Fusione con Morro d'Alba: il Consiglio Comunale di Senigallia dice sì

maurizio mangialardi 02/09/2016 - Il Consiglio Comunale ha approvato il progetto di fattibilità della fusione per incorporazione del Comune di Morro d'Alba con Senigallia. Il documento è passato nella seduta di venerdì pomeriggio con 16 voti a favore, tre contrari e due astenuti.

Un via libera che apre la strada a nuove prospettive anche se sul versante di Morro d'Alba i cittadini sembrano alquanto divisi, con la costituzione anche di un comitato contro il procedimento. Senigallia intanto la sua posizione ufficiale l'ha presa. Il sindaco Maurizio Mangialardi nel commentare lo studio di fattibilità (nel pdf sotto) ha sottolineato "il valore aggiunto per il terriotorio" rappresentato dalla fusione per incorporazione con Morro d'Alba, che "non perderebbe la sua identità, il suo gonfalone, le sue specificità" e che resterebbe come Municipalità.

L'ultima parola spetterà ai cittadini che saranno chiamati ad esprimersi con un referendum consultvio rispetto al quale il primo cittadimo mette in guardia. "I contrari devono pensarci bene -ha detto Mangialardi- se vincesse il no il nostro comune non potrebbe ricorrrere a questo strumento, per procedure analoghe o simili, per dieci anni. Ma non solo. Anche le opportunità di crescita derivanti da una comune sinergia verrebbero meno".

L'operazione se andasse a buon fine porterebbe nelle casse comunali circa 2 milioni di euro che il primo cittadino, anche senza troppi giri di parole, ha fatto capire come potrebbero essere impiegati. "Se vincesse il no al referendum ad esempio, perderemmo l'opportunità di realizzare il nuovo raccordo a Sant'Angelo con la complanare, da tanti invocato a gran voce. Rispetto poi ai timori sollevati da alcuni sul'incidenza che Morro d'Alba avrebbe sulle scelte del Comune, mi sento di rassicurare. Il documento di fattiblità parla chiaro e certamente Morro d'Alba avrebbe l'ultima parola su tutti quei capitoli di bilancio, ad esempio, che afferriscono il loro territorio".

In conclusio Mangialardi lancia un monito. "Se al referendum vincesso il no noi resteremmo come ora, ma qualcuno forse avrebbe di meno". La palla passa ora a Morro d'Alba dove il dibattito tra i favorevole e i contrari è accesissimo.



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Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2016 alle 20:24 sul giornale del 03 settembre 2016 - 4015 letture

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Commento modificato il 03 settembre 2016

Personalmente la ritengo una buona idea e anzi mi spingo più avanti:
Poichè la nostra Diocesi è interprovinciale e comprende anche comuni della provincia di Pesaro-Urbino, vedrei con favore in questo discorso, comuni come Mondolfo che assieme a Marotta, diventerebbero cittadine satelliti, e Montemarciano. Anche Pesaro città, nel recente passato ha inglobato vari comuni viciniori, portando la sua popolazione a 94.000 abitanti circa. Un particolare esempio è l'Arcidiocesi di Fermo, che comprende oltre a comuni del fermano, ascolano e maceratese. La città di Civitanova Marche ha 40.000 abitanti contro i 37.000 del capoluogo Fermo. Se a livello religioso nessuno grida allo scandalo, credo che a livello civile, sia un buon motivo per razionalizzare le risorse, le spese e offrire servizi integrati ai cittadini. Avere nel nostro caso a titolo di esempio, 4 stazioni ferroviarie (Marotta, Senigallia, Marzocca e Marina), crea il presupposto per una Metropolitana di superficie, integrata con servizi urbani ed interurbani con i comuni dell'entroterra. Tra qualche anno, quando sarà attivata la Regione di Mezzo, tra le Marche, l'Umbria e la Toscana, le attuali Provincie si trasformeranno in territori con nuove connotazioni. Nel nostro piccolo, ci potremmo inventare il Cemisino, ovvero un'area che parte da Senigallia fino a Fabriano che comprendono i fiumi Cesano, Misa ed Esino (Cemisino) e le rispettive vallate.
Il detto: l'Unione fa la forza, in questo caso è il meglio che si possa desiderare.
Leonardo Maria Conti

luigi alberto weiss

03 settembre, 08:56
Le diocesi non mettono bocca sull'organizzazione della sanità, delle scuole, dei trasporti pubblici, della viabilità, dei servizi sociali e via discorrendo, per cui la loro articolazione lascia pressochè indifferenti i cittadini
Questa smania di avere grandi agglomerati amministrativi non si capisce a cosa punti, se non a una centralizzazione dei governi locali che pian piano cancellerà quelle "autonomie locali" che sono fondamentali per lo sviluppo del territorio. Certe esperienze fin qui vissute per settori particolari (vedi la sanità) dimostrano chiaramente l'incapacità culturale dei politicanti di casa nostra e dei loro fans, di elaborare politiche d'intervento efficaci per tutto il territorio, finendo per prendere decisioni sbilanciate sempre a favore del più "grosso" (pochi anni fa c'era un sindaco della valle del Misa-Nevola che parlava sempre di "Comune capofila").
Queste presunte Unioni vengono sollecitate sulla spinta di veri e propri ricatti, specie sul piano economico-finanziario, come dimostra questo piano di fattibilità messo a punto, guarda un po'!, da Senigallia e su strumentalizzazioni ridicole. Se l'uscita di Sant'Angelo della complanare è necessaria, va fatta senza legarla alla fusione con Morro d'Alba.

Adesso Basta

05 settembre, 09:34
Verrà creata una nuova municipalità con un Prosindaco ed un giunta a Morro... ma non si dovevano razionalizzare le spese? abbiamo Marzocca con circa 6000 abitanti senza municipalità e la facciamo a Morro che ha 1900 abitanti scarsi? Gli accordi politici non possono prevalere sul buonsenso.