un solo Consiglio, una sola Giunta, un solo revisore dei conti: tutti risparmi netti che comportano nuove risorse da reinvestire immediatamente sul territorio o da utilizzare per ridurre la pressione fiscale sui cittadini.

Qui entra in gioco la visione strategica di un progetto che politicamente si deve avere il coraggio di sostenere qualora si creda nell’idea che i due territori, uniti possano fare meglio che divisi. Sono assolutamente certo che Senigallia tragga beneficio dall’aver con sé Morro, con le sue tipicità enogastroniche ed artistiche, ma ancor di più Morro stessa beneficerà da questa operazione che le consentirà di utilizzare la Senigallia “Spiaggia di Velluto”, Città del Summer e del Caterraduno, come veicolo promozionale di quelle tipicità appena descritte, aprendo a prospettive nuove e positive.

Il confronto è tra chi ora intende dire un no fondato su motivazioni a volte incomprensibili , come la possibile ricandidatura dell’attuale sindaco Mangialardi - fatto questo che la legge attuale non consente - e chi invece intende affrontare questa sfida con una visione strategica di lungo periodo. In Consiglio Comunale prima di votare positivamente lo studio di fattibilità, ho citato l’esperienza drammatica del terremoto del 24 agosto scorso dicendo chiaramente che di fronte a possibilità di sviluppo come questa della fusione, noi amministratori non possiamo dire no.

I piccoli comuni sono in enorme difficoltà e dire no significa alimentare quella spirale negativa che li porta verso l’abbandono e la vulnerabilità. Altro aspetto fondamentale a determinare il mio sostegno alle ragioni del sì per il referendum del 23 ottobre prossimo, è la costituzione della Municipalità di Morro, ovvero un istituzione identica a quella esistente a Roma laddove dei Prosindaci si fanno rappresentanti delle esigenze e partecipi delle scelte che riguardano i propri territori, garantendo così quella autonomia e rispetto che un paese come Morro giustamente merita.

Condivisa anche la scelta secondo cui le risorse che arriveranno da Stato Centrale e Regione, saranno destinate al 50 % alla municipalità di Morro e per la restante parte indirizzate verso le frazioni di Senigallia, altrettanto bisognose di interventi strutturali per la sicurezza pubblica e privata. Ho la certezza che sia una scelta di lungimiranza politica e intendo sostenerla pubblicamente invitando i cittadini ad informarsi e a votare sì al referendum che il 23 ottobre consentirà a Morro e Senigallia di esprimersi in maniera determinante su questa possibilità.


da Maurizio Perini
consigliere comunale Progetto in Comune
 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2016 alle 11:06 sul giornale del 17 settembre 2016 - 1667 letture

In questo articolo si parla di politica, maurizio perini, fusione di comuni

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Commento modificato il 16 settembre 2016

Ed ora che sembra abbia ben letto ed approfondito lo studio di fattibilità, una minoranza - che sia una vera minoranza (perché chi si allinea alla volontà della maggioranza in modo così supino proprio non mi convince) - impieghi almeno un po’ del suo tempo istituzionale anche ad immaginare e ad approfondire quello che nello studio di fattibilità non è stato scritto!
Ad esempio, visto che sarebbe stato più logico rivolgersi, e cercare il consenso per una fusione (ai patti scritti in quel documento i vantaggi per il comune più piccolo sono talmente tanti che era impossibile pretenderne di più), ad un comune come Ostra, è stato fatto anche tale tentativo?

Se no, perché? A mio avviso, infatti, sarebbe stato ben più logico per tantissimi motivi, quali alcuni servizi già condivisi, una frazione (Casine) in comune, un’accessibilità assai più agevole, ecc.
Se sì, perché non è stato divulgato l’esito di tale confronto? Forse, se qualche ostrense (ma anche qualche montemarcianese) facesse sapere la sua opinione in proposito porterebbe indubbi vantaggi a chi ambisce ad esprimersi (o a far esprimere i propri elettori) con cognizione di causa al referendum del prossimo 23 ottobre.

Adessobasta Perme

17 settembre, 09:25
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Tita Cin

17 settembre, 09:46
Commento sconsigliato, leggilo comunque




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