Mangialardi sulla complanare: "Obiettivo che sembrava impossibile"

23/08/2016 - È ormai iniziato il conto alla rovescia per il 26 agosto, giorno che porterà all'attesa inaugurazione della bretella sud per completare il progetto della Complanare.

Una data destinata a restare nella storia di Senigallia e che, dopo quasi cinquant'anni di dibattiti relativi all'alleggerimento del traffico di attraversamento della città, carenza di risorse adeguate, idee e proposte mai realizzate - dall'arretramento della ferrovia da Ancona verso Nord alla costruzione di un nuovo tracciato dell'A14 verso l'interno, fino all'utilizzo dell'attuale tracciato autostradale come complanare - consegnerà ai cittadini un'opera volta a rivoluzionare il nostro sistema viario. Un obiettivo che sembrava impossibile e a cui quasi nessuno aveva creduto, ma che proprio per queste ragioni ci rende oggi ancora più orgogliosi della scelta fatta nel 2003 dall'allora sindaco Luana Angeloni, che seppe cogliere fino in fondo l'opportunità offerta da Società Autostrade in occasione dei lavori per la realizzazione della terza corsia, subordinando il parere favorevole sulla compatibilità urbanistica del progetto al finanziamento di due bretelle di collegamento al nuovo casello autostradale. Una scelta poi portata avanti con determinazione e grande capacità di visione dalle Amministrazioni successive che ho avuto l'onore di guidare, e talmente giusta e lungimirante da ottenere il voto unanime in un consiglio comunale del maggio del 2006.

Determinazione mai venuta meno neppure quando, come spesso accade in queste situazioni, sono iniziati a emergere i distinguo di chi antepone sempre il proprio piccolo tornaconto politico personale al bene comune. Infatti, dopo il voto del 2006, l'unanimità venne presto meno. Ci fu chi iniziò a promuovere ricorsi al Tar, con l'unico esito di rallentare il progetto o persino di metterlo a rischio, chi organizzò comitati, seminando senza reale fondamento ogni genere di dubbio tra la popolazione. Ma ci fu anche chi, come Roberto Turchetti, Luca Scattolini e altri i cittadini riuniti nel comitato di Borgo Coltellone, scelse la via del dialogo e del confronto costruttivo, ottenendo importanti risultati e contribuendo a migliorare significativamente l'intera opera. Per il futuro del progetto, però, la vera svolta fu la campagna elettorale del 2010, in cui affrontai la mia prima candidatura a sindaco: un vero e proprio referendum sulla Complanare, con i miei quattro sfidanti compattamente schierati a favore della sua cancellazione. Qualcuno la definì addirittura un ecomostro. Come finì quel "referendum" è noto. Il risultato fu la dimostrazione che stavamo procedendo sulla strada giusta. Oggi, dopo un iter tecnico, politico e amministrativo particolarmente complesso, che l'Amministrazione comunale ha portato avanti garantendo occasioni di confronto e approfondimento con i cittadini e dando seguito, laddove possibile, a soluzioni mirate a risolvere i problemi evidenziati (si pensi alle opere di mitigazione come le barriere antirumore integrate nel verde, all'asfalto fonoassorbente e ai boschi urbani di compensazione alle Saline e alla Cesanella), la Complanare è diventata realtà, con un progetto ecocompatibile e studiato per ridurre al minimo il consumo di nuovo territorio.

Non solo una strada interquartiere, ma un percorso, che pur assolvendo la funzione di collegare diversi punti della città, è anzitutto un'arteria di attraversamento che modifica profondamente il sistema viario esistente. Ben 8,5 chilometri, collegati con le due principali direttrici provinciali verso l'entroterra, l'Arceviese e la Corinaldese, e con il Polo ospedaliero, che sottrarranno i centri abitati che sorgono lungo la statale Adriatica dal traffico veicolare. Un progetto complessivo che guarda all'intero territorio e che ha compreso l'apertura del nuovo casello autostradale di Montemarciano, nato anche per intercettare il traffico pesante sulla statale 16, e il ribaltamento a ovest di Borgo Molino del casello di Senigallia, previsione che ha consentito di liberare completamente l'abitato dal traffico autostradale. Il tutto a favore di una viabilità più fluida, una maggiore sicurezza per residenti e automobilisti, e una più elevata qualità della vita, di cui a beneficiarne saranno anche i quartieri periferici che insistono nelle zone di via Capanna, via D'Aquino, Piano Regolatore, viale dei Pini, viale IV Novembre, via Leopardi, via Po, via Cellini e la zona di Borgo Molino, e l'economia cittadina, specialmente per ciò che concerne il settore turistico.

La definitiva apertura della Complanare inoltre consentirà di progettare nel prossimo futuro altri interventi sul sistema della viabilità cittadina, con l'obiettivo di svuotare sempre di più la città dalle auto e incentivare forme di mobilità sostenibile. Anche nord, si potrà iniziare a lavorare a una soluzione per liberare dal traffico anche il quartiere di Cesano utilizzando via Fiorini per completare il tracciato della Complanare stessa. In un certo senso, oggi più che mai, quest'opera è il simbolo di una città che guarda con fiducia al futuro, consapevole dei prestigiosi obiettivi già raggiunti e del suo ruolo nella scena regionale e nazionale, in linea con le migliori esperienze europee. Per tutto questo, mi sia consentito di ringraziare chi insieme a noi ha creduto nel progetto e ha reso concretamente possibile: Giovanni Castellucci, amministratore delegato Autostrade per l'Italia, l'ingegnere Alberto Selleri, il cui contributo è stato determinante per rendere il progetto ancora più compatibile, e l'ingegnere Placido Migliorino, del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per la grande disponibilità sempre mostrata nei confronti della città.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2016 alle 18:19 sul giornale del 24 agosto 2016 - 1261 letture

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luigi alberto weiss

24 agosto, 10:09
Ma come "obiettivo che sembrava impossibile"? Con l'amico ai vertici di Società Autostrade quando, insieme alla terza corsia, vennero progettate le complanari? Ma ci faccia il piacere e soprattutto la smetta con questa retorica della "pagina di storia". Ammodernare una città, migliorare un territorio non ha nulla di storico, ma è semplicemente il dovere di un amministratore pubblico verso la collettività.




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