Nuova piazza Garibaldi, Mangialardi: "Senigallia ancora più bella, più viva e più ricca di fermenti sociali"

piazza Garibaldi senigallia 16/07/2016 - Una piazza per rendere Senigallia ancora più solidale, più bella, più viva e più ricca di fermenti sociali.

Oggi che, con la posa dell'ultima pietra l’intervento di riqualificazione di piazza Garibaldi è terminato, è evidente a chiunque l'immensa portata del recupero architettonico che  ha restituito alla vista dei senigalliesi un patrimonio a lungo rimasto celato, imprigionato dalla funzione di parcheggio che questa area aveva ricoperto fino allo scorso anno.

Ciò che però è ancora tutto da scoprire è il grande valore sociale che la "piazza ritrovata" avrà nel tessuto cittadino.

Anzitutto, non va dimenticato che la riqualificazione della piazza rientra nel più ampio progetto degli Orti del Vescovo, volto a rispondere al fabbisogno di abitazioni in edilizia agevolata per le fasce più deboli della popolazione, con la realizzazione di 37  nuovi alloggi, nell’ambito del recupero di via delle Caserme, via dei Portici Ercolani e  viale Cavallotti.

Ma la piazza, fungendo da anello di congiunzione con i grandi interventi di rigenerazione urbana portati a termine negli ultimi anni, si candida a divenire luogo di incontro e occasione di relazione. Nella vita quotidiana, magari accompagnando i figli a scuola o uscendo la sera per recarsi in uno dei nuovi locali che, grazie a imprenditori lungimiranti, stanno aprendo in prossimità della piazza stessa.

Un ideale teatro per quegli eventi di qualità che la città già oggi è in grado di offrire a sé stessa, ai visitatori e ai turisti, e che saprà certamente stimolarne di nuovi, grazie ai talenti e alle energie del nostro arcipelago di associazioni culturali, sportive e del volontariato.

Insomma, una piazza destinata non solo a rendere Senigallia ancora più bella e attraente, ma anche più viva e ricca di fermenti sociali.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2016 alle 15:00 sul giornale del 18 luglio 2016 - 6055 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di senigallia, maurizio mangialardi, senigallia, sindaco

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Bravo, ben detto.

Che sia più bella è una valutazione soggettiva, non c'è un "numero" che lo indichi.

Ora non le rimane che cambiarle il nome, dato che una "piazza garibaldi" con gli stemmi di pio ix equivale a sputare sui valori risorgimentali.

Tipo piazza del papa, piazza mastai o altro. Tanto, ormai, a chi gliene frega qualcosa di garibaldi.

Oh, si, alcuni senigalliesi, che non leggono che topolino (e il cui livello intellettuale è conforme), pensano sia una cosa da niente, ma tant'è, la storia è questa.

Ci sono passato l'altro giorno, non mi sembra ne bella ne viva, mi sembra una grande scatola vuota senza null'altro.

Complimenti anche per la nuova viabilità, ancora più incasinata della precedente.

Luciano Granello

16 luglio, 23:53
Trovate un po di soldi per asfaltare le strade, rifare i marciapiedi, le strisce bianche orizzontali, compresi i passaggi pedonali e rendere più decorose le vie fuori dal centro del palazzo fatato.

luigi alberto weiss

17 luglio, 11:33
Da sempre i signorotti che hanno governato la Senigallia repubblicana hanno desiderato e realizzato un'opera che li ricordasse ai posteri: il teatro-scatolone La Fenice, la Rotonda da trasformare in simbolo unico del turismo marchigiano (con relativa canzonetta nella segreteria del Comune), adesso la vecchia piazza Garibaldi. E' andata male con l'ex Italcementi, ma non tutte le ciambelle riescono con il... buco!

Bisogna saper guardare avanti, le critiche sul nome della piazza sono legittime ma sono come le chiacchiere del bar, non portano a niente. La sostanza è che è stato recuperato uno spazio strategico per la città e i frutti che ne deriveranno si vedranno più avanti, come per la complanare. Grazie sindaco!!!!!

gino serretti

18 luglio, 09:20
Il sindaco elogia la lungimiranza degli imprenditori nella "speranza" che la piazza porti attività e movimenti, ma io tremo al pensiero che qualora ciò non avenisse (e non è improbabile), che fine faranno ???

Maria Soldani

18 luglio, 09:33
Ho visto la piazza giusto nella settimana del Caterraduno... Ovviamente non ho potuto visionare gli stemmi,in quanto ancora celati da teloni verdi, debitamente trattenuti da mattoni (quindi su di essi non posso ancora pronunciarmi). Direi che la privazione della cortina arborea ha svelato uno scenario nuovo,che consente di farsi un 'idea della piazza così come doveva essere un tempo,quando era davvero una grande area da passeggio... Nonostante non condivida l'entusiasmo su Garibaldi (di cui non posso dire di essere mai stata una fans,storicamente parlando), concordo però con il Signor Farano sulla vacuità, X il momento inutilizzabile,di questo Piazzale (tra l'altro a rischio/sicurezza
: così isolato e senza negozi, è un potenziale,direi prevedibile teatro X scippi o altre attività illecite, a meno che non venga monitorato giorno e notte da telecamere posizionate ben alte, il che non è detto che scoraggi i più audaci...!). Insomma:anche a me ha dato l'impressione di un contenitore bello e vuoto,senza(almeno x adesso) personalità ...Magari,con l'aggiunta di arredi vari (ancora mancanti al momento del mio sopralluogo fuori-perimetro, al di là delle transenne),e se e quando acquisirà un aspetto più accogliente e "social",potrò forse rivedere e correggere,la prossima volta,il mio giudizio piuttosto scettico su questa piazza...(P.S.: altri osservatori, in quel momento accanto a me,durante la visita,hanno accolto cmq favorevolmente il disvelamento estetico dei palazzi, dalla fitta fila dei poveri,sacrificati lecci...!). In definitiva: concedo una prova d'appello X questa piazza Garibaldi,alias del Duomo, riservandomi il diritto di mutare,spero in meglio,il mio parere (se contare può,quello di una turista occasionale, infatuata di Senigallia !).
Nigallia.

gasparino carbonaro

18 luglio, 10:15
Se la canta e se la suona. Vedremo all'atto pratico che succederà. Secondo me il risultato sarà lo stesso della Fenice: un disastro ancora peggiore se possibile.Peggiore perchè se la Fenice non serviva a nulla prima e dopo, Piazza Garibaldi è stata utilizzata da sempre prima ed è un monumento al nulla oggi.

Semplicemente usando la testa, si può capire come una piazza così grande al sole di giugno,luglio, agosto ..sarà deserta. Come si fa a togliere dal progetto presentato al pubblico, gli alberi in corso d'opera. Cioè, lasciate 4 tamerigi a marina vecchia in mezzo ai parcheggi blu (ed ogni tanto qualcuno ci va a sbattere)... poi togliete gli alberi dal lungofiume del foro e dalla piazza.

Il progetto che io sappia contempla anche degli alberi in dei vasi... la cosa che mi fa innervosire è chi commenta senza aver seguito bene tutta la storia della progettazione della piazza.

l'unica ca**ata(non da poco) di questa piazza sono gli stemmi papali e stop.

Gloria Abbo

26 luglio, 12:32
A proposito di PIAZZA DUOMO di Senigallia
"Margherita Abbo" <margherita.abbo@gmail.com>
Data: 24/lug/2016 04:27 PM

Le critiche negative alla riqualificazione di Piazza Duomo si fondano sempre sulla storia Civile Italiana del Risorgimento . Mai sulla storia dell architettura locale. Esiste la storia della musica, della pittura e scultura, della letteratura e poesia, della medicina, ecc. Sono LINGUAGGI diversi tra loro. Nel caso del restauro di un brano di città antica gli interventi investono l urbanistica dell'epoca, gli stili dell'architettura, l'arte decorativa e l'arredo urbano.

La prassi del progetto è :

1) analisi della TIPOLOGIA della piazza:
Nei centri storici esistono la piazza Civile ( piazza Roma) , la piazza delle Erbe ( Foro Annonario) , la piazza d' Armi ( piazza del Duca) , il sagrato della Cattedrale ( questa piazza )

2) analisi MORFOLOGICA e compositiva delle piazze di Senigallia.

3)studio COMPARATIVO delle piazze d Italia con la nostra.

4) storia URBANISTICA del luogo. Sappiamo che tra le opere volute da Prospero Lambertini Papa BenedettoXIV nel 1746 e completate dal senigalliese Papa Mastai,nasce il grande sagrato davanti alla Cattedrale. . Le indagini archeologiche e geologiche.

5) Valorizzazione degli edifici che circondano l' invaso della piazza, progettati con materiali e dimensioni che Senigallia ebbe solo durante i secoli XVIII e XIX.
Le facciate della Cattedrale, dell'Arcivesco
vado, di San Rocco e del Ginnasio Pio con la Chiesa annessa, si stagliano contro il cielo con le loro decorazioni di pietra, come diademi, simboli della storia, tracce che ricon ducono alla cultura del nostro passato più florido e di pace per la città, in cui Senigallia era la seconda delle Marche e tra le prime dell'Italia Centrale.

6) DECORAZIONE della PAVIMENTAZIONE. Da centocinquanta anni è il sagrato di San Pietro a Senigallia, quindi lo spazio dedicato ai riti religiosi della nostra cultura Cristiana Cattolica.
Oggi la pavimentazione è stata lastricata come tutte le belle e grandi piazze d'Europa. Qui la pietra impiegata è esattamente il mate riale che per secoli è stato usato e quindi crea il carattere, il colore, il DNA del luogo: pietra d'Istria, pietra arenaria di Pesaro e rosso Verona. Meravigliose pietre trasportate via mare e via fiume dai Veneziani costeggia ndo l'Adriatico nei secoli passati. Date le grandi dimensioni della piazza, la decorazione è stata creata tra San Rocco ,architettura del '700 e la Cattedrale, architettura dell'80O, come un simbolico tappeto che indica l’epoca in cui è iniziata e terminata l'opera. Da un secolo i filosofi, gli artisti e i critici d'arte teorizzano una nuova lettura del SEGNO estetico evocativo: un EMBLEMA di dimensioni enormi perde il significato araldico ed assume una immagine diversa puramente laica ,il salto di scala sposta il significato.
Nella psicologia della percezione ingigantire un segno e farlo diventare altro, è un operazione d' arte alla Andy Warhol ,alla Pistoletto , alla Mendini, vuol dire un linguaggio POP e "Multimediale" in architettura .