Morro d'Alba: fusione con Senigallia, Fava: 'Ecco i perché di una scelta giusta ma all’apparenza impopolare'

Lista Morro d'Alba 06/09/2016 - Noi della minoranza consiliare di Morro d’Alba avremmo avuto molto da guadagnare da una opposizione dura contro questa fusione per incorporazione che sta nascendo con il Comune di Senigallia, ma anteponendo il senso civico ai personalismi abbiamo deciso di dare sostegno a questa opportunità che a nostro avviso porterà molteplici vantaggi al nostro territorio.

Quali sono quindi i motivi per i quali appoggiamo questa scelta rifiutandoci di cavalcare l’onda del dissenso? Le ragioni sono svariate! La prima e sicuramente la più importante è che noi, che siamo stati scelti per vigilare come opposizione sulle scelte amministrative, crediamo fortemente nella bontà dell’iniziativa e del progetto di fusione che si sta concretizzando. Ci crediamo come cittadini ancor prima che come amministratori. Purtroppo non sempre il bene di una comunità deriva da scelte popolari. A volte, come in questo caso, bisogna passare sopra le ragioni del cuore che ci vorrebbero liberi, autonomi e indipendenti, per dare spazio a quelle della ragione che invece ci fanno capire come, anche senza una fusione, la nostra autonomia è ridotta al nulla: amministrare l’ordinario senza poter dare un contributo alla crescita del nostro territorio. La situazione nel tempo è stata sicuramente aggravata da scelte sbagliate e da incapacità amministrativa, condizione che a Morro d’Alba perdura almeno da venticinque anni, ma al contempo anche Comuni che hanno mostrato un grande dinamismo e che sono stati in grado di uscire dal seminato si trovano nella nostra stessa condizione e nel giro di pochi anni saranno completamente bloccati negli investimenti come noi oggi.

Nei nostri programmi elettorali il primo punto è sempre stato la fusione dei Comuni. Per troppo tempo siamo stati i soli a parlarne ed abbiamo sempre indicato questa opportunità come l’unico modo per superare i problemi e dare un futuro migliore alla nostra popolazione (basta verificare gli interventi effettuati da Franco Fava - dal 2008 - nei Consigli Comunale e dell’Unione dei Comuni e l’assemblea pubblica sulla fusione dei piccoli Comuni da noi organizzata il 29 marzo 2015 nell’auditorium di Santa Teleucania). Ovviamente abbiamo lavorato per anni sull’ipotesi a tre con i membri dell’Unione (l’amministrazione di Belvedere Ostrense si è sempre opposta in maniera netta), con l’aggiunta di Monsano dopo la parziale apertura degli ultimi otto mesi. Se in tutto questo tempo non si è riusciti ad avviare nemmeno uno studio di fattibilità su questa ipotesi, come possiamo credere che le cose possano cambiare nel prossimo futuro? Quando i nostri concittadini ci vengono a chiedere i motivi per cui si presenta solo la possibilità di fusione per incorporazione con il Comune di Senigallia e non quella con i piccoli Enti limitrofi la risposta è semplice: ad eccezione forse di San Marcello i nostri “vicini di casa” non si sono voluti mai nemmeno sedere attorno ad un tavolo per discuterne (ed il tempo per realizzare la fusione con i vantaggi attuali scade il prossimo 31 dicembre, quindi bisogna salire su questo treno al volo).

Nessun obbligo di legge ci impone questa fusione, anche perché se esistesse non ci sarebbero gli enormi incentivi attuali, ma quest’ultima è utile per il nostro futuro. Per capire a fondo i motivi di tale scelta bisogna prima dare risposta ad un’altra domanda: Senza la fusione cosa succede?

- Morro d’Alba non fallirà ma sicuramente avrà una salute molto, molto precaria. Se qualcuno ha seguito l’approvazione dell’ultimo bilancio consuntivo, si sarà accorto come la nostra Amministrazione ha dovuto sfruttare tutte le opportunità consentite dalla legge per presentare un documento che rispettasse i paletti dati dal patto di stabilità, ed ogni anno si dovranno fare sempre salti mortali più grandi per rientrare in tali vincoli;

- con le imposte e le tasse già oggi ai livelli massimi, l’unica via possibile è quella di ridurre i servizi e gli investimenti (ad oggi massimo 130.000 € all’anno) per mantenere in piedi la struttura comunale. Dovremmo chiederci cosa ci staranno a fare un Sindaco, una Giunta, un Consiglio Comunale quando non saranno più in grado di offrire servizi ai propri concittadini;

- già oggi vediamo la lentezza di intervento anche per le più banali manutenzioni, dettata dalla carenza di fondi e di personale operativo. Due anni per installare un dissuasore di velocità davanti la scuola materna, anni di attesa per i piccoli interventi ai parchi giochi e al decoro del centro storico, etc.. La comunità di Morro d’Alba deve chiedersi se veramente vuole far crescere i propri figli in questo stato e con un trend in peggioramento o vuole provare a svoltare e creare per loro l’ipotesi di un futuro migliore;

- il nostro territorio si sta già svuotando, il trend demografico è in calo, questa è un’aggravante che rischia di velocizzare la riduzione dei servizi collettivi. Una riduzione dei servizi può senza dubbio causare un ulteriore calo della popolazione. Si rischia di innescare un meccanismo che ci porterà ad essere realmente solo un paese dormitorio sulla via di collegamento tra Senigallia e Jesi. E questo a nostro avviso potrà arrestarsi e migliorare in caso di fusione con Senigallia;

- la promozione del nostro vino, che tanto lavoro e turismo porta sul territorio, non può più essere lasciata al solo buon lavoro dei produttori. Essi hanno bisogno di un sostegno forte da parte dell’Amministrazione Comunale sia in termini di iniziative pubblicitarie, sia in termini di servizi per attirare i visitatori. Lo stato attuale delle nostre finanze non consente di dare un contributo efficace a tale scopo, per cui anche una crescita sul filone del Lacrima rischia di essere più lenta di quello che tutti auspichiamo (mentre Senigallia rappresenta un volano promozionale e pubblicitario enorme);

- si dovrà comunque trovare una via per l’aggregazione dei servizi che sia più efficace ed efficiente dell’attuale Unione dei Comuni che, nata il 10 agosto del 2000 come principio di aggregazione per arrivare in 10 anni alla fusione tra i tre Enti, sta fallendo alla sfida del tempo. Ad oggi essa può essere considerata una sovrastruttura che gestisce alcuni servizi in forma associata ma che non consente di prendere decisioni serene, veloci e positive anche sui problemi più banali e con oneri esagerati a carico dei nostri concittadini.

Invitiamo tutti gli elettori di Morro d’Alba e Senigallia ad informarsi ed analizzare bene lo studio di fattibilità che offre tante risposte concrete ai dubbi che giustamente ognuno può nutrire.

Noi riteniamo che l’accordo raggiunto sia ottimo sotto ogni profilo per entrambe le parti e le nostre disponibilità per le spese correnti aumenteranno nei prossimi dieci anni di dieci volte nella peggiore delle ipotesi e di venti volte secondo la normativa attuale.

Vorremmo infine concludere con un paio di citazioni. La prima, come scriveva Altiero Spinelli a Ventotene nel 1942: “il mondo si divide tra innovatori e conservatori”; noi siamo dei convinti innovatori e lasciamo al Comitato per il NO il ruolo di soggetto autenticamente conservatore. La seconda, come diceva De Gasperi: “un politico guarda alle prossime elezioni mentre uno statista alle prossime generazioni”; noi non ci sentiamo sicuramente statisti ma il nostro obiettivo non può essere quello di mantenere una poltrona su una barca che affonda, preferiamo bensì essere semplici cittadini di un territorio che torna a correre.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2016 alle 21:16 sul giornale del 07 settembre 2016 - 2007 letture

In questo articolo si parla di attualità, morro d'alba, senigallia, fusione, lista Morro d'Alba e piace a venturapaolo Daniele_Sole

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Tanto di cappello a questo intervento.
Non conosco la realtà di Morro, ma sono ben lieto di accogliere nel nuovo comune cittadini e (forse) amministratori così.

Adesso Basta!

07 settembre, 09:23
Visione un po' ottimistica...considerando che le risorse finanziarie messe in campo dal Governo risultano finite e non è detto che il fondo verrà rifinanziato, nel qual caso, si procederà in ordine di arrivo delle domande di fusione, quindi Senigallia-Morro, sarà all'ultimo posto e di nuovo potrebbe esaurirsi prima il fondo. Quindi non c'è garanzia di avere quei soldi che, nella relazione tecnica, redatta dal Comune di Senigallia, risultano invece certi, cosa non vera, come non è vero che sono 2 milioni di euri per 10 anni, sono al massimo 2 milioni per 10 anni.
Inoltre, in un'ottica di razionalizzazione, perchè mantenere un doppione del Consglio Comunale: uno a Senigallia ed uno a Morro, creando una municipalità per 1900 abitanti, quando ci sono frazioni come Marocca con 6.000 abitanti che non hanno tale privilegio. Serve solo a mantenere le poltrone dei trombati della politica morrese? Non ci siamo proprio con questa fusione, alla quale non sono contrario, ma non può essere fatta in questo modo.




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