Corinaldo: il complesso lavoro degli Uffici di Informazione ed Accoglienza Turistica

Valeria Valenti 02/08/2016 - Questa settimana ci siamo recati nell’Ufficio di Corinaldo ed abbiamo incontrato una sua Operatrice Valeria Valenti, guida turistica plurilingue e profonda conoscitrice del territorio.

Valeria, in sintesi cos’è uno IAT e che ruolo svolge?
La Legge Regionale del 2006 sancisce che i Comuni possono istituire punti di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT) al fine di assicurare assistenza e accoglienza turistica a livello locale, ed informazione sulla domanda e sull’offerta turistica.

Gli uffici IAT risultano dunque diretta emanazione dell’ente pubblico, ma non sempre, perché spesso vengono affidati, con procedure non omogenee a livello regionale e purtroppo non sempre trasparenti, a tutta un’altra serie di realtà.

Una di queste sono “Le associazioni Pro Loco iscritte all’albo regionale…che promuovono l’apertura di propri punti di informazione e di accoglienza ai turisti, e che possono usare la denominazione IAT… previo assenso del Comune e della Provincia competenti per territorio”; ma succede anche che le varie PA comunali affidino tale gestione alle poliedriche e polifunzionali cooperative sociali, anche non territoriali, diciamo per “reciproca comodità”.

Da questa non omogeneità di gestione scorgo qualche punto di debolezza…
Ho avuto il piacere di operare in questi anni negli Uffici di Ancona, Senigallia e Corinaldo, con passione immutata. Lo IAT direttamente gestito dalla PA svolge mera attività informativa con dei costi che i Comuni non sono più in grado di sostenere (almeno questa la motivazione ufficiale fornita a seguito di questa “pioggia” di affidamenti esterni) e senza possibilità di “fare cassa” per ammortizzare i costi di gestione e quindi la sopravvivenza e l’uniformità di servizio sono difficilmente garantite.

Le ProLoco invece, che in genere vengono risarcite previa rendicontazione annuale delle spese sostenute nonché anticipate, possono fornire attività satellite all’informazione pura, quali: gestione di bookshop, vendita di prodotti legati al territorio (dal prodotto enogastronomico, al servizio di guida turistica, dall’organizzazione di eventi al servizio di biglietteria sia essa teatrale o per il trasporto pubblico su gomma).
Da ultimo, la gestione degli IAT affidati a cooperative sociali anche non territoriali è ancor meno standardizzata ed uniforme, quindi di ancor più difficile descrizione, comprensione, controllo ed analisi.

Alcuni ritengono che l’idea di IAT, così come è stata concepita finora, sia superata….
Quella sicuramente superata è l’idea, univoca, di Turismo. Si parla ormai da anni di Turismi: multisensoriale, esperienziale (quest’ultimo ormai decisamente sorpassato, perché inflazionato e di difficile reale attuazione), sociale, accessibile, sostenibile. E chi più ne ha più ne metta.

In merito la regione Marche nel suo sito istituzionale www.turismo.marche.it ha fatto passi da gigante nella divulgazione turistica introducendo cluster molto attenti e mirati, smart in una parola: si naviga veleggiando tra spiritualità ed enogastronomia, tra biketourism e genius loci, con una bella rete che unisce le forze dei vari attori del territorio.
La mutata idea di turismo muta anche l’idea di turista, che non è più dunque, o non solo, quello che fa uno spostamento, più o meno significativo, per raggiungere la meta, nel nostro caso la regione Marche, ma è il residente, il local che diventa più curioso e desidera scoprire il suo territorio, per vederlo con occhi nuovi e consapevoli. Quest’ultimo entra in IAT per scoprire, per informarsi sul da fare, per conoscere, perché, a parer mio, l’occhio che non sa non vede.

Per esperienza vedo che il turista viaggiatore o il local, miei utenti per antonomasia per intenderci, cercano un rapporto con il territorio, preciso, tecnico, utile, sincero e reale quindi direi che lo IAT dovrebbe sempre più trasformarsi in URP, Ufficio Rapporti con il Pubblico, e potrebbe essere proprio questa la chiave di volta, la piccola ma possibile soluzione capace di quadrare il cerchio e far tornare i bilanci smunti delle piccole PA in pari.

Entrando nel mio IAT il pubblico può raccogliere le più svariate informazioni (con un accesso internet il mondo è dentro un click), consegnare documenti ufficiali, e perché no, acquistare il biglietto per uno spettacolo teatrale o per il bus.

Mi pare di capire che, a seconda del tipo di rapporto che il singolo IAT instaura con i vari stakeholders locali, il risultato del suo lavoro sul territorio cambia….

Essenziale è che i singoli operatori locali capiscano che lo IAT è risorsa sì per chi visita il territorio e necessita di attingervi informazioni, ma lo è ancor più per chi il territorio lo anima attraverso la trasmissione puntuale delle informazioni.

Mi spiego. Ora in IAT Corinaldo, dove attualmente dal 2009 opero, i vari gestori di attività, hanno afferrato la potenza di questo concetto e ci comunicano ogni loro attività e/o variazione in tempo reale, perché sanno che gli operatori IAT faranno il massimo, nello stesso tempo reale, per mettere queste loro attività, ordinarie o straordinarie che siano, a sistema, divulgandole attraverso tutti i canali possibili ed immaginabili. Alcuni esempi: l’informazione diretta verbale con l’utente, le tre bacheche fisiche, affisse sulla pubblica via a lato del nostro ufficio, ma soprattutto una potente divulgazione informatica, fatta di newsletter settimanali, pagine ufficiali sui vari siti social e pubblicazione su ogni portale informatico, dal sito della Regione Marche a quelli più tematici e di nicchia,

Quali competenze ed esperienze essenziali deve possedere un operatore IAT?
Debbono partire tutte da una inossidabile e curiosa capacità di ascolto, da unire ad elevate competenze informatiche (il già citato mondo in un click), linguistiche (personalmente parlo inglese, francese e tedesco), storico e culturali. A tal proposito e sicuramente sarà un caso, mi piace ricordare che i vincitori, primi due classificati, del concorso indetto dalla ProLoco Corinaldo che gestisce IAT Corinaldo, sono guide turistiche  autorizzate dalla Regione Marche. E non era conditio sine qua non essere in possesso di questa abilitazione tecnica professionale.

Infine esiste una rete territoriale degli IAT?
L’elenco ufficiale di quelli riconosciuti dalla regione Marche si può trovare al link http://www.turismo.marche.it/Guida/Uffici-informazioni-e-Accoglienza-Turistica ma va detto che, a causa della differente gestione ultima cui si è accennato, ognuno è un mondo a sé, dove il singolo operatore può, se vuole e se ne ha gli strumenti, fare la differenza.

Personalmente amo identificare la mia attività, compresa quella di guida turistica professionista, come un gomitolo morbido, un filo che unisce e crea un tessuto fatto di rapporti brevi, spesso irripetuti ma forti, un filo che guida fuori dal labirinto di informazioni che bombardano ogni attimo del nostro vivere, sintetizzandole, attualizzandole e umanizzandole con un sorriso. Io sono il filo del discorso, lo tengo ben saldo e cerco di non perderlo mai.
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2016 alle 10:10 sul giornale del 03 agosto 2016 - 2593 letture

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