Arcevia: inaugurazione della mostra “Gnosis” del pittore Marco Pascarella

10/08/2016 - Arcevia ospiterà due avvenimenti tra loro felicemente correlati: l’avvio della prima edizione della rassegna “Le anime del paesaggio”, intitolata al botanico Gherardo Cibo, e l’inaugurazione della mostra “Gnosis” del pittore Marco Pascarella.

La rassegna, voluta dal Comune di Arcevia, quale omaggio alla figura e all’opera dello scienziato-artista del XVI esimo secolo, le cui opere sono diffuse tra prestigiose collezioni pur essendo egli rimasto quasi nell’ombra, si propone, nel tempo, di esplorare i molteplici aspetti, naturalistici e ambientali, storici, artistici, diffusi su un territorio in cui anche la volontà di puntare sulle eccellenze della produzione agroalimentare testimonia il perseverare di un armonico rapporto tra uomo e natura.

Un percorso culturale, quello dell’omaggio a Gherardo Cibo da parte di Arcevia, dove egli operò quando ancora la città si chiamava Rocca Contrada, che trova il migliore esordio nella personale di Pascarella “Gnosis” che, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Arcevia, sarà inaugurata sabato 20 agosto, alle 18.30, nel Centro culturale San Francesco.

Marco Pascarella, dopo aver sperimentato la ricerca informale, a partire dal 2010 inizia a soffermarsi sul tema della natura studiata nei suoi aspetti fenomenici e simbolici, nella sua grandezza capace di suscitare nell’uomo l’esperienza del divino. Le opere presentate sono frutto della ricerca svolta da Pascarella sulle forme dell’immateriale, avendo individuato quale terreno d’indagine la luce, declinata nel bagliore, nel riverbero che spezza e smaterializza l’unità della forma, e nell’ombra che è principio di ulteriore dissoluzione e perdita prospettica.

Nello sguardo pittorico di Pascarella, che pure ci consegna intatti e anzi enfatizzati i cromatismi dei cieli, delle nubi e del mare, non troviamo la semplice capacità di riprodurre sensazioni coloristiche che l’occhio registra bensì quella più intensa e profonda di rappresentare con i colori un’emozione, uno stato d’animo, di farci entrare in risonanza con il mondo che la sua pittura propone. Il colore diventa dunque tramite, luogo d’incontro, traduzione di una trasfigurazione, stupefacente strumento dell’artista per indicarci che le forme del visibile e del conoscibile sono sempre e comunque inesauribili. La faticosa meticolosità di questo suo lavoro è espressione di un bisogno personale, intimo, quasi di una “religione della pittura”.

Una pittura, come sottolineato da Gabriella Lalìa, scrittrice e curatrice della mostra, che trova forma nel “rapporto pascaliano con la maestà della Natura”. All’inaugurazione il sindaco di Arcevia Andrea Bomprezzi e l’assessore alla Cultura Laura Coppa daranno il benvenuto al pittore Marco Pascarella e ad altri esponenti del mondo della cultura e delle arti, tra cui l’artista milanese Sara Montani. L’esposizione di pittura proseguirà sino al 27 agosto.

Gherardo Cibo, le anime del paesaggio

Personaggio potente eppure sfuggente, un nobile che inizia a praticare il corso delle armi e poi trova nel contatto con la natura la propria inesauribile fonte d’ispirazione. Un intellettuale brillante, in rapporto con grandi menti dell'epoca, così poco interessato alla fama che le sue opere furono attribuite ad altri. Gherardo Cibo, scienziato e artista, nacque nel XVI esimo secolo forse a Genova, forse a Roma ma scelse di vivere e operare a Rocca Contrada, piccolo feudo annidato tra i monti, circondato da nove castelli a custodia di un territorio ancora oggi carico del fascino ammantato di discrezione di un paesaggio di Piero della Francesca. L'odierna Arcevia si riconosce in questo personaggio e ad esso intitola la rassegna “Le anime del paesaggio”.

Partendo dalla certezza che il paesaggio sia non solo un godimento estetico, il percorso annuale, che prende avvio con questa prima edizione, vuole esplorare secondo un taglio culturale trasversale i molteplici aspetti di questo territorio che, non a caso, fu scelto per rappresentare l'Italia nel progetto europeo Histcape di custodia e valorizzazione del patrimonio storico-rurale.

Il principe Gherardo Cibo (1512-1600), scrive Alfiero Verdini, è vissuto a Rocca Contrada in una abitazione dei Nobili Leoncini, contigua alla Chiesa di Santa Caterina di Alessandria (Corso Mazzini, 7), con la sorella Ortenzia, divenuta poi superiora del Convento Benedettino di Sant’Agata, e con la madre Bianca Maria Vigerio, vedova del principe Aranino Cybo, nipote del Pontefice Innocenzo VIII, su invito di Marco Vigerio II Della Rovere vescovo di Senigallia, fratello di sua madre. Fu disegnatore famoso, paesaggista, botanico, ricercatore. I suoi preziosi erbari, primi nel mondo occidentale, sono conservati in prestigiose collezioni tra cui la British Library di Londra e la Biblioteca Angelica di Roma. Nel 1590 per alleviare la terribile carestia, fondò il Pio Monte Frumentario o Banca del Grano.

 

 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2016 alle 17:37 sul giornale del 11 agosto 2016 - 1257 letture

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