Piazza Garibaldi: manifestazioni culturali per protestare contro gli stemmi papali

18/07/2016 - Dopo il successo della serata alla Libreria Iobook di domenica 17 – nel corso della quale intellettuali, storici e parlamentari hanno ribadito l’inopportunità delle scelte compiute in piazza Garibaldi e la sempre maggiore necessità di un recupero pieno dei principi di laicità dello Stato e delle istituzioni –, entriamo nella settimana in cui avranno inizio le iniziative culturali predisposte da alcune Associazioni cittadine per protestare contro la posa degli stemmi papali nella suddetta piazza.

Si tratta – è bene ricordarlo – dell’unico caso, tra oltre 4.000 Comuni italiani, in cui un luogo pubblico intitolato all’ “eroe dei due mondi” si vede affiancato dagli stemmi di due autocrati che rappresentano un regime, quello papalino, che ha combattuto in ogni modo la nascita dello Stato nazionale unitario. Sui giornali odierni il sindaco di Senigallia si è affrettato a giustificare la sua scelta circa piazza Garibaldi, con dichiarazioni che appaiono, nei titoli, roboanti e altisonanti.

Ma le Associazioni promotrici della protesta hanno altri obbiettivi: contestare la posa degli stemmi di un pontefice intollerante verso gli ebrei (Benedetto XIV) e di un altro (Pio IX) che ha fatto uccidere, senza ragione, decine di concittadini (e in particolare il martire laico cittadino Girolamo Simoncelli); confutare l’atto amministrativo adottato, che non ha tenuto minimamente conto della protesta di migliaia di cittadine e cittadini; rigettare il richiamo, decisamente antistorico, a un regime assolutista e teocratico che nulla ha a che vedere con le fondamenta laiche e democratiche della nostra Repubblica e della nostra città. Proprio la cittadinanza è stata informata, a partire da sabato mattina, tramite manifesti pubblici di protesta verso le scelte dell’Amministrazione comunale. E la protesta sta continuando sui social e andrà avanti, fra l’altro, con tre iniziative culturali organizzate dall’Associazione di Storia Contemporanea, dall’Associazione Mazziniana Italiana (sede di Senigallia), dai locali Centro Cooperativo Mazziniano “Pensiero e Azione” e U.A.A.R.. Gli appuntamenti sono per il 22, 24 e 26 luglio e nello specifico: il Concerto di canti popolari, all’Auditorium S. Rocco, venerdì 22 luglio (ore 21.30), per opera dell’Associazione “Non Canto per Cantare”; Lettera di un condannato a morte dal papa–re, con l’attore Alessio Messersì (presentato da Mauro Pierfederici), presso l’Area Archeologica la Fenice, domenica 24 luglio (ore 21.15); il Dialogo sulla democrazia presso il cippo a G. Simoncelli (Via Chiostergi 10), martedì 26 luglio (ore 21.30), che sarà animato e gestito da studiosi, intellettuali e cittadini e dove ognuno potrà liberamente prendere la parola e portare la sua testimonianza.

Le Associazioni invitano tutti i senigalliesi a partecipare vivamente alle suddette iniziative. Nelle suddette dichiarazioni il sindaco si è detto inorgoglito dell’aver portato a termine i lavori della piazza: ma il profondo sentimento antistorico che ha dettato questa realizzazione viene giudicato diversamente da molti senigalliesi e lo sarà un domani dalla storia.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2016 alle 11:58 sul giornale del 19 luglio 2016 - 2721 letture

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più ci penso e più mi chiedo chi fu a chiamare la piazza del duomo piazza Garibaldi.

Maria Soldani

19 luglio, 03:02
La denominazione della piazza in memoria del generale Garibaldi è stata certo successiva , secondaria a quella designante il Duomo...Ignoro,tuttavia(non essendo di Senigallia)se sia mai esistita un'affissione pubblica,intitolata al Duomo...In ogni caso,e' stata in seguito, con un regolare atto amministrativo ,ridenominata X celebrare l'Eroe dei Due Mondi... Nulla da eccepire.Nessuno,oggi,credo,neppure il più fervente dei cattolici,si sognerebbe mai di protestare X simile dedicazione laica( neppure la sottoscritta, sebbene non sia mai stata, sin dai banchi di scuola,partigiana di Garibaldi...).Perché allora scandalizzarsi x degli stemmi,che, a quanto mi risulta, delimitano strettamente il solo "corridoio" antistante il Duomo stesso( disegnando in tal modo un tappeto araldico che conduce all'Edificio Sacro),senza invadere tuttavia le rimanenti ali "laiche"?Se il Sindaco avesse,d'imperio,mutato il nome della piazza,forse q protesta mi sarebbe parsa più opportuna...Detto ciò,se la maggioranza dei Senigalliesi non vuole quegli stemmi,liberissima di attuare democratiche forme di protesta(convegni,raccolta di firme,persino atti di disobbedienza pubblica),purche' non portino ad azioni illegali e violente...Ma a me resta il dubbio: che q "polemiche" siano nient'altro che una sterile strumentalizzazione politica, dimentica dei veri bisogni dei cittadini ...
Spero di sbagliarmi, naturalmente..
Nigallia.

Renzo Francesconi

19 luglio, 07:27
Ritengo che sia un'ottima iniziativa cambiare nome alla piazza onde evitare che una parte di storia patria venga inquinata dall'imperante cultura catto/comunista.

Non parteciperò,non condivido queste motivazioni che trovo pretestuose. Ottimo che Senigallia sia la prima città tra 4000 comuni italiani che cominci un processo di riconciliazione dopo 150 anni, è ora che Garibaldi e Pio IX vadano a braccetto