Referendum. Lodolini: una riforma per superare le emergenze del Paese

05/07/2016 - Dopo anni di tentativi falliti il Parlamento in questa XVII legislatura ha approvato con una larga maggioranza – quasi il sessanta per cento dei componenti di ciascuna Camera in ognuna delle sei letture – una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune fra le maggiori emergenze istituzionali del nostro Paese.

La riforma porta con sè cambiamenti epocali per il nostro Paese introducendo tempi certi per l'approvazione delle leggi, riducendo il numero dei parlamentari, potenziando gli strumenti di partecipazione, mettendo ordine alle competenze dello Stato e delle Regioni e soprattutto cancellando per sempre il bicameralismo paritario.

La riforma non tocca, non sfiora e non si avvicina nemmeno alla prima parte, fondamentale, della nostra Carta costituzionale ovvero quella dei principi fondamentali. Ci si concentra, invece, sulla seconda, quella che riguarda il funzionamento degli organi dello Stato e il procedimento legislativo.

Cosa prevede la riforma costituzionale.
- Eliminato il rapporto di fiducia tra il Governo e il Senato: sarà la sola Camera ad accordare o revocare la fiducia al Governo. Differenziate le funzioni delle Camere: alla Camera dei deputati è attribuita la rappresentanza della Nazione e al Senato la rappresentanza delle Istituzioni territoriali, nonché il raccordo tra lo Stato, l’Unione europea e gli enti territoriali.

- Semplificato il procedimento legislativo: la partecipazione paritaria delle due Camere sarà limitata a un numero definito di leggi bicamerali (leggi costituzionali e leggi in materia di elezione del Senato, referendum popolare e ordinamento degli enti territoriali). Per tutte le altre leggi, il Senato potrà solo proporre modifiche sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva.

- Introdotto nell’ambito dei regolamenti parlamentari lo Statuto delle opposizioni, a garanzia dei diritti delle minoranze.

- Previsto il dovere di partecipazione dei parlamentari alle sedute dell’Assemblea e a lavori della Commissione.

- Rafforzato il principio della parità di genere nell’accesso alla rappresentanza politica, con riferimento sia al parlamento nazionale che agli organi elettivi regionali.


La composizione e l’elezione del nuovo Senato.
Ridotto il numero complessivo dei senatori a 100 (rispetto agli attuali 315 senatori elettivi), ma saranno tutti già eletti nelle proprie istituzioni (saranno sindaci e consiglieri regionali) e dunque non percepiranno alcuna indennità da senatori. 

Il riequilibrio del sistema e degli organi costituzionali di garanzia
Introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali: a rafforzamento delle prerogative del Parlamento, è riconosciuta la possibilità di rinviare alla Corte Costituzionale le leggi elettorali, su ricorso di un terzo dei senatori o di un quarto dei deputati.

Riformato il sistema di elezione del Presidente della Repubblica: in conseguenza del nuovo assetto istituzionale, per l’elezione del Presidente da parte del Parlamento in seduta comune (630 deputati+ 100 senatori) è previsto un nuovo sistema di soglie di maggioranza:
–  2/3 dell’assemblea dal primo al terzo scrutinio;
–  3/5 dell’assemblea dal quarto al sesto scrutinio;
–  3/5 dei votanti dal settimo scrutinio.

Riformato, in coerenza con la fine del bicameralismo perfetto, anche il sistema di nomina dei giudici costituzionali: dei cinque giudici di espressione parlamentare, tre saranno nominati dalla Camera e due dal Senato.

Abolito il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).
 

Vincoli e prerogative dell’azione del Governo.
- Ammessa la possibilità per il Governo di chiedere alle Camere la votazione prioritaria dei disegni di legge dichiarati essenziali per l’attuazione del programma di governo.

- Introdotti più stringenti vincoli costituzionali alla decretazione d’urgenza: la possibilità di ricorso al decreto-legge è espressamente esclusa per le leggi in materia costituzionale ed elettorale, le deleghe al Governo, l’autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, l’approvazione di bilanci e il ripristino di norme che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime.

- Più vincoli e responsabilità per gli amministratori locali: il nuovo titolo V prevede che le funzioni amministrative siano esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori.

- In generale, introdotto in Costituzione il vincolo della trasparenza della pubblica amministrazione, alla stregua del buon andamento e dell’imparzialità della stessa.


Il rapporto tra lo Stato e i territori: la nuova riforma del Titolo V.
- Abolite le Province quali organi costituzionali dotati di funzioni e poteri propri.

- Abolita la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, per come delineata dalla riforma del titolo V del 2001, e rivisto conseguentemente il perimetro delle materie di competenza esclusiva, rispettivamente, statale e regionale.

- Ricondotte alla competenza esclusiva dello Stato alcune materie, già concorrenti, inerenti ad interessi di rilevanza nazionale, tra cui: grandi reti di trasporto e navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; politiche sociali e dell’istruzione e formazione professionale, promozione della concorrenza.

- Estese le materie ammesse a forme di federalismo differenziato: forme e condizioni particolari di autonomia potranno essere attribuite alle Regioni che abbiano i bilanci in equilibrio in alcune materie di competenza esclusiva dello Stato, tra le quali il governo del territorio, le politiche attive del lavoro, l’ordinamento scolastico, la tutela dei beni culturali, l’ambiente, il turismo, il commercio con l’estero.

- Introdotta la cosiddetta “clausola di supremazia statale”: ai fini della tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica o dell’interesse nazionale, si è previsto che su proposta del Governo – che se ne assume pertanto la responsabilità – la legge statale possa intervenire anche in materie di competenza esclusiva delle Regioni.

- Rafforzato il principio della corrispondenza tra le risorse spettanti agli enti territoriali e le funzioni pubbliche loro attribuite Il nuovo titolo V prevede che l’insieme delle risorse derivanti dall’autonomia finanziaria regionale e locale (cioè tributi ed entrate proprie, compartecipazioni al gettito di tributi erariali, ecc.) debba assicurare il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche attribuite ai rispettivi livelli di governo (comuni, città metropolitane e regioni).

- Limitati gli emolumenti spettanti al Presidente della giunta e agli altri componenti degli organi regionali: l’importo delle loro indennità non potrà superare quello spettante ai sindaci dei comuni capoluogo di regione.

- Abolito il finanziamento dei gruppi nei Consigli regionali.


Il rafforzamento degli strumenti della democrazia diretta.
- Previsti tempi certi di esame e votazione finale in Parlamento per i disegni dilegge d’iniziativa popolare. Di contro, è innalzato fino a 150mila (attualmente 50mila) il numero delle sottoscrizioni richieste per la loro presentazione alle Camere. 

- Introdotta una nuova tipologia di consultazione – il referendum propositivo e d’indirizzo – alla quale si potranno affiancare ulteriori forme di consultazione popolare, aperte alle formazioni sociali (sul modello del débat public francese).

- Riforma costituzionale, via libera: "Mobilitazione e impegno a tappeto su tutto il territorio"

- Aggiornato l’istituto del referendum abrogativo, con l’introduzione di un doppio quorum:
• in caso di sottoscrizione della proposta da parte di 500mila elettori, per la validità della consultazione sarà necessaria la partecipazione al referendum della maggioranza degli aventi diritto al voto;
• in caso di sottoscrizione della proposta da parte di 800mila elettori, sarà sufficiente la partecipazione della maggioranza dei votanti all’ultima elezione della Camera dei deputati.

 

Alla luce dei contenuti sopra esposti che si propongono di chiarire, nel merito, la Riforma risulta evidente come sia in gioco il futuro non di un Governo, di un leader o di un Partito, ma del Paese. Perché qualora, come spero, a vincere dovessero essere i SI dimostreremo che questo è un Paese capace di riformare se stesso proiettandosi nel futuro. Qualora a vincere dovessero essere i No, purtroppo, dimostreremo che questo è un Paese incapace di riformare se stesso e un Paese incapace di cambiare è destinato a non avere un futuro.

Faccio pertanto appello a mobilitarsi per il Sì a quanti, senza distinzioni, vogliono cambiare pagina e fare dell'Italia un Paese con istituzioni moderne e in grado di decidere in tempi certi.


da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd




Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 05-07-2016 alle 12:26 sul giornale del 06 luglio 2016 - 874 letture

In questo articolo si parla di emanuele lodolini, politica, roma, ancona, pd, camera, conferenza di fine anno, onorevole, deputato, spazio elettorale autogestito

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Bene,
ci hanno raccontato che avrebbero abolito il senato invece non è vero, il senato rimarrà ma muteranno le sue funzioni.

Nessuna riduzione di costo.

Lodolini parla di "rafforzamento della democrazia diretta" poi si legge che il numero di firme per la "legge di iniziativa popolare" sono triplicate, che il quorum sui referendum non sono stati aboliti.

L'unico risultato pratico in questa riforma demenziale fatta da giovani ignoranti è rafforzare, brutalmente, i potere dell'esecutivo nei confronti del legislativo, un ibrido assurdo tra una repubblica parlamentare e una repubblica presidenziale.

Una riforma fatta da dilettanti.

luigi alberto weiss

05 luglio, 17:48
Perchè non dice chiaro e tondo che le Regioni verrebbero letteralmente espropriate del loro potere legislativo su questioni che riguardano i territori (es. il tracciato di un gasdotto o di una superstrada) e che la "clausola di supremazia" è un abile trucco dialettico per accentrare tutto nelle mani del governo con la scusa dell'"interesse nazionale",?
Perchè non dice che il Senato continuerà a stare in piedi e il fantomatico "risparmio" è di solo il 9% sul bilancio annuale del Senato stesso?
Che garanzie ci dà che il nominato senatore andrà a Rome a spese sue (viaggio, albergo, ristorante, trasporti ecc.) e non a spese dell'ente che lo ha nominato?
E poi, se voleva diminuire i costi della politica, perchè non è stato scelto di DIMEZZARE il numero dei deputati? Ne bastano 300 anzichè 600 e passa come ora.
E poi non è affatto vero che è in gioco "il futuro del Paese". Forse quello del leader (non eletto) del suo partito, ma di certo l'Italia non rischia catastrofi né politiche, né economiche.

È evidente, Davide, che a te sta bene il casino partitocratico in cui abbiamo vissuto fino ad oggi.

Si vede che apprezzi una Repubblica dove un governo ha vita media di un anno e 3 mesi.

Non vuoi cambiare perché hai paura che anche i tuoi piccoli privilegi vengano spazzati via.

Questa riforma è ben lungi dall'essere perfetta, ma è un significativo passo avanti. Il potere viene restituito ai cittadini. Non votarla perché si potrebbe fare di meglio è come darsi da soli un calcio nelle palle.

No Drago, meglio nessuna riforma che una riforma fatta male. Questa sfascia ogni equilibrio tra i poteri, è concentra tutto nelle mani di un presidente del consiglio quasi re. In cambio di cosa? Di 4 spiccioli risparmiati mandando i Mangialardi di turno in senato?

Oltretutto ricordo che i costituenti avevano previsto che la costituzione fosse di tutti e di qui le grandi maggioranze richieste. Grazie a una legge elettorale illegittima (dichiarata tale non da me ma dalla Corte costituzionale) un partito che ha preso il 30% dei voti e che è stato quindi votato da meno del 20% degli italiani si è fatto la sua riforma, su misura del suo ambizioso capetto. Meglio nessuna riforma che questa riforma

Non è che non la si vota perché si poteva fare di meglio, non la si vota perché non si poteva fare di peggio (checché ne dica l'onorevole, che ha più interesse a compiacere chi lo ha messo in lista che a rappresentare chi lo ha votato).

Gianni Aquili

06 luglio, 08:24
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Contenti voi. Tenetevi quello che abbiamo ora. E divertitevi.

Sono molto contento di vedere lettori di diversi giornali dibattere sullo stesso articolo. Vuol dire che in network "Edizioni Vivere" funziona.
Grazie per la partecipazione!

PS: si può vedere su quale giornale è stato lasciato il commento dal quadratino colorato prima della data.

Commento modificato il 06 luglio 2016

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Votiamo NO per mandarli a casa, questi inutili ed incapaci politicanti.

Daria Utente Vip

08 luglio, 09:15
Certo Mariano, come gli inglesi, che hanno votato Brexit per dire no ai loro politici e poi si son ritrovati fuori dall'Unione, con la Scozia che vuol l'indipendenza e si stanno mangiando le mani.

È mia personale convinzione che molti dei mali della nostra democrazia derivino proprio dal dare al voto un significato che non ha. Ad esempio si vota alle comunali, alle regionali e alle europee e ai referendum solo in funzione pro o contro il governo. Non ha senso.

SI voterà per modificare la costituzione. Se si crede che sia un passo avanti, si voterà si. Se si crede sia un passo indietro si voterà no. Punto.

ario roncitelli

08 luglio, 09:25
Gentile signora Daria, non le viene il dubbio (non dico il sospetto) che queste presunte riforme costituzionali siano un tantino di parte e non oggettive come la Costituzione di uno Stato democratico richiede? La politicizzazione del voto è il frutto velenoso di chi, da provincialotto, si affida a queste occasioni per tentare di entrare nei libri di storia. E tralasciamo certi parlamentari capaci di ripetere a... macchinetta le "parole d'ordine" dettate dalla casa madre. Altro che il PCI degli anni Cinquanta del secolo scorso!

Daria Utente Vip

08 luglio, 12:27
Ma perché, Ario o chiunque altro che critica, non dite cosa non vi piace, nel dettaglio, anziché lanciare giudizi generici e, inizio a pensare, anche infondati?

Commento modificato il 09 luglio 2016

Per Daria: io, come tantissimi altri ed in maggioranza, voteremo NO a questa inutile riforma costituzionale del Senato, in quanto la stessa non abolisce il Senato ed i suoi costi ( ridotti solo del 9% ), bensì gli elettori, me compreso. Poi il Senato dei nominati diverrebbe un ricettacolo di indagati locali, con l'immunità parlamentare.
Poi voto NO per mandarer a casa Renzi e la Boschi ( e tutti gli altri inutili ed incapaci politicanti ), invischiati nel Decreto Salva banche del 22/11/2015 con il loro parenti stretti. Io sono uno dei 43.000 azionisti coinvolti ( + circa 1.000 obbligazionisti subordinati, sbeffeggiati col Decreto di pochi giorni orsono sui rimborsi ), ma stanne certa che prima o poi ci riprenderemo il maltolto, furbescamente toltoci. Oggi Patuelli, Presidente dell'ABI, ha detto che il bail in è incostituzionale; io già l'ho scritto nel ricorso al TAR insieme ad altri 250 risparmiatori nel gennaio scorso, ed in un esposto penale del 28/12/2015.
Ora il bail in per Pop Vicenza, Veneto Banca ed ancora ( per la terza volta ) Banca Monte Paschi non lo applicano in quanto troppo grandi, e di conseguenza farebbero grossi danni, anzi grossissimi ed irreversibili danni, e proprio in questi giorni tutti auspicano un aiuto di Stato, pretendendolo anche dalla UE. Renzi ci ha portato, a noi delle 4 banchette coinvolte con Pop. Etruria, a giustificazione delle malefatte di quest'ultima, come agnello sacrificale alla Merkel; ora invece attua aiuti di Stato, a noi negati.
Potrei dilungarmi ancora; già in parte avevo scritto le motivazioni nel commento sconsigliato, che puntualmente, volendomi solo criticare comunque, non hai saputo e voluto leggere. Voterei si per Italyexit; sarebbe la nostra salvezza. Guarda caso che dopo Brexit, proprio la Borsa di Londra ha subito, meno di tutte in Europa, le turbolenze dei Mercati; un motivo ci sarà, o no!?
Questi non sono politici, ma politicanti allo sbaraglio, incapaci, inutili, dannosi e presuntuosi pure.

Daria Utente Vip

11 luglio, 11:10
Mariano, dal tuo commento esce solo odio, nessuna argomentazione seria.
Si capisce che voterai no per motivi (come la truffa di Bianconi su Banca Marche) che nulla hanno a che vedere con quello per cui si vota davvero.

Io e tanti altri invece voteremo si perché vogliamo un'Italia più democratica, efficiente e in cui la politica costi un po' meno.

"un'Italia più democratica, efficiente e in cui la politica costi un po' meno"
bla bla bla bla.
Ormai gli italiani hanno imparato che tipo è Renzi, chi sono i renziani, ora stanno conoscendo chi sono i burattinai ma ancora c'è chi non riesce a vedere più in là del proprio naso, siamo fatti così, bisogna farsene una ragione, cambiare tutto per non cambiare nulla ...............................

Così ad occhio mi pare che il "bla bla bla bla! sia tuo befanibus...

Commento modificato il 11 luglio 2016

Il mio non è odio, ma attinenza alla realtà politicante, che ho pure ben spiegato ed argomentato per ciò che riguarda il Referendum abrogrativo o meno degli elettori, mentre siete proprio voi che non avete argomenti parimente ai miei. Ragionate ugualmente come successo per l'inutile e dannosa riforma pensionistica Fornero; subito tutti ad acclamarla, poi con ben 8 salvaguardie, è stata rimessa in carreggiata ed ora sono in tanti, anzi tantissimi - voi compresi - che parlate di riformare nuovamente le pensioni. Non ci arrivate subito, ma piano piano, e quando non vi verrà più in tempo di esserci.
Invece per quel che riguarda B.ca Marche, la truffa vera e proprio l'ha fatta il Governo, Boschi compresa e parenti inclusi anche del fiorentino. Basta vedere cosa non succede parimenti per Pop. Vicenza, Veneto Banca ed ancora una volta, l'ennesima, per MPS.
Il vostro paraocchi politicante è odio contro l'Italia e le vere riforme; sarete spazzati via, prima o poi, pagandone seriamente le conseguenze.
Ed a proposito di Italyexit, basta che leggiate l'intervista di oggi dell'ex ministro delle Finanze tedesco Theo Waigel che, tra le varie e tante altre cose a nostro favore testualmente afferma :
"Con un uscita dall'Euro ed un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra ( quella tedesca ) inizierebbe proprio allora. Una gra parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente....................... le esportazioni invece crollerebbero col marco rivalutato del 20 - 30 % ".
Toglietevi i paraocchi politicanti inutili, per le vostre prese di posizione suicide della nazione italiana tutta.

"un'Italia più democratica, efficiente e in cui la politica costi un po' meno"
per
dragodargento
Infatti questo è un pensiero copiato ed incollato dal post delle 11:10, e non è mio, sono le promesse non mantenute ed ancora ripetute, pertanto sono solo bla bla bla. Ognuno è libero di pensarla e vederla come vuole, ma i fatti restano quelli, bla bla bla, e lei è liberissimo di pensarla come meglio crede ed io ho gli stessi diritti di esprimermi come lei, oppure lei fa parte della schiera degli incensati che pensa che gli altri abbiano ancora la sveglia al collo?
At salut.
p.s. così a pelle penso di non avere una grande simpatia per lei, quindi mi permetta di chiederle con tutta la gentilezza ed il rispetto possibile, di finirla qui, grazie.

@Mariano
Ma che c'entrano le Banche con la Riforma Istituzionale? Che c'entra l'Euro? Che c'entra la Fornero?
@befanibus
Non si preoccupi, la non-simpatia è reciproca. Ma se pensa che permetteremo alla sua generazione di mettere ancor più nei guai la nostra, come hanno fanno i vecchi inglesi votando la Brexit a scapito dei giovani che in Europa volevano in gran maggioranza restare, si sbaglia di grosso.

Votare no alla riforma significa difendere dei privilegi.
Come il privilegio di avere in parlamento un partito dal 2-3% che può far cadere il governo e condizionarne l'azione.
Un governo che non deve sottostare a nessun ricatto può fare una vera azione di governo e togliere tutti i privilegi corporativi, come le pensioni d'oro, le licenze dei taxi, i baroni universitari, della sanità e via dicendo.
Un governo fragile, come quello che continueremo ad avere se vince il no continuerà ad essere bloccato in ogni tentativo dalle aderenze politiche di ogni lobby in uno dei due rami del Parlamento. Come è successo fino ad oggi.

Commento modificato il 12 luglio 2016

Infatti, tipo la lobby delle Banche che tanto piace al renzino.
Oppure governare coi condannati del CD, vedi Verdini & Co.
L'euro tanto voluto dal sommo dei sommi Prodi che ..... lavoreremo un'ora in meno, ma è come se guadagneremo un'ora in più, o giù di li....... e che oltretutto ora sembra rinnegare.
La riforma Fornero, da quasi tutti votata in appena 15 gg. ( e senza la finta riforma del Senato ), voi soprattutto compresi.
Io personalmente non ho messo nei guai proprio nessuno; sono stato un lavoratore dipendente per 40 anni, ho cambiato ben 11 datori di lavoro ..... alla faccia della vostra finta riforma del job-act; questa si che inguaia il futuro lavorativo e pensionistico dei giovani. I privilegi siete voi che li tenete per primo in piedi, bocciandone ogni volta in Parlamento le leggi per toglierli/modificarli/ridurli, come i vitalizi ed i super emolumenti ai burocrati di Stato.
Toglietevi i paraocchi politicanti e gli ordini da eseguire per partito preso e l'Italia andrà meglio, soprattutto senza il ........... fiorentino ( mai eletto ed al governo con una legge incostituzionale-bello il vs. concetto di democrazia) e voi, che prima o poi, spero molto presto, sarete spazzati via. Ce lo sapremo dire.

Mariano, mi sembra di parlare con un bambino scemo, uno di quelli che di qualsiasi cosa gli parli ti rispondono allo stesso modo. Gli parli di calcio? Ti dicono quanto sono belli i trenini elettrici. Gli parli di macchine sportive? Ti rispondono parlando di scambi e binari morti. Gli parli di ragazze? Ti rispondono parlando delle locomotive in scala H.
Stiamo parlando di Riforme istituzionale e del referendum di novembre. E tu cambi sempre argomento per parlare di Banca Marche, di euro di Renzi...
Mi spiace ma non ho più tempo da perdere con te.

Commento modificato il 13 luglio 2016

Siete il male assoluto con la vostra ideologia politicante.
Io ho già risposto in modo più che esauriente sul Referendum, ma probabilmente col vostro paraocchi politicante non l'avete saputo né leggere e tantomeno capire.
Poi in modo molto intelligente, educato e civile sei anche passato alle offese, pur non avendoti affatto menzionato nel mio commento quì sopra; le respingo al mittente, in quanto fatte da qualcuno che neanche è all'altezza di sostenere dei discorsi specifici ed in più generali, per dimostrare la pochezza individuale, personale ed intellettuale. Ti meriteresti una bella denuncia, ma ti/vi lascio cuocere nella vostra brodaglia politicante, non dandotene soddisfazione, neanche varrebbe la pena di conoscerti portandoti davanti ad un Tribunale; avrei conferma diretta di quello che penso di siffatti individui politicanti, coi paraocchi e che parlano solo per partito preso. Siete l'inutilità, dannosa per gli italiani ed anche causa dei vostri stessi mali. Vi estinguerete, stanne certo; non potete accrescervi, e lo state dimostrando ampiamente.




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