Il 28enne indiziato per l'incendio al “Quindi? Caffè” torna a Senigallia violando l'obbligo di dimora: ai domiciliari con il braccialetto elettronico

22/08/2016 - Un 28enne originario di San Severo (FG), domiciliato a Senigallia, gravemente indiziato del reato di danneggiamento seguito da incendio aggravato, si trova ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

L’uomo infatti, che inizialmente era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora a Senigallia e successivamente alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di San Severo, ha trasgredito entrambe le prescrizione tanto che, in varie occasioni sino al 17 agosto scorso, è stato trovato a Senigallia. Pertanto il Gip, ritenendolo incapace di sottostare agli ordini impartiti dall’Autorità Giudiziaria, ha ritenuto indispensabile applicare la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Così lunedì i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Senigallia, che poco dopo le 3 della notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 marzo, avvertiti da una guardia giurata, erano intervenuti in via Pierelli davanti al ‘Quindi? Caffè’ dove c’era una Jeep Cherokee di un residente, parcheggiata ai lati della strada, che stava bruciando, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare.

Nel corso del sopralluogo, in cui s’ipotizzò subito un atto doloso, i carabinieri repertarono due flaconi di detersivo vuoti con all’interno residui di materiale infiammabile, verosimilmente benzina, ed acquisirono le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza che avevano ripreso un uomo, a volto coperto, mentre appiccava il fuoco in più punti dell’area esterna del bar.

Le successive indagini, dirette dalla Procura di Ancona, avevano poi accertato che la sera del 2 marzo l’uomo aveva avuto un battibecco con i titolari del locale poiché stava infastidendo alcuni clienti. E che, dopo l’invito ad allontanarsi, a cui aveva risposto con alcuni pugni e danneggiando sgabelli e altri oggetti presenti nel locale, se n’era andato.

Attorno alle 3 però, come dimostrano le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, l’uomo era tornato e, con il volto camuffato, utilizzando liquido infiammabile, aveva dato fuoco ad un angolo del gazebo, allo zerbino di ingresso del bar e ad una Jeep Cherokee di proprietà di un senigalliese che non c’entrava nulla con i fatti successi la sera prima.







Questo è un articolo pubblicato il 22-08-2016 alle 16:19 sul giornale del 23 agosto 2016 - 5249 letture

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