Rumeno arrestato per tentato omicidio di un tunisino viene condannato per "sole" lesioni

Corte dei conti 13/07/2016 - Era stato arrestato con la grave accusa di tentato omicidio, per la quale rischiava fino a 16 anni di carcere, ma ieri, davanti al Gup è stato condannato solo per lesioni.

Laurentiu Urbanschi, cittadino romeno di 42 anni, abitava da gennaio 2015 in una capanna fatiscente nell’area ex Gil di Senigallia, insieme ad un extracomunitario tunisino anche lui di 42 anni. Nel luglio 2015 viene arrestato dalla Polizia. L’accusa è di tentato omicidio e rapina aggravata dall’uso di armi in danno del tunisino. Secondo l’accusa Laurentiu avrebbe colpito ripetutamente il tunisino con un martello in più parti del corpo per sottrargli il telefono cellulare ed il portafoglio impossessandosi di 500 euro.

Dall’aggressione il tunisino aveva riportato la frattura scomposta dell’omero destro, della mandibola in due punti, oltre a tumefazioni in più parti del corpo. L'azione difensiva, assunta dall'avvocato Corrado Canafoglia, subentrato ad un precedente legale, è riuscita a dimostrare che non vi fu alcun tentato omicidio o rapina, ma solo un alterco provocato dai continui furti perpetrati dal tunisino ai danni del romeno, alterco a causa del quale il tunisino ha avuto poi la peggio.

Lurentiu infatti lavorava presso la Caritas di Senigallia ed era pagato con dei voucher, quando nel giugno 2015 si accorse della sottrazione dei voucher da parte del tunisino: il romeno lo aveva scoperto perché il tunisino tentava di incassare i voucher, ma non vi riusciva perché questi possono essere incassati solo dal legittimo titolare. Laurentiu, venuto a sapere del furto dei voucher e del tentativo di incassarli, aveva affrontato il tunisino chiedendogli spiegazioni, ma il tunisino aveva reagito con violenza. Di qui Laurentiu, impugnato un martello che stava nella baracca, lo aveva colpito in più parti del corpo causandogli fratture e lesioni in varie parti. Il tunisino era poi fuggito dalla baracca e aveva chiamato la polizia, che intervenuta poco dopo aveva arrestato il romeno.

Nell’ambito delle indagini difensive svolte è stato sentito il titolare del negozio dove il tunisino tentava di incassare i voucher del Laurentiu, il quale confermava il fatto avvalorando la tesi difensiva. Durante il dibattimento è emerso che addosso al Laurentiu non è stato ritrovato il portafoglio con i 500 euro nè il cellulare di cui il tunisino lamentava la sottrazione per rapina. Quindi in sede di udienza preliminare avanti al Gup Francesca Zagoreo, è venuta meno l’accusa di tentato omicidio e di rapina aggravata per il quale Laurentiu rischiava la reclusione sino a 16 anni ed il tutto è stato derubricato in lesioni gravi con un condanna di un anno e 6 mesi.

Considerata la custodia cautelare in carcere sino ad oggi subita, Laurentiu è stato liberato e la pena residua di 6 mesi è stata sospesa avendo ottenuto di scontare un lavoro socialmente utile presso la Caritas di Senigallia ed avendo tenuto in carcere un buon comportamento avendo lavorato ed avendo partecipato ai corsi scolastici per detenuti.





Questo è un articolo pubblicato il 13-07-2016 alle 15:01 sul giornale del 14 luglio 2016 - 1098 letture

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