Controlli ai cantieri edili, 6 imprenditori denuncianti per violazione alle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza

controllo sul lavoro 09/07/2016 - I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ancona, in collaborazione con la Compagnia di Senigallia, nell’ambito di una predisposta attività di controllo nel settore edile, hanno denunciato 6 imprenditori per violazione alle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nello specifico i controlli sono stati eseguiti in due cantieri sul Lungomare Mameli e sul Lungomare da Vinci. Nel primo caso, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ancona hanno rilevato la suddivisione dei lavori tra quattro imprese di cui una committente, una affidataria e le altre due esecutrici, accertando 3 violazioni penali in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Pertanto, avendo appurato l’omessa verifica da parte dell’impresa committente dell’idoneità tecnico-professionale delle ditte esecutrici; l’omessa verifica da parte della ditta affidataria dei lavori edili dell’idoneità tecnico-professionale delle ditte esecutrici e l’omessa redazione, da parte delle due ditte esecutrici, del piano operativo per la sicurezza, 5 imprenditori, amministratori a vario titolo delle società operanti nel settore immobiliare e delle costruzioni, sono stati denunciati in stato di libertà.

Inoltre i militari hanno elevato 4 sanzioni amministrative pari a complessivi 10.960 euro.

Nel secondo cantiere invece, quello sul Lungomare Leonardo da Vinci, dove i Carabinieri hanno appurato l’impiego di manodopera in nero, pari al 66,6% (2 lavoratori su 3 tra i presenti), sono state riscontrate 3 omissioni di carattere penale in materia di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro relative alla verifica della capacità e delle condizioni dei lavoratori in rapporto alla loro salute e sicurezza; alla nomina del medico competente alla sorveglianza sanitaria ed alla mancata informazione e formazione dei lavoratori in materia di sicurezza del lavoro.

Quindi, anche in questo caso, l’imprenditore è stato denunciato in stato di libertà ed è stata elevata una maxi-sanzione di 8000 euro per lavoro in nero. In questo caso i militari hanno anche provveduto a sospendere l’attività imprenditoriale.





Questo è un articolo pubblicato il 09-07-2016 alle 11:06 sul giornale del 11 luglio 2016 - 3535 letture

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