Stemmi papali: Ciceroni, "Non convince del tutto la protesta degli storici"

piazza Garibaldi senigallia 26/07/2016 - Ho letto con rispettosa attenzione il documento stilato dal Comitato contro gli stemmi papali da collocarsi in Piazza Garibaldi. Ma non fino a condividerlo.

Se è vero, come vi si legge, che gli stemmi sono simbolicamente portatori di un messaggio storico, esso costituisce ormai null’altro che sensato riconoscimento, o almeno doverosa riconoscenza, verso chi ha voluto ed attuato l’esemplare ampliazione settecentesca di Senigallia (Benedetto XIV) e di chi vi ha profuso un lascito di cospicua generosità anche personale (Ginnasio Pio, Opera Pia, Collegio delle Orfanelle, Ferrovia, ecc.). Messaggio storico ineludibile dunque, ma non per questo obbligatamente ideologico.

Sarebbe come se la Città fosse chiamata a non riconoscere positivamente i provvedimenti munifici e gli interventi urbanistici rovereschi, di cui conserva orgogliosa memoria, perché portati da una Signoria oggi inaccettabile per l’idea democratica. Ossia, stupisce ed immalinconisce un po’ che tra i primi firmatari del documento spicchino nomi di illustri storiografi che invitano fuori tempo massimo a rilanciare superate repulsioni laiciste. Non ispirate alla laica accettazione dell’altro, ma ad una visione di tipo chiesastico. Anche perché non chiesastico, ma ben diversamente ecclesiale è oggi il laicato cattolico, sostanzialmente anticlericale soprattutto dopo il Vaticano II. Siamo tutti laici oggi, ma non si può essere così laici, ma così laici da diventare una malacopia dei preti di una volta.

Aveva ragione Carlo Péguy quando avvertiva che possono esserci due tipi opposti di clericalismo: quello dei clericali e quello degli anticlericali. Al proposito, basti rileggere l’apprezzamento entusiasta di uno storiografo ben altrimenti laico, quale Sergio Anselmi, quando chiama “grande impresa” l’ampliazione settecentesca – di cui la Piazza in parola è il portato centrale – “operazione altrettanto compatta, organica, elegante, veloce” dovuta alla “scelta romana portata avanti da commissari pontifici di mano ferma contro l’inedia locale.” Così venivano urbanizzati i Prati della Maddalena, anche contro il parere del vescovo del tempo. (L’ampliazione di Senigallia, tomo I, anni 1747-1754, Comune di Senigallia, 1988). E ci auguriamo, per analogia, che l’attuale operazione denominata Orti del Vescovo risulti alfine altrettanto organica di quella.

Insomma, l’animo sereno di chi scrive queste note così come il buon senso popolare di tanti che si sono come lui stupiti e più di lui indignati, non ha altro intendimento che quello di storicizzare, di contestualizzare senza polemiche né pregiudizi (sine ira et studio) un omaggio postumo ed anzi tardivo a scelte, illuminate e meritorie per i senigalliesi tutti, operate oltre due secoli addietro. (Peregrine ed incongruenti, per non dire risibili, le proposte alternative di apporre immagini di monumenti peraltro in buona parte risalenti allo stesso autocratico antico regime, quali i Portici Ercolani o persino il Duomo che prospetta sulla Piazza stessa. Certo, si sarebbe potuto piuttosto ricorrere a lapidi parietali, ma se come appare ormai inesorabile gli stemmi papali resteranno lastricati, i firmatari del documento potranno comunque accorrere per almeno esercitarvi il civile diritto (dovere per loro) di calpestìo).





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2016 alle 15:12 sul giornale del 27 luglio 2016 - 3371 letture

In questo articolo si parla di cultura, senigallia, fabio ciceroni, piazza garibaldi

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Maria Soldani

26 luglio, 19:46
Accidenti... è incredibile come,con il presente redazionale, ben articolato ,in quanto ricco di riferimenti storici,e di precisi riferimenti bibliografici,oltretutto ben esposti,tanto che persino una persona dai trascorsi scolastici non universitari(come la scrivente) ha afferrato (mi si passi il dialetto del luogo)"aniko' ",il Signor Ciceroni abbia praticamente esposto il mio personale pensiero ....!Gli sono assai riconoscente,in quanto finalmente,dopo tante voci( laiche ,direi,fino all'ortodossia più anticlericale),posso ,con soddisfazione, leggere, in codesta testata ,altre "campane", certo non preclusive nei riguardi di simboli meramente araldici,ormai facenti parte della Storia passata,che altro non pretendono,se non ...farsi democraticamente calpestare, senza tema di lesa maestà,da tutti ,indistintamente , passanti indifferenti, favorevoli o contrari ....
Un lavoro da lodare.Nigallia.

Maria Soldani

26 luglio, 22:43
In definitiva, l'esortazione benevola che noi (indifferenti o favorevoli verso queste bistrattate ceramiche ), vorremmo indirizzare agli indignati detrattori, e' quello di..."passarci sopra"(in tutti i sensi..sia letterale che filosofico...)!A furia di fare tanto clamore sui media,enfatizzando la pur civile protesta,si otterrà, paradossalmente, proprio l'effetto contrario, ovvero alimentare curiosità e notorietà intorno a quest'opera (araldica) tanto vituperata...
Ad ognuno le proprie responsabilità...
Nigallia.

Renzo Francesconi

27 luglio, 06:53
Non conservo un gran ricordo del mio prof. Ciceroni anche per la faziosità che mostrava nell' esporre le sue idee.
Noto che con il tempo nulla e' cambiato....anzi!
Viene persino da sorridere quando egli parla di "profonda generosita" di certi personaggi.
Basterebbe chiedersi quale fosse l'origine delle loro risorse finanziarie......ma questo aspetto forse sfugge al professore che è troppo intento alle sue (dotte) citazioni.
Di solito invecchiando si diventa piu' saggi....ma non sempre.

Bravo Ciceroni,
bella disquisizione.

Nessuno ha mai detto che il macellaio Pio IX non meriti una piazza, d'altronde anche in austria qualcuno avrebbe coluto dedicare piazze a hitler.

Il problema sono gli stemmi in una piazza dedicata a garibaldi.

Se a senigallia, come sembra, la maggioranza della popolazione è rimasta alla terza media questo non vuol dire che la storia sia sbagliata.

Lei confonde popolarità con storia.

La storia, egregio, non ha nulla a che vedere con la popolarità di Chuck Elvis.

Vogliono gli stemmi del macellaio?

Bene, cambino nome alla piazza, perchè con garibaldi non hanno nulla a che vedere.

Ossequi.

Signor Ciceroni, grazie x le sue parole, mi ha tolto le parole dalla bocca!!!Anch'io sono sorpreso che alla testa di questa protesta ci sia un professore di storia!!!mi sembra incredibile

silvio pasquini

27 luglio, 08:17
Osservazioni eccellenti a cui aggiungerei : e l'architettura razionalista del fascismo? E la Rotonda?

Sono d'accordo col prof. Ciceroni al 100 x 100; è stupefacente che a capo di questo Comitato ci sia un professore di storia!!

Davide Cinni

28 luglio, 00:11
Eruditissima e, purtroppo, anche per questo teoricamente asfittica, la disamina della questione proposta dal Ciceroni. Come qualcuno ha già rilevato, del resto, la citata "generosità" ha un'origine tutt'altro che adamantina e i sentimenti di "riconoscimento/riconoscenza" sono tutt'altro che scontati e pacifici (termine, quest'ultimo volutamente ambiguo). Ma al di là delle opinioni personali, più o meno storicamente valide, resta tremendamente irrisolto l'ossimoro di fondo di questa faccenda: un omaggio a Pio IX proprio in Piazza Garibaldi! Non credo ci sia volontà provocatoria - non si può di certo adombrare cotanta capacità politica - ma, piuttosto, una (in)sana dose di spregiudicatezza turistico-commerciale, prima che storico-culturale, e perché no un tocco di narcisismo istituzionale. Esteticamente la piazza è impeccabile, di un rigore asburgico, ma la strage di verde la rende di fatto impraticabile nella bella e assolata stagione, rischiando di farla divenire una vetrina inutile.
P.S. A quando un monumento equestre a Umberto II in Corso II Giugno?