Fusione con Morro d'Alba: Mangialardi, "Lavoriamo per dare risposte a due territori"

maurizio mangialardi 29/08/2016 - “Ogni progetto messo in campo da questa amministrazione ha sempre avuto come filo conduttore il bene comune della città, come dimostrano anche le recenti inaugurazioni della nuova piazza Garibaldi e della Complanare. Questa operazione, che abbiamo avviato con la massima trasparenza da alcune settimane, non fa eccezione.

Ciò che stiamo discutendo con gli amministratori di Morro d’Alba, è la possibilità di arrivare a una fusione per incorporazione che porterà significativi benefici a entrambi i territori, completandoli e valorizzandoli a vicenda, in particolare sul terreno dell’offerta turistica enogastronomica. Ovviamente, l’obiettivo è anche quello di razionalizzare la spesa pubblica e migliorare la gestione dei servizi. È importante inoltre specificare che la città non cambierà nome: resterà il Comune di Senigallia e la municipalità di Morro d’Alba”.

Così il sindaco Mangialardi, sul processo avviato per la fusione per incorporazione tra Senigallia e Morro d’Alba. “Poi – continua il sindaco – come spesso accade, quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Mentre Regioni ed enti locali discutono ovunque forme di modernizzazione della pubblica amministrazione per far fronte alle difficoltà finanziarie e garantire o migliorare la qualità dei servizi, non manca mai chi, anziché dare il proprio contributo, preferisce giocare allo sfascio con mistificazioni e insinuazioni che nulla hanno a che fare con il tema in discussione. Questo, purtroppo, è l’unico senso che riesco a dare a certe dichiarazioni da parte di alcuni esponenti dell’opposizione apparse ieri sulla stampa locale circa la relazione tra la fusione per incorporazione con il Comune di Morro d’Alba e un mio terzo mandato elettorale”.

“Il progetto a cui stiamo lavorando – conclude Mangialardi – ha una grande visione, difficilmente comprensibile, me ne rendo conto, a chi è abituato a ragionare esclusivamente sul proprio piccolo tornaconto personale. Se devo essere sincero fino in fondo non ho pensato neppure per un secondo all’esistenza di un legame tra il provvedimento che stiamo costruendo e una presunta mia ricandidatura. Non credo tra l’altro sia possibile. L’unica cosa che so con certezza è che il progetto di fusione mira a dare risposte concrete, immediate e di prospettiva, ai due territori”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2016 alle 14:34 sul giornale del 30 agosto 2016 - 3244 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di senigallia, morro d'alba, senigallia, fusione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aAD3


Boh se si parla di fusione di comuni ma allora aveva ragione a mettere insieme Morro con Montesanvito e San Marcello oppure Senigallia e Trecastelli.

angelo pagliarani

29 agosto, 15:28
le fusioni hanno senso solo fra territori con stesse esigenze e analoghi problemi da risolvere! cos'hanno in comune senigallia e morro d'alba? questa fusione non s'ha da fare!

Non ho competenze tali da poter stabilire se, un’eventuale accorpamento di Morro d’Alba nel comune di Senigallia, possa apportare benefici o meno; so di certo che non hanno radici comuni a cominciare dal dialetto.
Senigallia infatti segna il confine linguistico tra le lingue gallo-italiche, di cui il senigalliese fa parte, mentre a Morro d’Alba già si parla un dialetto italiano mediano
( https://it.wikipedia.org/wiki/Senigallia https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_parlate_in_Italia )
Storicamente poi Senigallia fino al 1631 era parte del Ducato di Urbino, anno in cui con la morte di Francesco Maria II della Rovere che non aveva eredi, ci fu la devoluzione dello stesso allo stato pontificio.
Morro d’Alba invece appartenne ininterrottamente dal 1213 al 1808 alla città di Jesi.

Fa male leggere di operazioni che non sono supportate da giustificazioni alcune e che non fanno altro che manifestare da parte di una parte il rinunciare alla propria storia, cultura, tradizioni, sacrificando tutto su un altare non ben definito se non con l'aspettativa di qualche soldo in piu', senza tener conto che il risultato sara' quello di una fagocitazione da parte del piu' grande sul piu' piccolo, dove questi diventera' una periferica frazione (ultima) di un vasto territorio che ha gia' tanti problemi propri da risolvere. Riflettete gente, riflettete!

Morro d'Alba non ci guadagna niente salvo evitare la fusione con i vicini rivali, che invece sarebbe molto più sensata

luigi alberto weiss

30 agosto, 10:22
Quante se ne fanno per compiacere il capo e sperare così di entrare nell'elenco dei probabili sindaci fidati da nominare per il "nuovo" Senato proposto dalla coppia Boschi-Verdini.

Le ragioni storiche di Ettore sono incontrovertibili. Ma geograficamente il territorio di Morro è quasi incastrato dentro quello di Senigallia.
In ogni caso un comune di nemmeno 2.000 abitanti non ha motivo di esistere. Se fondersi con Senigallia, Jesi o con San Marcello e Belvedere... lo decideranno gli abitanti. A me, senigalliese, inglobare Morro non dispiace, ma in fondo non credo cambi molto.

Caro Drago, cambia eccome. Cambia non solo per Senigallia o Morro D'alba, ma soprattutto per tutta la valle Misa-Nevola. Un passo in questa direzione inevitabilmente taglia fuori da un progetto comune le piccole realtà come Ostra Vetere, Barbara, Castelleone, Corinaldo. Se Senigallia forza la mano e si fonde con Morro d'Alba la vallata da sola che fa? Sta a guardare?

Già la fusione di Trecastelli è stata affrettata in qualche modo, ma comunque pioneristica.

Tutto vero quando dici che un comune di 2000 abitanti non ha senso che esista (ovviamente senso "amministrativo" e non storico o di appartenenza) ma non possiamo fare "fusioni a caso".

Se si vuole veramente parlare di "offerta turistica enogastronomica" allora facciamo una vera Unione comunale da Senigallia a Arcevia. Ma che funziona. (vedi l'unione comunale della Bassa Romagna - 9 Comuni e 104.000 abitanti - http://www.labassaromagna.it/) E poi, quando abbiamo una cultura dello "stare insieme" allora ragioniamo su un Comune unico di vallata. Uno da 100.000 abitanti. Ma forse sogno ad occhi aperti.

Sai Jimmi che l'idea del comune unico mi piace davvero!
Penso che, per gradi, sia questo l'obbiettivo da raggiungere.

Uèèè, 500 anni fa il duca di Urbino Francesco Maria, ha provato a conquistare Corinaldo per annetterla al ducato di Urbino, non ci è riuscito.
Non ci riprovate che ci arrocchiamo di nuovo...




logoEV