Piazza Garibaldi: Severini risponde a Ciceroni, 'L’altra metà della storia'

27/07/2016 - Sono tra gli “storiografi” che ha dato un proprio contributo alla redazione del comunicato contro gli stemmi papali e rispondo allo “storico” Fabio Ciceroni, cui mi lega un sentimento di civile amicizia. L’Associazione da me presieduta è già entrata in una forma di protesta contro le scelte dell’Amministrazione comunale di Senigallia.



Riconosco i modi e le argomentazioni urbane del prof. Ciceroni, ma non condivido neanche una riga di quanto da lui affermato. Infatti, la protesta è nata, su iniziativa di quattro Associazioni, per contestare tutto ciò di cui il prof. Ciceroni non parla: un tutto che così ricapitolo.

1. Pio IX è stato uno dei pontefici più controversi e criticati dell’età contemporanea: nella sua biografia non c’è solo la dimensione del capo spirituale e dell’oblatore verso la sua città natale, ma anche quella dell’autocrate e carnefice che ha mandato a morte migliaia di patrioti, rei solamente di essersi battuti per un’Italia libera, democratica, repubblicana e laica, tutte “qualificazioni” che in un regime di sudditi come quello papalino non erano consentite.

Chi invocò l’intervento militare dell’Europa conservatrice e reazionaria per ritornare su quel potere temporale che aveva improvvisamente abbandonato? Chi sacrificò nel sangue la libertà italiana nata da elezioni a suffragio universale e poi suggellata, nel 1849, dalla nascita della Repubblica romana? Sanno i lettori quante migliaia di italiani morirono per effetto di questa invocazione papale, combattendo contro gli eserciti legittimisti di Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie?

2. Questo giudizio storico è stato reso possibile da decenni di ricerca scientifica condotta da storici laici e cattolici, unanimi nell’affermare tale giudizio sull’ultimo papa-re: chi ha trascorso lunghi anni in archivio, ha pubblicato ricerche scientifiche sul tema e si è confrontato ripetutamente con la cittadinanza e la comunità scientifica ha chiaro tale giudizio, chi invece ha maturato altri convincimenti sulla base di non so quali fonti o altro “uso pubblico della storia” merita il mio rispetto, ma soprattutto il mio fermo e deciso dissenso.

3. La protesta delle Associazioni cittadine è nata contro la decisione unanime e scriteriata del sindaco di omaggiare due autocrati con 52.000 euro del pubblico contribuente, in barba alle proteste, alle petizioni e a chi (tanti davvero) ha cercato, civilmente, politicamente e opportunamente, di fargli cambiare idea: le suddette Associazioni hanno distribuito martedì sera, in una piazza diversa ma non meno popolata di quella che per noi resterà sempre intitolata a Garibaldi, un opuscolo e una maglietta con la scritta 610 ovvero “Sei uno zero”, la scritta che gli amici e i parenti di Girolamo Simoncelli, unitamente a tanti senigalliesi, apposero in uno striscione la mattina del 29 maggio 1857 allorché Pio IX, in visita “diplomatica” nei suoi domini, si apprestava a benedire la folla dalla loggia comunale di Senigallia: fonti autorevoli attestano che il papa ne rimase profondamente turbato e sbigottito, forse per un rigurgito di quella cattiva coscienza che lo avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua esitante esistenza. In conclusione, la storia non è una mela che viene tagliata con un coltello: oltre ai propri convincimenti c’è sempre un’altra metà che va tenuta in debita considerazione.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2016 alle 11:41 sul giornale del 28 luglio 2016 - 2145 letture

In questo articolo si parla di attualità, marco severini

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Questa risposta mi convince ancora di più che il prof Ciceroni, beffeggiato con il virgolettato "storico",abbia ragione da vendere. Tra l'altro non mi risulta che la piazza abbia cambiato nome

luigi alberto weiss

28 luglio, 09:26
Adesso c'è d'aspettarsi che qualcuno chieda di sbarrare le porte del Duomo e di murare l'ingresso di palazzo Mastai dove c'è il museo dedicato a Pio IX.
Così come mi aspetto che qualcuno degli "storiografi" protestatari si presenti negli uffici comunali (magari quelli di palazzo del Duca) a chiedere un contributo per qualche sua iniziativa, chessò?, un convegno, una tavola rotonda, un libro da pubblicare.

Grazie professore per averci ricordato, correttamente, la strage dei patrioti perpetrati da pio ix e dai francesi chiamati (e rimasti) fino al 1870, anno in cui sono stati richiamati a causa della guerra franco-prussiana.

Finalmente un intervento logico, storicamente inappuntabile che dimostra la superficialità è l'ignoranza di un amministrazione al cui capo si erge un personaggio che passa più tempo dal parrucchiere che sui libri.

Grazie ancora, professore.

Marco Severini

28 luglio, 14:57
Rassicuro i lettori del giornale che la mia replica al prof. Ciceroni era avulsa da qualsiasi intento canzonatorio: troppo grande il rispetto e la stima che ho per lui e, ripeto, la civile amicizia che mi lega alla sua famiglia. Le virgolette erano solo una citazione di quanto da me letto in calce all'articolo del prof. Ciceroni apparso sul "Corriere Adriatico" di ieri, 27 luglio 2016. Ma questo tal "Ceppo" - che si cela comodamente dietro un comodo e scialbo anonimato - con ogni probabilità non lo sa. Così come ignora che nella Repubblica democratica i cittadini sono usi ad esprimersi civilmente e firmando per esteso.
Marco Severini

@ceppo
Dal prof. Severini riceviamo e pubblichiamo il seguente commento:
" Rassicuro i lettori del giornale che la mia replica al prof. Ciceroni era avulsa da qualsiasi intento canzonatorio: troppo grande il rispetto e la stima che ho per lui e, ripeto, la civile amicizia che mi lega alla sua famiglia. Le virgolette erano solo una citazione di quanto da me letto in calce all'articolo del prof. Ciceroni apparso sul "Corriere Adriatico" di ieri, 27 luglio 2016. Ma questo tal "Ceppo" - che si cela comodamente dietro un comodo e scialbo anonimato - con ogni probabilità non lo sa. Così come ignora che nella Repubblica democratica i cittadini sono usi ad esprimersi civilmente e firmando per esteso.
Marco Severini"