Piazza Garibladi: la sua storia dal tempo dei romani grazie agli interventi di archeologia preventiva

piazza Garibaldi senigallia 21/07/2016 - Piazza Garibaldi, storicamente un "vuoto urbanistico" all'interno della città di Senigallia, è stata per questa sua caratteristica oggetto di recentissime ricerche archeologiche. Le indagini condotte nel 2015 sulla piazza rientrano nel più ampio progetto denominato Archeologia Urbana a Senigallia, reso possibile da una Convenzione tra Soprintendenza Archeologia delle Marche, Università di Bologna e Comune di Senigallia e dedicato allo studio complessivo della realtà urbana, dalla fondazione nell'ager Gallicus della più antica colonia di diritto romano dell'Adriatico agli inizi del III sec. a.C. fino alle grandi trasformazioni urbanistiche del Sette - Ottocento.

Lo scavo archeologico, condotto in regime di archeologia preventiva, è stato pianificato e condotto in seguito al rilevamento, nel corso della mappatura geofisica dell'intera piazza, di consistenti "anomalie" nel punto esatto dell'indagine, grazie quindi all'utilizzazione di strumenti (ricerca d'archivio e indagini non invasive) che devono precedere e indirizzare la verifica archeologica.

I livelli archeologici superiori dello scavo hanno confermato le notizie riportate delle fonti storiche e documentarie secondo le quali dal Medioevo in poi questa parte della città era occupata dai cd. "Prati della Maddalena", una vasta area suburbana, coagulata intorno alla chiesa della Maddalena, occupata da orti e pascoli, con pochissime e semplici abitazioni.

Più in basso sono emersi i livelli attribuibili ad età alto medievale e, forse, tardo antica. Si tratta di rioccupazioni "tarde" di edifici di età pienamente romana, in cui sono anche ricavate alcune sepolture (fenomeno ricorrente nei casi in cui viene meno il controllo centrale delle aree pubbliche). Di grandissimo interesse si sono rivelate le sottostanti fasi romane: è stata rinvenuta una piccola porzione di un edificio, probabilmente di grandi dimensioni, impostato su colonne.

La fondazione di una di queste, con un plinto di base in blocchi di arenaria gialla, è stata individuata con certezza e riportata in luce nello scavo; la colonna soprastante, di cui è stato recuperato qualche frammento di rivestimento in stucco modanato (rudentatio), doveva essere di notevoli dimensioni e poggiava su una poderosa fondazione in blocchi di pietra (profonda oltre 1 metro). Davanti a questo edificio, con buona probabilità di carattere pubblico, è stata rinvenuta una porzione di basolato stradale, ampiamente intaccata da interventi di età rinascimentale, ma sufficiente a ricostruire l'andamento della sede stradale antica, obliqua rispetto all'attuale Piazza Garibaldi.

Lo scavo, seppure di dimensioni limitate, appare quindi di grande importanza scientifica poiché anche in questa porzione di abitato risulta confermata non solo la sequenza ininterrotta dell'insediamento, ma anche la presenza di edifici monumentali in età romana. (Lo studio delle planimetrie e dei materiali archeologici potrà restituire anche i dettagli di questa nuova "finestra" aperta nel sottosuolo cittadino, con particolare attenzione all'orientamento degli assi viari e degli edifici rinvenuti rispetto alle trasformazioni che la città ha subito nei secoli successivi).


da Maria Raffaella Ciuccarelli
Soprintendenza




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2016 alle 18:05 sul giornale del 22 luglio 2016 - 1354 letture

In questo articolo si parla di cultura, soprintendenza, maria raffaella ciuccarelli

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Probabilmente il cittadino senigalliese postumo, potra vedere questi reperti archeologici. Parliamo tra due o tre secoli. Quello che mi è difficile comprendere, perche in altri luoghi del mondo, quando vi è un ritrovamento importante, si bloccano le costruzioni di metropolitane e quant'altro, mentre da da noi si fa finta di nulla. Anzi, si mette in sicurezza il poco che si è trovato e avanti con quella distesa cementizia attuale. Se invece di pavimentare la piazza e si faceva uno scavo a dovere, con la possibilità di creare una nuova area archeologica urbana, cadeva il mondo se il 26 c.m. non si faceva nessuna inaugurazione? Non aggiungo altro.
Leonardo Maria Conti




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