Arcevia: Don Attilio Ferretti 50 anni al servizio della parrocchia di Colle Aprico. Una breve storia

12/07/2016 - Il 03 luglio 1960, esattamente 56 anni fa, accolto da tutta la Comunità festante, nella Parrocchia di Colleaprico in Arcevia, giunge il nuovo Parroco: Don Attilio Ferretti.

Ultimo Parroco residente di Colleaprico, inviato dal Vescovo Umberto Ravetta, vi rimarra' sino al 31 dicembre 1964, quando lo stesso Vescovo Ravetta, lo trasferisce quale Pievano Parroco nella Parrocchia di Scapezzano di Senigallia. Fu' un periodo veramente fecondo sia per il Sacerdote/Parroco, sia per la Comunita' Parrocchiale di Colleaprico intitolata ai SS. Primo e Feliciano.

Parroco giovane, che torna a fare il Pastore di anime nel luogo dove la Sua famiglia abita sin dal 1939 e che quindi ha condiviso ogni momento della vita di quel giovanetto che sarebbe divenuto Prete e dal Vescovo inviato Parroco dopo cinque anni di esperienza fatta in varie altre Parrocchie della Diocesi come Mondolfo e Ostra Vetere. Se e' vero che ad ogni evento della vita di ciascuno, vi e' una motivazione, la venuta di Don Attilo Parroco a Colleaprico, ricade sicuramente nel solco di questa certezza.

Trova infatti in Colleaprico, concretizzazione a quella "Promessa" fatta in un momento terribile della Sua vita, dal soldato Attilio, chiamato alle armi appena diciottenne nell'ambito della coscrizione generale obbligatoria per la seconda guerra mondiale e catturato dai Tedeschi a ridosso dell'8 settembre 1943 ed inviato in Germania nei campi di prigionia e lavoro. Egli, in quei momenti terribili, in cui la vita era a rischio, durante un bombardamento di immane dimensioni, tale da togliere anche la piu' piccola speranza umana, si rivolge allo Spirito Santo ed al Sacro Cuore di Gesu' al quale con tutti gli altri giovani di Colleaprico chiamati alle armi, era stato affidato dal Parroco Don Iginio Bruschi e manifesta la promessa solenne che se fosse tornato a casa, avrebbe seguito il percorso del Sacerdozio, con particolare attenzione ai fanciulli.

Tornato in Italia al termine della prigionia, superati tutti gli ostacoli, anche familiari, inizia il percorso di studi che culmina il 30 ottobre 1955, quando il Vescovo Umberto Ravetta lo ordina Sacerdote nella Chiesa di Scapezzano; quella Chiesa dove tornera' poi da Pievano Parroco dal 1965, sino al 2005, quando poi si ritira a riposo presso la Casa del Clero della Fondazione Mastai Ferretti in Senigallia, dove tuttora risiede.

Attenzione ai fanciulli, partita in sordina con un primo "campo scuola" di appena 5 ragazzi che andarono a fare compagnia all'amico sacerdote che era stato trasferito in un nuova terra "desolata" rispetto a quella di provenienza, che ha acquisito nel tempo caratteristiche tali da trasformare Colleaprico in uno dei punti di riferimento piu' quotati per le Colonie estive per i ragazzi della scuola dell'obbligo, degli anziani, dei gruppi parrocchiali, degli scout, dei catechisti.

Opera continuata con assiduita' per cinquanta anni, tenendo ben vivo nel cuore e nella mente l'impegno solennemente preso sotto il cadere delle bombe, e portato avanti con assiduita' costante anche dalla nuova sede che per distanza sicuramente non facilitava la cosa. E quel rapporto forte con il luogo, nato sicuramente sin da prima che Attilio vi tornasse da Prete, si e' consolidato giorno dopo giorno ed anche oggi che la Parrocchia di Colleaprico non esiste piu', quando a Colleaprico si parla della Colonia e/o di Don Attilio, e' un fiume di ricordi, di eventi, di amicizia, di rispetto e di fede che traspare dalle parole della gente. Don Attilio Parroco della Parrocchia dei SS. Primo e Feliciano in Colleaprico di Arcevia, tiene nel suo cuore e nella sua mente ogni istante, evento, azione, costruzione che riguardano quella che e' stata sia la sua Parrocchia che il Cantiere voluto e benedetto dal Sacro Cuore di Gesu' e le tracce del suo operato non si disperderanno mai, perche' il bene fatto non va' mai perduto.

A corollario di questo breve ricordo dell'ingresso in Parrocchia nel lontano 1960, abbiamo l'immagine di quella che è stata l'ultima opera fortemente voluta da Don Attilio per la "Sua Parrocchia": la Chiesa totalmente restaurata e restituita al culto dei Fedeli ed al servizio spirituale di quanti hanno avuto e avranno la fortuna di ritemprare il proprio spirito e fisico nella Casa Sacro Cuore. Grazie Don Attilio per la tua Fede, per le tue opere e per le tue Preghiere. 


da Fabrizio Ferretti
Comunità Parrocchiale di Montale in Arcevia



Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2016 alle 09:46 sul giornale del 13 luglio 2016 - 912 letture

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