Paradisi: "il centro sportivo di Ponte Rosso trasformato in dormitorio"

12/07/2016 - Il cancello laterale è aperto. E’ da tempo che volevo ispezionare lo storico luogo di ritrovo senigalliese. Entro e scatto fotografie. Eccolo qui il risultato dell’ultima fallimentare gestione dello storico centro sportivo del Ponte Rosso.

Rinomato circolo tennis prima (sede di tornei internazionali), centro sportivo multidisciplinare poi, oggi il Ponte Rosso è un dormitorio per extra-comunitari.

Questi hanno sfondato vetrate, porte e finestre, sistemato materassi e giacigli realizzando così una sorta di “ostello” nel pieno centro del lungomare. E’ questo il risultato della gestione “Uisp”, mai troppo contestata (ad iniziare dal sottoscritto). Il sodalizio caro alla sinistra governativa (che continua a gestire l’ostello comunale “Le Dune” senza aver mai vinto un bando) aveva iniziato con il non rispettare gli orari da convenzione, ha finito per abbandonare il centro lasciandolo in uno stato di degrado vergognoso.

E’ questo il biglietto da visita di Senigallia turistica?
Solo sabato mattina avevo detto in consiglio comunale al simpatico conduttore di Caterpillar Solibello (che aveva visitato Senigallia con il sindaco dopo poche settimane dall’alluvione) che sarebbe dovuto venire con me a visionare i luoghi alluvionati dove l’Amministrazione non è mai arrivata.

Eccone uno: all’interno di ogni locale ci sono ancora i detriti (fango essiccato in gran quantità) che nessuno ha mai portato via. E sono passati oltre due anni. E se i locali che una volta ospitavano bar e ristorante, spogliatoi, magazzino sono diventati un rifugio abusivo nel silenzio dell’Amministrazione comunale, l’area circostante è ancora più degradata: sporcizia, reti sfondate, immondizia ovunque, degrado.
Senigallia, lungomare centrale, piena estate.

Il sindaco Mangialardi mi bacchettò in campagna elettorale quando proposi di realizzare nella parte posteriore della struttura una moderna area camper a pagamento per finanziare l’intervento di recupero del centro e rilanciare il turismo plein air. Ora comprendo il perché: nei suoi progetti c’era evidentemente un “solidale” ostello del rifugiato.


da Roberto Paradisi
Consigliere Comunale Unione Civica






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-07-2016 alle 10:35 sul giornale del 13 luglio 2016 - 2085 letture

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luigi alberto weiss

13 luglio, 08:34
La legalità non può valere solo nelle aste del Caterraduno. Il decoro dovrebbe essere un dato costante dello stile di una cittadina.