Lorenza Bravetta a Senigallia per la mostra sul gruppo fotografico "La Bussola"

19/07/2016 - E' attesa nei prossimi giorni a Senigallia la visita di Lorenza Bravetta, che dirige il Centro italiano della fotografia Camera di Torino. La Bravetta sarà a Senigallia per incontrare il sindaco Maurzio Mangialardi per definire la progettazione di un evento nazionale di grande interesse storico e culturale, la mostra del gruppo Fotografico "La Bussola".

Una mostra, che vedrà la sinergia dei musei fotografici di Trento, Torino e Senigallia, che ospiteranno l'evento dall'estate 2017. Alla ricerca del bello al di là del soggetto, perché “in arte il soggetto non conta”. Da questa spinta nasceva nel 1947 il gruppo fotografico LA BUSSOLA, il cui manifesto fu pubblicato nel maggio dello stesso anno sulla rivista di fotografia Ferrania. Giuseppe Cavalli, Mario Finazzi, Ferruccio Leiss, Federico Vender e Luigi Veronesi erano i soci fondatori del gruppo e i firmatari del manifesto. Nello storico manifesto si legge "coloro che sottoscrivono le idee qui in seguito espresse non hanno l’intenzione di dar vita a un nuovo circolo fotografico, così come viene comunemente inteso; e, tanto meno, quella di prendere pubblicamente partito per l’uno o l’altro genere di soggetti (o di tecniche) da proporre o, peggio ancora, desiderar di imporre agli appassionati di fotografia. Che anzi, proprio nello spontaneo accostarsi e nell’unione amichevole di fotografi diversi fra loro per ispirazione e stile son da ricercare le cause più sottili e profonde di un credo comune, oltre quelle di una umana simpatia di rapporti ed il vicendevole rispetto. Noi crediamo alla fotografia come arte. Questo mezzo di espressione moderno e sensibilissimo ha raggiunto, con l’ausilio della tecnica che oggi chi mica meccanica e ottica mettono a nostra disposizione, la duttilità la ricchezza l’efficacia di un linguaggio indipendente e vivo.

E dunque possibile essere poeti con l’obiettivo come con il pennello lo scalpello la penna: anche con l’obiettivo si può trasformare la realtà in fantasia: che è la indispensabile e prima condizione dell’arte. Ma ecco nascere da queste premesse una conseguenza di grande importanza: la necessità di allontanare la fotografia, che abbia pretese di arte, dal binario morto della cronaca documentaria. Chi dicesse che la fotografia artistica deve soltanto documentare i nostri tempi, ad esempio le rovine della guerra, o macchine ed uomini negli aspetti dell’attuale civiltà veloce e meccanica ecc., commetterebbe lo stesso sorprendente errore d’un critico d’arte o letterario che volesse imporre a pittori o poeti l’obbligo di trarre ispirazione da cose ed avvenimenti determinati e solo da quelli, dimenticando, con siffatta curiosa pretesa, l’assioma fondamentale che in arte il soggetto non ha nessuna importanza. Quel che soltanto importa è che l’opera, qualunque sia il soggetto, abbia o meno raggiunto il cielo dell’arte: sia bella o no. Dire: basta coi nudi; niente più natura morta e così via è, come ognun comprende, un errore estetico di evidenza palmare. Non si vuol con questo disconoscere l’utilità nel campo pratico del documento fotografico e com’esso sia vitale per la cronaca e il ricordo dei tempi.

Ma il documento non è arte; e se lo è, lo è indipendentemente dalla sua natura di documento, anzi solo in quanto codesta natura è stata, per così dire, annullata e trasfigurata in un universale sentimento lirico misteriosamente sbocciato nel cuore dell’artista per virtù d’intuizione. Adoprarsi per la divulgazione nell’ambiente fotografico di questi essenziali principi di estetica (pacificamente ammessi da gran tempo in ogni arte ma ancora non ben chiari alla mente di molti che si dedicano alla fotografia: perché la fotografia è giovine e della giovinezza ha deviazioni e incertezze) adoprarsi, dicevamo, per la divulgazione di queste idee affinché si giunga senza inutili soste a diffondere fra i fotografi un credo estetico valido, è il compito che con buona volontà si prefiggono, per quel poco ch’è in loro potere, i componenti del gruppo “LA BUSSOLA”. Né essi intendono limitare la loro atti¬vità ad una platonica affermazione culturale di principio, ma hanno in animo di esplicarla anche con mostre collettive in Italia e fuori, e con pubblicazioni affidate ad editori importanti. Come la recente collana « IMMAGINI » che ha in¬contrato largo favore nel pubblico e, ciò che più importa, ha suscitato interesse nei circoli della cultura e dell’arte; collana nata, appunto, dalla iniziativa di alcuni componenti del gruppo. Valga la serietà dei nostri intenti a cattivarci simpatia e stima di quanti credono, come noi, alle splendide possibilità della fotografia nel largo campo dell’arte. Ove, se per la sua relativamente giovine età muove ancora i primi passi, è pur certo che troverà col tempo, per l’amore di chi la coltiva credendo in essa, quella universale dignità di considerazione a cui ha diritto".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2016 alle 20:10 sul giornale del 20 luglio 2016 - 658 letture

In questo articolo si parla di cultura, musinf

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