NeT aT wOrK. Promuovere il Territorio

08/07/2016 - Continuiamo a parlare di Reti Turistiche nostrane, coinvolgendo questa volta un operatore turistico particolarmente impegnato a promuovere il territorio. Parliamo, infatti, con Caterina Mancinelli, Tour Operator Manager di Terre Erranti, che è il punto di riferimento della Diocesi di Senigallia e della regione Marche per il turismo religioso.

Caterina, in un contesto globalizzato, come ritieni che le Reti turistiche possano costituire una soluzione al problema della frammentarietà dell’offerta turistica?
Nella società dei turismi e della tecnologia, dove l'utente finale viene invaso da input di vario genere e tipologia, dove è stato calcolato che la soglia di attenzione si è ridotta a 8 secondi, è importante, a mio avviso, non disperdere forze ed energie. Costituirsi in rete, oggi, è fondamentale per poter fare massa e emergere in maniera evidente nel mercato. Solo così si ha la possibilità di arrivare chiaramente all'utente finale, che non cerca più un servizio specifico ma un' esperienza, frutto di un'insieme di servizi e possibilità. Ogni operatore dovrebbe sempre di più ragionare non come un elemento isolato, ma inserito in un contesto e un territorio, consapevole che solo in esso la sua attività acquista un senso per il viaggiatore perchè facente parte di un' esperienza più ampia.

Partendo dalla tua esperienza retista in Terrerranti, quali reputi che siano i punti di forza  e le opportunità?
I punti di forza sono sicuramente una maggiore visibilità, credibilità e una strategia comune che può aiutare acquisendo ad esempio forze promozionali, ma anche commerciali. Nel lungo periodo questo può aiutare a far emergere in primis il territorio, che ancora purtroppo non è così noto e conosciuto, e in secondo luogo, può aiutare gli operatori, sopratutto i più piccoli, a essere presenti in mercati o in trattative che da soli non avrebbero mai raggiunto. Infine, ricordiamoci che al cliente piace scegliere, per cui avere all'interno della rete vari partner che trattano prodotti simili può solo che stimolare l' utente finale e diventare un motivo ulteriore di scelta.

Quali difficoltà ritieni che rallentino o impediscano il suo sviluppo?Per poter essere sinergici al massimo, occorre che tutte le parti siano rivolte nella stessa direzione, con la consapevolezza che la rete può e deve portare vantaggio a tutti i suoi componenti. La paura derivata dalla concorrenza interna alla rete può solo che rallentarne il processo.

Quali sono le strategie invece ritieni che servano per sostenerla?
Credo che la migliore strategia, per qualsiasi rete, che veda partner privati o pubblici, sia il confronto e l'ascolto! Occorre partire dalle reali esigenze dei componenti e dialogare al massimo per trovare insieme la strada! Una strategia che parta dal basso, e non che venga dettata dall'alto, può diminuire il rischio di andare verso una direzione non necessaria per il territorio.

Ritieni che sia fondamentale una governance nella rete turistica? E se si chi dovrebbe assumerla?
Dipende dalla rete turistica e da quali sono i partner coinvolti. Credo che serva una chiarezza fin da subito nei ruoli e nelle competenze, poi, per la mia esperienza, in certi casi occorre che qualche partner funga da coordinatore, in altri casi no.

Come vedi in prospettiva la nascita di nuove reti turistiche esistenti sui nostri territori?
La vedo positiva, purchè si parli sempre di più di territorio. In prospettiva mi auguro che possano crescere e collaborare anche tra di loro. La rete stessa, a mio avviso, deve avere un' ottica aperta e relazionale altrimenti rischia di diventare anche essa un' isola.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2016 alle 09:28 sul giornale del 09 luglio 2016 - 1293 letture

In questo articolo si parla di lavoro, alberto di capua e piace a alk

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