Inaugurata la nuova area travaglio-parto dell'ospedale di Senigallia, 'Più riservatezza e familiarità'. Foto

10/09/2016 - Taglio del nastro per la nuova area travaglio-parto, presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dottore Nelvio Cester, dell’Ospedale di Senigallia.

L’area, inaugurata ufficialmente sabato mattina alla presenza del direttore dell’Asur Marche Alessandro Marini, del direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua, del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, del presidente della quarta Commissione regionale Fabrizio Volpini, del Vescovo di Senigallia Mons. Franco Manenti, della senatrice Silvana Amati, delle Autorità civili e militari, della Dirigenza e del personale dell’Area Vasta 2, entrerà in funzione entro settembre.

Si tratta di un risultato importante, frutto di 10 anni di lavoro, che - osserva il dottore Nelvio Cester- consente alla donna riservatezza ed un ambiente familiare in stretto rapporto con l’ostetrica”.

Nella nuova area travaglio-parto infatti, che si trova al 4° piano del nuovo monoblocco, il travaglio ed il parto avvengono nella stessa stanza personalizzata e separata dalle altre due stanze travaglio – parto. Inoltre, ogni stanza, è dotata di un bagno e di uno spazio per la presenza di un familiare.”Questo- spiega il direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia- per garantire la naturalità del parto, mediante l’utilizzo di una vasca da parto su richiesta, acquisizione di nuova strumentazione per evitare sofferenze e dolore non necessari (partoanalgesia) ed il rapporto individuale con l’ostetrica, che seguirà la donna dal travaglio al parto, e per rispettare i ritmi della donna e la sua fisiologia, in una sinergia, finalizzata al benessere della donna, tra la struttura sanitaria e le esigenze della gestante, con l’adattamento dell’assistenza al caso singolo”.

Non solo. La nuova struttura, in cui è stata predisposta una sala d’attesa per parenti e amici, permette di gestire le emergenze ostetriche, in quanto- conferma Cester- “è direttamente collegata con la sala operatoria della Ginecologia ed ha una stanza dedicata al monitoraggio intensivo del post – partum”. Infine, ci sono due isole neonatali per la gestione dei neonati critici, anche gemellari.

Il progetto,“realizzato in rete, in cui - sottolineano il direttore dell’Asur Marche Alessandro Marini ed il direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua- ognuno ha un suo ruolo per far funzionare il sistema sanitario regionale, senza concorrenza”, attua gli obiettivi descritti nella Carta Europea dei diritti del paziente ospedalizzato. “In particolare-conclude il dottor Cester- il diritto alla privacy e alla confidenzialità, al rispetto del tempo dei pazienti, all’informazione, al consenso, alla libera scelta, a un trattamento personalizzato, ma anche al rispetto di standard di qualità, alla sicurezza, al diritto all’innovazione”.

Soddisfatti e contenti anche il sindaco Maurizio Mangialardi ed il presidente della quarta Commissione regionale Fabrizio Volpini. “E’ un bel giorno per la nostra città- afferma il sindaco Maurizio Mangialardi- un giorno che segna la nostra rinascita”. “Non abbiamo ricevuto nulla di più di quanto dovuto- prosegue il primo cittadino- quello che viene investito oggi su Senigallia, è quello che ci era stato tolto. Se vogliamo che l’Area Vasta funzioni, bisogna porre le giuste attenzioni su Senigallia, seconda città per popolazione, e restituirle il ruolo che le compete”. “La territorialità e la prevenzione, al di là dei ritardi che la politica ha avuto in passato, sono fondamentali - dichiara Fabrizio Volpini- occorre trovare gli strumenti adatti per mettere in campo progetti concreti, che coinvolgano le istituzioni. E Senigallia, in tal senso, ha le carte in regola e può diventare un modello”.







Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2016 alle 19:36 sul giornale del 12 settembre 2016 - 7649 letture

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Saltato il taglio del nastro della bretella sud, eccolo di nuovo al settimo cielo, pardon, quarto piano, con quel paio di forbici che rischiavano di arruginirsi!!

garbini m.luisa S.610

11 settembre, 11:45
A quasi 7 anni dall'inaugurazione-fasulla-preelettorale del nuovo (invecchiato) monoblocco nel gennaio 2010 hanno l'impudenza della re-inaugurazione dell'ultimo piano con il "parto in acqua" .
s.tuttacanna

Italo Pelinga

12 settembre, 09:41
Chissà se lo stuolo di autorità che ha inaugurato la nuova sala parto dell’ospedale cittadino è consapevole che proprio a Senigallia, molto più che in altre realtà a noi vicine, occorrono 2 (due) anni per un esame diagnostico importante. Non si capisce dove stia la tanto decantata prevenzione, parola sempre sulla bocca dei nostri rappresentanti regionali. Non discuto che sia importante partorire nell’acqua, ma forse prima bisognerebbe avere, che so, un pronto soccorso decente (qualcuno è mai stato nella cosiddetta astanteria del pronto soccorso di Senigallia?) o una rete di medici di base degna di questo nome. Le "eccellenze" hanno senso solo se tutto il "normale" funziona. Il provincialismo è una malattia dalle molte facce e non è solo una questione culturale purtroppo.




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